La lotta alla povertà deve essere una priorità dell’Ue

eradicating poverty day 2025

Lo chiede una Coalizione di ong in vista della strategia europea prevista nel 2026

«La povertà non è un fallimento personale, è un fallimento sistemico: una negazione della dignità e dei diritti umani» ha dichiarato il segretario generale dell’Onu, António Guterres, in occasione della Giornata Internazionale per l’Eradicazione della Povertà (17 ottobre), quest’anno concentrata sul «porre fine ai maltrattamenti sociali e istituzionali garantendo rispetto e sostegno efficace alle famiglie». L’Onu stima che oltre 690 milioni di persone vivano in condizioni di povertà estrema, cioè dispongano di meno di 2 dollari al giorno, e quasi metà della popolazione mondiale si trovi in condizioni solo leggermente migliori, disponendo di meno di 6,85 dollari al giorno, quindi sempre a rischio. La povertà, oltre a essere influenzata dai conflitti e dalle crisi climatiche, è infatti dinamica e multidimensionale: si stima che circa 1,1 miliardi di persone subiscano privazioni sovrapposte in termini di salute, istruzione e standard di vita. Secondo l’Onu, porre fine alla povertà è dunque una «questione di dignità, giustizia e appartenenza, non solo di reddito». E infatti, la Giornata 2025 ha voluto sottolineare proprio l’importanza della «fine del maltrattamento sociale e istituzionale», cioè la necessità di garantire rispetto e un sostegno efficace alle famiglie, con l’obiettivo di «mettere al primo posto i più svantaggiati e costruire istituzioni che aiutino le famiglie». La Giornata 2025 sollecita tre grandi cambiamenti. Innanzitutto passare «dal controllo all’assistenza», cioè ridurre le condizionalità punitive dando priorità a interazioni rispettose e incentrate sulla persona. Poi passare «dalla sorveglianza al supporto», quindi da servizi che allontanano a servizi di sostegno al reddito, di assistenza all’infanzia, per alloggi adeguati, di assistenza alla salute mentale, di supporto alla genitorialità e di accesso alla giustizia. Infine, è necessario creare politiche che riflettano bisogni e vincoli reali, coinvolgendo in ogni fase persone e famiglie in povertà.

Una Coalizione europea sulla strategia anti-povertà dell’Ue

Nell’Ue si stima che almeno il 21% della popolazione e il 24% dei minori siano a rischio di povertà o di esclusione sociale, ma è una sottostima perché alcuni gruppi a rischio di povertà, come le persone senza dimora o i migranti irregolari, spesso non figurano nelle rilevazioni statistiche. Nonostante colpisca oltre 95 milioni di persone nell’Ue, la povertà continua a essere affrontata in modo isolato, compromettendo l’efficacia degli strumenti e delle misure. «Per sradicare la povertà l’Ue deve riconoscere e rispondere alle sue molteplici dimensioni interconnesse: reddito, alloggio, istruzione, assistenza sanitaria, servizi essenziali, discriminazione, età, salute mentale, ambiente e partecipazione alla società, dimensioni che si intersecano con status migratorio, disabilità, genere, rafforzando l’esclusione strutturale» sostiene un gruppo di organizzazioni della società civile europea che hanno dato vita a una Coalizione sulla strategia europea anti-povertà. Nel settembre scorso, infatti, la Commissione europea ha annunciato l’impegno a sradicare la povertà nell’Ue entro il 2050 attraverso una strategia europea «forte, ambiziosa e dotata di risorse adeguate». Questa Strategia dell’Ue contro la povertà, prima del suo genere in Europa, sarà lanciata a inizio 2026 dalle istituzioni europee, che sono invitate dalla Coalizione «a elaborare una strategia che vada oltre le parole vuote», perché «il contesto europeo richiede un’azione urgente». Le organizzazioni della Coalizione europea, tra le quali European Anti-Poverty Network, Feantsa, Enar, Social Platform, Caritas Europa, Eurochild, Save The Children, intendono rispondere a due esigenze fondamentali: «Presentare un fronte unito della società civile, che rappresenti gli interessi dei cittadini di tutta Europa» e «affrontare la natura multidimensionale della povertà con soluzioni coerenti e intersettoriali». La Coalizione ha contribuito all’organizzazione, il 5 novembre prossimo, della prima Giornata contro la povertà presso il Parlamento europeo a Bruxelles perché, sostiene, «crediamo che la lotta alla povertà debba essere una priorità assoluta dell’Ue».

Serve una strategia «urgente, globale e inclusiva»

La Coalizione chiede all’Ue un approccio «urgente, globale, inclusivo e basato sui diritti umani», che rifletta realmente la portata della sfida, soprattutto «in un contesto in cui sicurezza, difesa e competitività continuano a dominare l’agenda dell’Ue, mettendo da parte la politica sociale». La strategia europea, sostiene la Coalizione, dovrà affrontare le cause strutturali e sistemiche della povertà, tra cui «la distribuzione ineguale delle risorse, la povertà intergenerazionale, la discriminazione, i processi antidemocratici, l’inadeguata protezione sociale e la mancanza di accesso ai diritti, alle risorse e ai servizi essenziali». Poi deve riconoscere che gli aspetti intersezionali della povertà non sono altro che «il risultato di molteplici forme di discriminazione ed esclusione, basate su genere, background socioeconomico, etnia e razza, stato di residenza, religione e credo, disabilità, età, orientamento sessuale e stato familiare». Sarà fondamentale anche adottare una prospettiva intergenerazionale, osserva la Coalizione: «Per affrontare efficacemente povertà ed esclusione sociale, le politiche devono adottare una prospettiva incentrata sulla famiglia, riconoscendo i nuclei familiari come sistemi interdipendenti in cui le vulnerabilità si intersecano e si aggravano attraverso le generazioni. Un focus limitato sugli individui rischia di oscurare le dinamiche relazionali della povertà». La strategia europea dovrà sostenere tutte le persone che vivono in povertà, «indipendentemente da nazionalità o stato di residenza, comprese le persone più vulnerabili come quelle senza fissa dimora», così come dovrà includere «azioni immediate e ben finanziate per coloro che sono già colpiti», anche con adeguati sussidi sociali, regimi di reddito minimo e pensioni. Il tutto dovrà avvenire, aggiunge la Coalizione, in piena coerenza con altri quadri normativi dell’Ue, compresi il rinnovato pilastro europeo dei diritti sociali, il semestre europeo e le relative politiche economiche, digitali, climatiche, fiscali, migratorie e in materia di appalti pubblici. Secondo la Coalizione, «l’eliminazione della povertà deve andare oltre una promessa lontana e diventare un progetto misurabile e collettivo. Una strategia anti-povertà veramente completa invierà un segnale forte: l’Ue si batte per la dignità, l’uguaglianza e la giustizia sociale per tutti. L’unico modo per essere all’altezza dei suoi valori».