Ue a 25 Stati nel 2004

Saranno 10 i nuovi Stati membri dell'Unione europea. Nel 2004, infatti, l'attuale Unione a 15 diventerà un'Unione a 25 con questi nuovi Stati membri: Cipro, Malta, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Slovenia.

Lo ha annunciato la Commissione europea che, lo scorso 9 ottobre, ha reso noto il suo Rapporto annuale sullo stato dei negoziati per l'allargamento dell'Unione. In pratica, dice la Commissione, i negoziati di accesso all'Ue saranno conclusi entro la fine di quest'anno con i 10 Paesi suddetti, i quali saranno pronti fin dall'inizio del 2004 per diventare Stati membri dell'Ue. Naturalmente, la preparazione per poter entrare a far parte dell'Ue continuerà da parte dei 10 Paesi e sarà costantemente monitorata dalla Commissione. Altri due Paesi candidati, la Romania e la Bulgaria, saranno pronti ad entrare nell'Ue solo nel 2007, mentre per la Turchia i tempi si annunciano lunghi: la Commissione raccomanda l'Ue di rafforzare la strategia di preadesione e dare il via a un nuovo negoziato (probabilmente nel 2003). Il rapporto sullo stato dei negoziati con i Paesi candidati adottato dalla Commissione ed esaminato dal Consiglio europeo del 24-25 ottobre, fornirà gli elementi necessari ai capi di Stato e di governo dell'Unione per prendere la decisione finale nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen di metà dicembre. Poi, i trattati di adesione dovrebbero essere firmati ad Atene nella primavera prossima e le procedure di ratifica completate entro la fine del 2003.

Dal 2004, dunque, l'Ue aggiungerà circa 75 milioni di abitanti agli attuali passando a 455 milioni, cioè diventerà una delle popolazioni più vaste del mondo. Le decisioni che l'Ue dovrà prendere, però, metteranno attorno al tavolo 25 Paesi che dovranno trovare accordi, maggioranze, compromessi: anche per questo la Convenzione europea sta lavorando per riformare le istituzioni dell'Unione in vista dell'allargamento (vedi l'inserto di questo numero). C'è poi una questione economica rilevante: i nuovi Stati membri non sono certo ricchi e insieme raggiungono appena il 4,6% del Pil dell'Ue attuale. La loro integrazione economica nell'Ue costerà molto e infatti la Commissione ha preferito rinviare a dopo il 2004 le importanti decisioni finanziarie ed economiche. Altre questioni discusse riguardano gli aiuti ai nuovi Stati membri, l'agricoltura (settore rilevante per molti di loro) che verrà unificata veramente solo nel 2013, le lingue che diventeranno 21, gli equilibri tra Paesi grandi e piccoli. Insomma, molto resta da fare ma il percorso che porta all'allargamento è ormai entrato nella fase finale.

«A tre anni dal mio primo discorso in Parlamento, posso dirvi di aver onorato la mia promessa di fare del mio Collegio la Commissione dell'allargamento» ha dichiarato il presidente della Commissione al Parlamento europeo prima di elencare i futuri nuovi Stati membri. «L'allargamento - ha aggiunto Romano Prodi - è l'estensione a tutto il continente del processo che ci ha dato 50 anni di pace e di prosperità ed è il nostro capolavoro politico». Il presidente della Commissione, sottolineando la necessità di giungere alla stesura di una Costituzione europea che preservi le diversità tra i popoli ma ne rafforzi la solidarietà, ha poi invitato la Convenzione europea ad «avere coraggio» disegnando profonde riforme senza le quali «l'allargamento non durerà».

i messaggi della Commissione

Il Rapporto e il piano strategico della Commissione (i cui punti principali vediamo brevemente di seguito) contengono tre messaggi importanti:

PAESI CANDIDATI: CONTI PUBBLICI (ANNO 1999)

 

Bilancio generale dello Stato: deficit (-) surplus (+) in % sul PIL

Debito estero in % sul PIL

Bulgaria

0,2

79,7

Cipro

-4,0

160,9

Repubblica Ceca

-4,0

22,8

Estonia

-4,1

48,5

Ungheria

-5,4

56,1

Lettonia

-5,3

25,2

Lituania

-5,7

26,5

Malta

-7,8

227,7

Polonia

-2,1

31,1

Romania

-2,1

25,2

Slovacchia

-5,7

42,1

Slovenia

-1,3

24,2

Turchia

-21,8

46,3

UE

-0,7

:

Fonte: Eurostat

una metodologia rigorosa

In questi anni la Commissione ha misurato i progressi dei Paesi candidati in base a criteri di accesso definiti per la prima volta nel 1993 nel corso del Consiglio europeo di Copenaghen. Su questi criteri (denominati comunemente "criteri di Copenaghen" appunto), è stata poi definita e indicata la metodologia nel 1997 con l'Agenda 2000.

Per soddisfare questi criteri i Paesi candidati dovevano assicurare:

Per poter accedere all'Unione europea i Paesi candidati dovevano rispettare pienamente queste condizioni. In questo ultimo Rapporto annuale sullo stato dei negoziati di adesione, poi, la Commissione ha introdotto un'analisi sui progressi ottenuti dai Paesi candidati non solo negli ultimi 12 mesi ma nel corso degli ultimi anni. L'Esecutivo europeo ha inoltre tenuto conto della realizzazione e del livello di applicazione nei Paesi candidati di quanto concordato con l'Unione durante i negoziati. Tutto ciò ha permesso alla Commissione di definire quali sono i Paesi che si trovano nelle condizioni di entrare nell'Ue fin dall'inizio del 2004.

PAESI CANDIDATI: POPOLAZIONE E PIL NEL 2000

 

Popolazione
(migliaia)

Superficie
(Km2)
PIL
(mld. di euro)
PIL procapite
in PPS (1)

Bulgaria

8191

110.971

13,0

5400

Cipro

755

9251

9,5

18.500

Repubblica Ceca

10.278

78.866

55,0

13.500

Estonia

1439

45.227

5,5

8500

Ungheria

10.043

93.030

49,5

11.700

Lettonia

2424

64.589

7,7

6600

Lituania

3699

65.300

12,2

6600

Malta

388

316

3,9

11.900

Polonia

38.654

312.685

171,0

8700

Romania

22.456

238.391

40,0

6000

Slovacchia

5399

49.035

20,9

10.800

Slovenia

1988

20.273

19,5

16.100

Turchia

64.818

769.604

217,4

6400

UE

376.455

3.191.000

8526,0

22.530

(1) Valuta artificiale sul potere d'acquisto che tiene conto delle variazioni dei livelli dei prezzi nazionali non considerate dai tassi di cambio. Tale unità rende possibile la comparazione dei dati. Fonte: Eurostat

PAESI CANDIDATI: DEMOGRAFIA

 

Popolazione
al di sotto dei
15 anni nel 2000 (%)

Tasso di natalità
per 1000 abitanti nel 1999

Tasso di mortalità
per 1000 abitanti nel 1999

Incremento netto della popolazione per 1000 abitanti nel 1999

Tasso
di fertilità nel 1999

Bulgaria

15,9

8,8

13,6

-4,8

1,2e

Cipro

23,2e

12,8

7,6

4,4e

1,8

Repubblica Ceca

16,6

8,7

10,7

-1,1

1,1

Estonia

18,0

8,7

12,8

-4,4

1,2

Ungheria

17,1

9,4

14,2

-4,8

1,3

Lettonia

17,8

8,0

13,5

-6,3

1,2e

Lituania

19,8

9,8

10,8

-0,6

1,4e

Malta

20,4*

11,1

8,0

4,9

1,7

Polonia

19,6

9,9

9,9

-0,3

1,4

Romania

18,5

10,4

11,8

-1,5

1,3

Slovacchia

19,8

10,4

9,7

1,0

1,3

Slovenia

16,1

8,8

9,5

4,8

1,2**

Turchia

30,5*

21,6e

6,8e

14,8e

2,5e

UE

16,9

10,6

9,9

2,6*

1,45*

Nota: L'incremento netto della popolazione corrisponde all'incremento naturale (differenza tra nati e morti) più il netto migratorio e = stima * dato 1999 ** dato 1998
Fonte: Eurostat

molto è stato fatto, qualcosa resta da fare

Secondo la Commissione sono dunque Cipro, Malta, Estonia, Lituania, Lettonia, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca e Slovenia a soddisfare pienamente i criteri politici e in grado di soddisfare quelli economici e di acquis entro i termini previsti dal Consiglio europeo. In pratica, questi Paesi saranno pronti a diventare Stati membri dell'Ue dall'inizio del 2004. La Commissione concluderà dunque i negoziati alla fine dell'anno in corso con l'intenzione di siglare i trattati di adesione nella primavera del 2003.

Per quanto riguarda l'implementazione dell'acquis comunitario, il Rapporto evidenzia come i Paesi candidati hanno in generale ottenuto un alto livello di allineamento in molte aree, e questo soprattutto per i sensibili progressi ottenuti nell'ultimo anno. Notevoli passi avanti sono stati fatti anche nell'istituzione delle strutture amministrative e giudiziarie necessarie per l'acquisizione e l'applicazione della materie comunitarie. In alcuni settori, invece, come il mercato interno, la concorrenza, l'ambiente, i trasporti, l'energia, le politiche sociali e l'occupazione, la giustizia e affari interni e il fisco, l'allineamento con l'acquis comunitario deve essere completato e strutturate le capacità amministrative in vista dell'adesione.

Per un numero limitato di settori, poi, il Rapporto individua per i singoli Paesi le aree di acquis nelle quali sono necessari sforzi e misure urgenti: dogane, agricoltura, politica regionale e controllo finanziario.

PAESI CANDIDATI: CONDIZIONI SANITARIE

 

Speranza di vita alla nascita nel 2000 (in anni)

Mortalità infantile per 1000 nati vivi nel 2000

Numero di medici per 100.000 abitanti nel 1999

Numero di dentisti per 100.000 abitanti nel 1999

Uomini Donne      

Bulgaria

68,2

75,3

13,3

345

57

Cipro

75,3*

80,4*

5,6

280

95

Repubblica Ceca

71,6

78,3

4,1

297

61

Estonia

65,4*

76,1*

8,4

308

70

Ungheria

67,1

75,6

9,2

316

46

Lettonia

64,9

76,0

10,4

284

48

Lituania

67,6

77,9

8,5

394

62

Malta

75,1*

79,3*

6,1

260**

36**

Polonia

69,7

78,0

8,1

226

34

Romania

67,0

74,2

18,6

191

23

Slovacchia

69,2

77,2

8,6

353

43

Slovenia

71,9

79,1

4,9

215

60

Turchia

66,9e

71,5e

35,3e

119

20***

UE

74,9*

81,2*

4,9e

 

 

e = stima  * dato 1999   ** dato 1998   *** dato 1997     Fonte: Eurostat

necessarie flessibilità e gradualità

La Commissione continuerà il costante monitoraggio sui progressi compiuti dai Paesi candidati e riferirà al Consiglio dei ministri Ue. Sei mesi prima della data stabilita per l'adesione, inoltre, la Commissione produrrà un Rapporto di monitoraggio generale che verrà sottoposto a Consiglio e Parlamento europei. Ad allargamento dell'Ue avvenuto, in veste di "guardiano" del Trattato dell'Unione, la Commissione assicurerà la corretta implementazione della legge Ue all'interno dei nuovi Stati membri con gli stessi metodi e rigore degli Stati membri attuali. Per un periodo limitato, subito dopo l'allargamento dell'Ue, saranno previste delle clausole di salvaguardia specifiche per alcuni nuovi Stati membri in relazione al mercato interno (compresa la sicurezza alimentare) e nell'area della giustizia e affari interni, così da permettere maggiori flessibilità e gradualità nel raggiungimento degli standard Ue; queste clausole avranno una durata massima di due anni. La Commissione ha inoltre indicato come verranno impiegati i 380 milioni di euro previsti per il periodo 2004-2006 e stanziati con lo scopo di facilitare l'adeguamento dei nuovi Stati membri. Tali fondi saranno impiegati principalmente per supportare riforme in campo giudiziario e nello sviluppo amministrativo del controllo delle frontiere, della sicurezza alimentare, dei controlli veterinari, dell'ambiente e della sicurezza nucleare.

Bulgaria e Romania in ritardo

La Commissione si impegna a supportare fortemente Bulgaria e Romania con l'obiettivo di garantire il loro ingresso nell'Ue nel 2007. L'Esecutivo europeo proporrà, prima del Consiglio europeo di Copenaghen (dicembre 2002) e in base all'analisi svolta nel suo Rapporto annuale, un percorso dettagliato per completare la preparazione di questi due Paesi. Al fine di assicurarne l'ingresso nell'Ue, sarà necessaria una particolare attenzione alle riforme in campo giudiziario e amministrativo. Inoltre, tale assistenza nella fase di pre-adesione sarà incrementata gradualmente ma considerevolmente dopo la prima fase di allargamento dell'Unione.

ancora indietro la Turchia

Il Paese ha fatto notevoli progressi per quanto riguarda il soddisfacimento dei criteri politici di Copenaghen. La pena di morte è stata abolita e mantenuta solo nei casi di guerra, mentre passi importanti sono stati compiuti a favore delle minoranze linguistiche per la diffusione e l'educazione a lingue diverse da quella turca. Lo stato di emergenza è stato abbandonato in due delle quattro province dov'era stato applicato. Nonostante ciò, la Turchia non soddisfa completamente i criteri politici. Le riforme adottate contengono limiti significativi rispetto ai diritti fondamentali e alle libertà, mentre numerose istanze relative ai criteri politici devono ancora essere adeguatamente indirizzate. La Turchia deve perseguire il processo di riforma necessario per rafforzare la democrazia e la protezione dei diritti umani, sia a livello legislativo che nella pratica. La Commissione chiede all'Ue di rafforzare il suo supporto al processo di pre-adesione della Turchia anche attraverso l'incremento dell'assistenza finanziaria, questo per aiutare il Paese all'implementazione della strategia di pre-adesione, al rafforzamento della pubblica amministrazione (necessario per l'adozione dell'acquis comunitario) e all'integrazione nell'economia europea. n

INFORMAZIONI: http://europa.eu.int/comm/enlargement

 

PAESI CANDIDATI: SITUAZIONE OCCUPAZIONALE 

 

Tasso di disoccupazione nel 2000

Tasso di disoccupazione sotto i 25 anni nel 2000

Tasso di occupazione nel 2000

Tasso di occupazione femminile nel 2000

Riduzione dell'occupazione per settore nel 2000

Agricoltura

Industria e edilizia 

Servizi

Bulgaria

16,2

33,3

51,5

47,2

9*

34,2*

56,7*

Cipro

4,9

10,5

65,5

52,5

9,2

21,0

69,8

Repubblica Ceca

8,8

17,0

64,9

56,8

5,2

39,9

54,8

Estonia

13,2

23,7

60,6

57,1

7,0

34,7

58,3

Ungheria

6,6

12,3

55,9

49,4

6,5

33,8

59,8

Lettonia

14,2

21,4

57,7

53,5

14,4

26,8

58,7

Lituania

15,6

27,5

60,1

58,5

18,4

27,4

54,2

Malta

6,5

11,2

53,7

32,6

1,7

33,0

65,2

Polonia

16,3

35,7

55,1

49,3

18,7

31,1

50,3

Romania

7,0

17,8

64,2

59,0

45,2

25,8

29,0

Slovacchia

19,1

36,9

56,3

51,1

6,9

37,3

55,8

Slovenia

6,9

16,4

62,7

58,5

9,6

37,7

52,7

Turchia

6,6

13,2

46,0

23,8

34,9**

24,6**

40,5**

UE

8,2

16,2

63,1

53,8

4,3

28,9

66,8

* dato 1999  ** Dati basati sulla classificazione internazionale di tutte le attività economiche (ISIC)
Fonte: Eurostat

PAESI CANDIDATI: CONDIZIONI DI VITA

 

Quota di spese familiari per alimenti e bevande non alcoliche nel 1999

Quota di spese familiari per abitazioni (1) nel 1999

Quota di spese familiari per cultura e  tempo libero nel 1999

Numero di automobili per 1000 abitanti nel 2000

Numero di telefoni cellulari per 1000 abitanti nel 2000

Numero di personal computers per 1000 abitanti nel 2000

Numero di connessioni Internet per 100 abitanti nel 1999

Bulgaria

45,1

15,9

4,4

244

91

2,7

0,2

Cipro

17,0*

19,9*

5,6*

400

326

17,3

0,8

Repubblica Ceca

23,2

17,5

11,3

362

423

10,7

1,2

Estonia

30,7

19,5

8,2

339

40**

13,5

2,1

Ungheria

25,0

20,0

6,8

235

307

7,4

1,2

Lettonia

34,6

19,5

6,0

235

170

8,2

0,8

Lituania

39,3

15,0

3,8

317

138

5,9

0,4

Malta

21,5p***

5,5p

7,6p

540

290

18,5

1,6

Polonia

31,2

18,4

6,7

259

175

6,2

0,4

Romania

37,4

17,6

3,7

139

90

2,7

0,2

Slovacchia

27,7

14,6

7,7

236

205

7,4

0,5

Slovenia

21,2

10,4

9,3

426

572

25,3

1,2

Turchia

:

:

:

68

229

3,2

0,1

UE

17,0

21,0

10,0

461****

410

24,8

2,3

(1) Le spese per abitazioni comprendono quelle per acqua energia elettrica e altre forme di energia domestica
p = dato provvisorio
* dato 1997
** dato dell'International Telecommunications Union
*** incluse spese per ristoranti e mense
**** dato 1999

Fonte: Eurostat


consumo di droghe nell'Unione europea

Negli ultimi anni all'interno dell'Unione europea si è stabilizzato l'uso di cannabis, mentre sembrano aumentare il consumo di cocaina ed il fenomeno dell'assunzione combinata di diversi tipi di stupefacenti. Queste le tendenze generali in materia di consumo di droghe nell'Ue secondo quanto riportato dal Rapporto annuale 2002 pubblicato lo scorso 3 ottobre dall'Osservatorio europeo su droghe e tossicodipendenze (Oedt-Emcdda) con sede a Lisbona. Riportiamo di seguito i punti principali del Rapporto.

tendenze chiave

  1. La cannabis continua ad essere la droga illegale d'uso più frequente in Europa. Coloro i quali hanno fatto uso della cannabis vanno dal 10% della popolazione adulta in Finlandia al 25-30% in Danimarca e nel Regno Unito. In Belgio, Germania, Spagna, Francia, Irlanda e Paesi Bassi si registrano quote intorno al 20%. In antitesi, i dati più recenti relativi agli Stati Uniti confermano che tale esperienza è vissuta dal 34% di coloro i quali hanno un'età superiore ai 12 anni.

  2. Nei principali Paesi dell'Ue nel corso degli ultimi 12 mesi si è registrato un utilizzo della cannabis pari al 5-10%, con punte del 18% presso gli adolescenti. Tuttavia, sembra che l'utilizzo della cannabis presso i giovani di alcuni Paesi, quali l'Irlanda, i Paesi Bassi, la Finlandia e la Norvegia sia stia stabilizzando o stia addirittura diminuendo, nonostante si registrino aumenti in altri Paesi dell'Ue.

  3. L'uso di altre droghe è molto meno diffuso, sia presso i giovani che in generale. L'utilizzo di droghe è più comune tra gli uomini piuttosto che tra le donne, anche se questo divario si restringe tra i giovani.

  4. Le amfetamine sono state provate dall'1-6% della popolazione, a seconda dello Stato membro, ma il livello di utilizzo ha raggiunto l'11% nel Regno Unito. I dati relativi alla cocaina e all'ecstasy si aggirano tra lo 0,5 ed il 4,5%; per l'eroina generalmente sono inferiori all'1%, anche se i giovani di sesso maschile in alcuni Paesi possono raggiungere il 2-3%.

  5. L'uso di amfetamine, cocaina o ecstasy nel corso dell'anno passato è generalmente inferiore dell'1% negli adulti.

  6. Il consumo di droghe sintetiche rimane una delle principali preoccupazioni. Malgrado la percentuale di coloro che ne fanno uso sia inferiore al 3% della popolazione totale, allo stesso tempo si assiste ad una concentrazione particolarmente elevata ed inquietante nell'uso tra i giovani, sia nei locali notturni sia nelle discoteche.

la domanda per le droghe

Esattamente come fuori dal carcere, l'esperienza con la cannabis è quella più comune, anche se si riscontra un elevato livello di utilizzo di eroina, che, in alcuni casi, è utilizzata all'incirca dal 50% dei reclusi.

tentativi di ridurre l'offerta

politiche e strategie sulla droga

INFORMAZIONI:

Il Rapporto 2002 dell'Oedt-Emcdda è disponibile ai seguenti indirizzi web http://annualreport.emcdda.eu.int oppure http://emcdda.kpnqwest.pt

MORTI PER DROGA REGISTRATE NEI PAESI DELL'UNIONE EUROPEA

 

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

Austria

-

-

-

-

40

43

71

129

156

173

170

191

136

109

128

167

Belgio

-

-

-

-

-

-

314

325

346

376

346

-

-

-

-

-

Danimarca

150

109

140

135

123

115

188

208

210

271

274

268

275

251

239

247

Finlandia

-

-

-

11

23

41

34

27

26

35

51

43

43

52

65

-

Francia

172

185

228

236

318

350

411

499

454

564

465

393

228

143

118

120

Germania

324

348

442

670

991

1491

2125

2099

1738

1624

1565

1712

1501

1674

1812

2030

Grecia

10

28

56

62

72

66

79

79

78

146

176

222

232

245

255

303

Irlanda

19

6

4

7

5

7

8

14

18

19

43

53

81

97

85

89

Italia

242

292

543

809

974

1161

1383

1217

888

867

1195

1566

1160

1080

1002

1016

Lussemburgo

1

3

5

4

8

11

17

17

15

29

22

17

10

16

18

26

Paesi Bassi

40

42

23

33

30

43

49

43

38

50

33

63

70

61

76

-

Norvegia

-

-

-

-

-

70

88

104

93

124

143

197

185

274

236

-

Portogallo

-

18

22

33

52

82

121

156

115

143

198

232

235

337

369

318

Spagna

140

151

226

327

426

444

553

536

421

367

371

381

321

271

258

254

Svezia

-

-

-

-

-

64

62

67

82

85

71

124

99

81

99

-

Regno Unito

2260

2341

2316

2343

2238

2356

2374

2628

2654

2861

3035

3221

3344

3411

3485

3495

Indice corretto (1)

1985

1986

1987

1988

1989

1990

1991

1992

1993

1994

1995

1996

1997

1998

1999

2000

-

100

104

119

138

155

182

217

224

202

212

223

247

225

228

233

242

(1) Indice corretto: 1985=100%. Non tutti i Paesi dispongono di dati annuali, ma di ciò di è tenuto conto nel calcolo dell'indice.
Fonte: Rapporto annuale 2002 OEDT-EMCDDA

no a modifiche del Patto di stabilità

I governi dei dodici Paesi della zona euro hanno respinto una serie di proposte presentate in via informale dalla Commissione europea per modificare il Patto di stabilità e il coordinamento delle politiche di bilancio. E' quanto si legge in un Rapporto del comitato Ecofin discusso lo scorso 11 ottobre a Lussemburgo.

Il documento sottolinea inoltre che i Paesi membri della zona euro saranno chiamati a produrre «avanzi di bilancio nei prossimi anni» per «affrontare la sfida delle pensioni». In questo ambito, eventuali entrate aggiuntive «dovrebbero essere preferibilmente utilizzate a riduzione del debito pubblico».

(Fonte: Ansa)

Prodi: basta unanimità, decisioni a maggioranza

Senza riforme l'Europa rischierebbe di diventare «un grande spazio economico senz'anima»: è quanto sostiene il presidente della Commissione europea, Romano Prodi, secondo il quale è necessario giungere a decisioni prese a maggioranza «dei Paesi e maggioranza dei popoli», cioè porre fine all'attuale unanimità.

Prodi sostiene che il primo problema della Convenzione europea, attualmente al lavoro per studiare le riforme dell'Unione, è quello di «trovare formule di accordo che stabiliscano il principio delle decisioni e cioè la maggioranza». Questo soprattutto per quanto riguarda decisioni importanti di politica interna ed estera: «Per votare qualcosa ci vuole la maggioranza dei Paesi e la maggioranza delle popolazioni - ha detto il presidente della Commissione europea nel corso di una conferenza tenutasi a Bologna il 12 ottobre scorso - E' garanzia per i piccoli e per i grandi Paesi. E' la logica americana: il Congresso rappresenta la proporzione degli abitanti degli Stati Uniti, mentre il Senato rappresenta gli Stati». Riferendosi poi alla Convenzione europea, Prodi ha affermato che «bisogna avere tempo ma bisogna fare una Convenzione perfetta perché non se ne avrà un' altra prima di altri 40-50 anni».

Prodi ha sollecitato inoltre a discutere della Presidenza dell'Ue sia perché «i cittadini hanno bisogno di poter meglio identificare l'Europa con un volto», sia perché il sistema di rotazione semestrale va rivisto nell'ottica dell'allargamento. A suo giudizio va trovata una soluzione soddisfacente in termini di democrazia e legittimità e che semplifichi il sistema senza dare vita «a inutili duplicazioni o rischiare conflitti di legittimita».

Consiglio d'Europa: via libera condizionato alla Jugoslavia

L'assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa si è pronunciata il 24 settembre scorso in favore dell'adesione della Jugoslavia, ponendo però come condizione che Serbia e Montenegro adottino prima la nuova costituzione comune. I parlamentari dei 44 Stati membri dell'istituzione (che comprende tutti i Paesi dell'Europa occidentale, più la Turchia e 17 Stati dell'Europa orientale) hanno chiesto all'esecutivo dell'organizzazione, il comitato dei ministri, cui spetta la decisione finale, di invitare Belgrado ad aderire «non appena la carta costituzionale sarà stata adottata dai parlamenti di Serbia e Montenegro». L'attuale Jugoslavia è infatti l'unico Paese ex-jugoslavo a non fare ancora parte dell'istituzione di Strasburgo. Stando al presidente dell'assemblea del Consiglio d'Europa, l'austriaco Peter Schieder, la nuova costituzione jugoslava dovrebbe essere adottata nelle prossime settimane. In base ad un accordo preliminare siglato da Serbia e Montenegro nella primavera scorsa con la mediazione dell'alto rappresentante dell'Ue, Javier Solana, la nuova carta costituzionale avrebbe dovuto essere pronta già nel giugno scorso.

(Fonte: Ansa)

dovranno essere riciclati gli elettrodomestici

I produttori di elettrodomestici della Ue dovranno farsi carico dello smaltimento dei rifiuti del settore e limitare l'uso di sostanze rischiose nella loro produzione. A partire dal 31 dicembre 2006 - secondo una direttiva su cui Consiglio e Parlamento europei hanno concluso un accordo - scatterà l'obbligo per le imprese produttrici di riciclare frigoriferi, lavatrici, televisori, computer, Hi-Fi, asciugacapelli, forni a micro-onde ed altri elettrodomestici. Dal primo luglio 2006 è inoltre previsto il divieto all'utilizzo per la produzione di questo tipo di prodotti di quattro metalli pesanti e pericolosi: piombo, mercurio, cadmio e cromo esavalente. I rifiuti di materiale elettronico rappresentano una parte crescente nella produzione totale di rifiuti. Ogni europeo ne produce una media di 14 chilogrammi l'anno. Normalmente, il 90% di questo tipo di scarti viene interrato o incenerito senza nessun pre-trattatmento. Stati membri e deputati europei hanno concordato su un obiettivo di riciclaggio di 4 chili per abitante l'anno. Nonostante il parlamento insistesse per 6 chili l'anno dal 31 dicembre 2005, è passata l'ipotesi più ridotta che è però diventata obbligatoria. Ogni singolo produttore si farà carico dei costi per lo smaltimento dei rifiuti degli apparecchi elettrici di propria produzione. La direttiva attribuisce infatti a ciascun fabbricante la responsabilità del recupero dei suoi prodotti che dovranno essere consegnati dai consumatori nei diversi punti di raccolta. Per quanto riguarda i prodotti senza marchio di fabbrica, la proposta prevede la definizione di un sistema di garanzie: tutti i produttori che mettono sul mercato questi prodotti devono impegnarsi a finanziarne la raccolta e il riciclaggio, sotto forma di un'assicurazione specifica, di un conto bancario bloccato o di altri meccanismi.

(Fonte: Ansa)

chieste azioni urgenti contro l'immigrazione illegale

Su proposta del governo italiano i Quindici invitano la Commissione europea a presentare entro fine ottobre un rapporto sulla disponibilità di mezzi finanziari a livello Ue per il rimpatrio di immigrati e richiedenti asilo respinti, per la gestione delle frontiere esterne e per progetti relativi all'asilo ed alle questioni migratorie nei Paesi terzi. Secondo un documento redatto dai rappresentanti dei governi dell'Ue in materia di giustizia e affari interni e presentato alla presidenza danese di turno, una lotta efficace contro l'immigrazione illegale «richiede l'allocazione di risorse adeguate all'interno del bilancio comunitario e dei budget nazionali degli Stati membri». Il documento, nel prendere atto del lavoro compiuto dopo il Vertice di Siviglia, invoca una «continua, efficiente ed urgente attuazione» dei piani per la gestione delle frontiere esterne e più in generale per la lotta ai flussi clandestini, tale da produrre «risultati operativi e concreti». In particolare, le conclusioni dei ministri dei 15 chiedono ai rappresentanti permanenti presso l'Ue (Comitato strategico sull'immigrazione) di «assumere nuove iniziative per rafforzare le capacità operative» nelle situazioni più critiche. Viene inoltre sottolineata la rilevanza della cooperazione con i Paesi terzi «nell'attuazione di programmi congiunti di controllo dei flussi migratori», che dovrebbero «prevedere la necessaria assistenza tecnica e finanziaria» a favore dei Paesi stessi.

(Fonte: Ansa)

Gran Bretagna ancora a rischio "mucca pazza"

Per almeno quindici anni i britannici hanno mangiato milioni di hamburger e quintali di carne macinata potenzialmente infetti con il morbo della mucca pazza. L'allarme giunge da uno studio diffuso dall'agenzia per la sicurezza alimentare e rilancia l'irrisolto interrogativo su quante sono le persone che in futuro si ammaleranno di questa malattia. In Gran Bretagna - il Paese dove agli inizi degli anni Ottanta è nato il morbo della mucca pazza, probabilmente a causa delle farine animali fatte con interiora ed ossa tritate con cui venivano nutriti i bovini - sono già 117 le persone morte per CJD, la variante umana dell'encefalopatia spongiforme bovina che si contrae mangiando carne infetta. Altre 11 sono malate, ma fino a che non muoiono non puo' essere fatta la diagnosi definitiva, che si ottiene solo esaminando i tessuti cerebrali prelevati dal cadavere. Lo studio pubblicato oggi riguarda l'impiego di carne meccanicamente recuperata fino al 1995, anno in cui in Gran Bretagna ci furono le prime vittime di CJD e quindi fu varata una normativa anti Bse estremamente severa. Il procedimento - che era molto popolare negli anni Ottanta - serviva a togliere, usando una macchina ad alta pressione, i residui di polpa dalle carcasse degli animali. Questo tipo di carne di seconda qualità veniva usata per preparare hamburger e carne macinata surgelata, parte dei quali sono finiti in mense scolastiche e ospedaliere.

(Fonte: Ansa)

ATELIER PER L'UNIONE POLITICA E SOCIALE EUROPEA: "EURONOTE" E IL NUOVO PROGETTO 2003

Con la collaborazione e l'apporto della Commissione europea, Cgil, Cisl e Uil lombarde, assieme al Gruppo Abele di Torino, proseguono la loro azione di informazione sociale con un nuovo progetto che vedrà ancora "euronote", sia pure in forma diversa, strumento centrale dell'iniziativa.

Prosegue così l'opera di sensibilizzazione e informazione sull'evoluzione dei principali avvenimenti europei per portare un contributo concreto al processo di consapevolezza della posta in gioco che la costruzione dell'Unione politica e sociale comporta.

Il progetto si avvarrà dell'organizzazione di un seminario rivolto ad operatori sindacali e sociali, della realizzazione di trasmissioni radiofoniche e televisive anche attraverso il sistema del "microfono aperto" e di "euronote" mirata agli argomenti oggetto delle azioni.

Il seminario concentrerà la sua attenzione al percorso che condurrà alla Conferenza intergovernativa del 2004, con particolare riguardo ai temi della governance e della Carta europea dei diritti fondamentali. Temi che vedranno il coinvolgimento della Regione Lombardia e dei sindacati dei "4 Motori per l'Europa".

Proseguirà infine l'attività relativa al sito Internet: www.ise-europa.it


» BANDI DI GARA «* Invito a presentare proposte nel quadro dell'iniziativa europea per la democrazia e i diritti dell'uomo - sostegno della Commissione europea alla democratizzazione, al buon governo e allo stato di diritto

Scadenza: 5 Novembre 2002

Fonte: GUCE C 188 del 8 agosto 2002

http://www.europa.eu.int/eur-lex/it/dat/2002/c_188/c_18820020808it00150016.pdf

* Invito a presentare proposte per il programma Life-Paesi terzi

Scadenza: 30 novembre 2002

Fonte: GUCE C 172 del 18 luglio 2002

http://www.europa.eu.int/eur-lex/it/dat/2002/c_172/c_17220020718it00250030.pdf