Gennaio 2000: al via la riforma dei Fondi strutturali

Il primo gennaio 2000 entrerà in vigore la riforma dei Fondi strutturali, che sono i principali strumenti della politica di coesione economica e sociale che l'Unione Europea si è data per colmare il divario tra le varie regioni.
Con il Trattato di Maastricht del 1993 la politica di coesione economica e sociale è diventata un elemento fondamentale, in quanto l'insieme delle politiche comunitarie devono tendere a questo obiettivo.
Nel 1988 era stata varata una prima riforma dei fondi strutturali, alla quale hanno fatto seguito due periodi di programmazione: a dieci anni di distanza, i dati ufficiali della Commissione europea hanno dimostrato che nella loro applicazione i Fondi hanno rappresentato una nuova politica economica e sociale di sviluppo, e non una semplice politica assistenzialistica di sostegno ai Paesi più deboli.

Infatti:

Ma tutto ciò non bastava perché:

In questo contesto era importante ridefinire gli obiettivi e gli strumenti degli aiuti strutturali alle regioni ed ai gruppi sociali più svantaggiati.
A livello comunitario, le linee guida della riforma sono avvenute nel 1997 con l'adozione di Agenda 2000, il documento politico sulle strategie europee relative all'allargamento, nel quale sono state abbozzate le prime linee guida sulla riforma dei Fondi.
Con Agenda 2000 l'impostazione dei Fondi strutturali viene profondamente modificata negli obiettivi, nei contenuti e nella loro organizzazione, anche se i fondi propriamente detti rimangono gli stessi (vedi pagine successive).

I dibattiti e i negoziati che hanno fatto seguito ad Agenda 2000, coinvolgendo tutte le istituzioni europee (Commissione, Parlamento, Consiglio, Comitato economico e sociale, Comitato delle Regioni) sono approdati al Consiglio europeo di Berlino dove, con alcune modifiche, sono state approvate le linee tracciate dalla Commissione per l'impostazione dei Fondi 2000-2006.

Le novità più rilevanti sono così riassumibili:

La riforma avrà successo se saprà ridurre sensibilmente gli squilibri che permangono, spostando ricchezza da zone più ricche a zone più povere: è questa la scommessa che la nuova Commissione e l'Unione europea dovranno vincere nei prossimi anni. *

Le fonti utilizzate per la realizzazione di questo inserto sono:

  • Dossier CIDES-Bruxelles, n 6/1999

  • Inforegio, numeri 65 e 66/1999


Come vengono ripartite le risorse

Già con Agenda 2000 erano state definite le linee portanti della ripartizione delle risorse tra i 15 Paesi membri e quelli in pre-adesione. Il Consiglio europeo di Berlino ha definitivamente approvato le linee tracciate dalla Commissione per l'impostazione dei Fondi strutturali nel periodo 2000-2006 ed ha stabilito una cifra di 195 miliardi di euro, che comprende il sostegno finanziario, le iniziative comunitarie e le azioni innovative.

Gli importi globali dei Fondi (in miliardi di euro) sono così suddivisi:

2000

2001

2002

2003

2004

2005

2006

29,430

28,840

28,250

27,670

27,080

27,080

26,660

La ripartizione delle risorse finanziarie tra gli obiettivi ha privilegiato le regioni interessate dall'obiettivo 1:

Per ciascuno degli obiettivi la Commissione ha stabilito una ripartizione indicativa degli stanziamenti tra gli Stati membri sulla base di criteri oggettivi, tenendo conto delle specificità connesse all'occupazione.
La dotazione finanziaria per gli obiettivi 1 e 2 è stata stabilita sulla base della popolazione ammissibile, della prosperità regionale e nazionale e della gravità relativa dei problemi strutturali, con particolare riguardo al tasso di disoccupazione.
Per l'obiettivo 3, gli stanziamenti sono stati fissati a seconda della popolazione ammissibile, della situazione occupazionale e della gravità di problemi quali l'esclusione sociale, i livelli dell'istruzione e della formazione o la presenza delle donne sul mercato del lavoro.
La ripartizione della Commissione prevede inoltre fondi per le zone ex obiettivi 1, 2 e 5b che beneficiano di un sostegno transitorio e per le azioni nel settore della pesca non comprese nell'obiettivo 1.

 

Per saperne di più

Ulteriori informazioni sui Fondi strutturali sono disponibili sul sito Inforegio, dove è possibile consultare:

  • i testi integrali dei regolamenti dei Fondi strutturali pubblicati nella Gazzetta ufficiale delle Comunità europee del 26 giugno 1999;

  • il vademecum preparato dalla Commissione per aiutare gli Stati membri a redigere i programmi;

  • diversi testi in materia di valutazione, anch'essi utili ai fini della programmazione;

  • una cartina delle zone ammissibili all'obiettivo 1 e delle zone ex obiettivo 1 che beneficiano del sostegno transitorio;

  • gli orientamenti provvisori della Commissione riguardanti le quattro future iniziative comunitarie.

Tutti i documenti suddetti sono accessibili a partire dalla stessa pagina: http://inforegio.cec.eu.int/wbnews/new_en.htm; oppure consultando il sito www.isfol.it
Le persone che non dispongono di un collegamento Internet possono richiedere copia dei documenti al seguente numero di fax: +32 2 2303915.

Maggiori informazioni sull'Ispa e i moduli per le domande di assistenza sono disponibili sul sito Inforegio http://inforegio.cec.eu.int/ispa o possono essere richiesti per fax: +32 2 2966003.
I testi dei partenariati di adesione si possono consultare sul sito:
http://europa.eu.int/comm/dg1a/enlarge/access_partnership/intro/index.htm

 

RIPARTIZIONE PER STATO MEMBRO NEL PERIODO 2000-2006 (in milioni di euro, prezzi 1999)

  

Stato membro  Obiettivo 1 Sostegno transitorio ex obiettivo 1  Obiettivo 2 Sostegno transitorio ex obiett. 2 e 5b  Obiettivo 3 Strumento della pesca (fuori obiett. 1) Totale

A

261

0

578

102

528

4

1473

B

0

625

368

65

737

34

1829

D

19.229

729

2984

526

4581

107

28.156

DK

0

0

156

27

365

197

745

E

37.744

352

2553

98

2140

200

43.087

EL

20.961

0

0

0

0

0

20.961

F

3254

551

5437

613

4540

225

14.620

FIN

913

0

459

30

403

31

1836

I

21.935

187

2145

377

3744

96

28.484

IRL (1)

1315

1773

0

0

0

0

3088

L

0

0

34

6

38

0

78

NL

0

123

676

119

1686

31

2635

P

16.124

2905

0

0

0

0

19.029

S (2)

722

0

354

52

720

60

1908

UK (1)

5085

1166

3989

706

4568

121

15.635

EU15

127.543

8411

19.733

2721

24.050

1106

183.564

(1) Compresa l'iniziativa PEACE (2000-2004)
(2) Compreso il programma speciale per le zone costiere della Svezia
Nella tabella non figurano le Iniziative comunitarie e le azioni innovatrici.

aiuti strutturali a favore dei Paesi candidati

Il 20 luglio la Commissione ha deciso la ripartizione indicativa dei fondi dello Strumento per le politiche strutturali di preadesione (Ispa) tra i 10 Paesi candidati dell'Europa centrale e orientale. La decisione è stata presa dopo l'adozione, da parte del Consiglio, del regolamento di questo nuovo strumento, che cofinanzierà progetti per infrastrutture di trasporto e la protezione dell'ambiente.
In base agli orientamenti finanziari per il periodo 2000-2006, l'Ispa disporrà di una dotazione annuale di 1040 milioni di euro; le modalità d'intervento saranno simili a quelle del Fondo di coesione.
Per ciascuna ripartizione indicativa (vedi a lato), basata sui criteri della popolazione, del Pil pro capite e della superficie, vengono forniti un valore minimo e uno massimo, allo scopo di incentivare i Paesi beneficiari a proporre progetti di qualità e assicurare al tempo stesso una gestione flessibile delle risorse.
Nel settore ambientale i progetti sostenuti dovranno consentire ai Paesi beneficiari di conformarsi ai requisiti della normativa dell'Unione in materia. Per quanto riguarda i trasporti, i progetti di infrastrutture dovranno favorire una mobilità sostenibile, l'interconnessione e l'interoperabilità delle reti nazionali e l'accesso alle reti transeuropee.
I progetti saranno selezionati a seconda del loro contributo agli obiettivi fissati nei partenariati di adesione, conclusi tra la Commissione e ciascun Paese candidato.
In linea di massima, il costo totale di una misura ammissibile (progetto, fase indipendente di progetto o gruppo di progetti) non potrà essere inferiore a 5 milioni di euro. Il contributo comunitario accordato dall'Ispa potrà coprire fino al 75% delle spese pubbliche o di spese assimilabili o, eccezionalmente, fino all'85% per i progetti che la Commissione ritiene essenziali per conseguire gli obiettivi previsti. Il tasso può tuttavia essere ridotto nel caso di progetti generatori di introiti o qualora si applichi il principio "chi inquina paga".

RIPARTIZIONE DEI FONDI
DI PREADESIONE

Bulgaria   

8,0 - 12,0%

Repubblica   

Ceca 5,5 - 8,0%

Estonia   

2,0 - 3,5%

Ungheria   

7,0 - 10,0%

Lituania   

4,0 - 6,0%

Lettonia   

3,5 - 5,5%

Polonia   

30,0 - 37,0%

Romania   

20,0 - 26,0%

Slovenia   

1,0 - 2,0%

Slovacchia   

3,5 - 5,5%

Cosa cambia rispetto agli obiettivi

Prima della riforma gli obiettivi dei Fondi strutturali erano 7:

Con la riforma vengono ridotti a 3:

Le zone dell'obiettivo 1

Il 1° luglio 1999, la Commissione europea ha adottato una serie di decisioni che consentiranno la rapida attuazione dei programmi dei Fondi strutturali per il periodo di programmazione 2000-2006.

In primo luogo, sul piano geografico, la Commissione ha definito l'elenco delle zone ammissibili all'obiettivo 1 tra il 2000 e il 2006 e stabilito la popolazione massima per le zone del nuovo obiettivo 2 di ogni Paese membro. A livello finanziario, la Commissione ha ripartito i fondi strutturali per Stato membro e per obiettivo prioritario e ha deciso la dotazione finanziaria delle quattro future iniziative comunitarie.

Saranno ammesse a beneficiare dell'obiettivo 1 per il periodo 2000-2006 le seguenti regioni :

  • Germania: Brandenburg, Mecklenburg- Vorpommern, Sachsen, Sachsen-Anhalt, Thüringen.

  • Grecia: Anatoliki Makedonia, Thraki, Kentriki Makedonia, Dytiki Makedonia, Thessalia, Ipeiros, Ionia Nisia, Dytiki Ellada, Sterea Ellada, Peloponnisos, Attiki, Voreio Aigaio, Notio Aigaio, Kriti (vale a dire l'intero Paese).

  • Spagna: Galicia, Principado de Asturias, Castilla y León, Castilla-La Mancha, Extremadura, Comunidad Valenciana, Andalucía,Región de Murcia, Ceuta y Melilla, Canarias.

  • Francia: Guadeloupe, Martinique, Guyane, Réunion.

  • Italia: Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia, Sardegna.

  • Irlanda: Border Midlands e Western.

  • Austria: Burgenland.

  • Portogallo: Norte, Centro, Alentejo, Algarve, Açores, Madeira.

  • Finlandia: Itä-Suomi, Väli-Suomi (in parte), Pohjois-Suomi (in parte).

  • Svezia: Norra Mellansverige (in parte), Mellersta Norrland (in parte), Övre Norrland (in parte).

  • Regno Unito: South Yorkshire, West Wales & The Valleys, Cornwall & Isles of Scilly, Merseyside.

Le regioni in corsivo sono quelle che, tra il 1994 e il 1999, non erano ammissibili all'obiettivo 1 né all'obiettivo 6.

La popolazione ammissibile all'obiettivo 2

Per permettere al nuovo obiettivo 2 di rispettare il tetto massimo del 18% della popolazione totale dell'Unione europea, la Commissione ha stabilito la popolazione massima ammissibile a tale obiettivo in ogni Paese. Gli Stati membri sono invitati a tenerne conto (vedi tabella) e a trasmettere le loro proposte di nuove zone obiettivo 2.

L'elenco definitivo di tali zone è stabilito dalla Commissione sulla base delle proposte pervenute. È inoltre previsto un sostegno transitorio per le zone attualmente comprese negli obiettivi 2 o 5b, ma che non saranno ammissibili al nuovo obiettivo 2 a decorrere dal 2000.

OBIETTIVO 2: LA POPOLAZIONE AMMISSIBILE

Stato  massimali di popolazione (in migliaia)

in % sulla popolazione

A

1995

25

B

1269

12

D

10.296

13

DK

538

10

E

8809

22

F

18.768

31

FIN

1582

31

I

7402

13

L

118

28

NL

2333

15

S

1223

14

UK

13.836

24

EUR-15

68.170

18


Cosa cambia rispetto ai Fondi

Con alcune variazioni tecniche nei nuovi regolamenti, i singoli fondi rimangono sostanzialmente inalterati rispetto a quanto previsto da quelli del 1993 per la programmazione 1994-1999. Vediamoli brevemente.

Fesr: Fondo europeo di sviluppo regionale

Ha come compito principale la rimozione degli squilibri regionali della Comunità, con particolare riferimento a quelli derivanti da prevalenza di attività agricole, trasformazioni industriali e sottoccupazione strutturale.
Interviene nelle regioni svantaggiate per finanziare soprattutto investimenti produttivi che consentano: creazione di posti di lavoro durevoli; infrastrutture; sviluppo locale e delle Piccole e medie imprese (Pmi).

Fse: Fondo sociale europeo

Concentra la propria azione sullo sviluppo delle risorse umane, in un'accezione più ampia di quella precedente. Riguarda progetti di formazione e riqualificazione professionale rivolti a soggetti (occupati e disoccupati, fasce deboli ecc.) nonché azioni cosiddette "di sistema".
Le attività finanziabili con il Fse riguardano tre aspetti:

Feaog: Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia

Contribuisce allo sviluppo sociale ed economico delle zone rurali, anche attraverso l'investimento in infrastrutture, nonché alla riorganizzazione delle strutture agricole: è in sostanza lo strumento finanziario della politica di sviluppo rurale, considerato come il secondo pilastro della Politica agricola comune (Pac).

Finanzia misure di sviluppo rurale con le seguenti modalità:

Per quanto concerne il campo d'applicazione, il nuovo regolamento riunisce una serie di misure: investimenti nelle aziende agricole; insediamenti di giovani agricoltori; formazione professionale; aiuti al prepensionamento; aiuti compensativi per le zone svantaggiate; misure agro-alimentari; sviluppo e valorizzazione delle foreste; misure di adeguamento e di sviluppo delle zone rurali.

Sfop: Strumento finanziario di orientamento alla pesca

E' volto al miglioramento del settore della pesca, dell'acquacoltura, della trasformazione e commercializzazione dei prodotti ittici. In sostanza, lo Sfop è lo strumento per incentivare redditività e competitività delle aziende operanti nel settore, garantendo nel contempo il rispetto dell'equilibrio tra le risorse idriche e il loro sfruttamento.
Il suo campo di applicazione è il seguente: adeguamento dello sforzo di pesca; ammodernamento della flotta; sviluppo dell'acquacoltura; tutela delle zone marine; attrezzatura dei porti di pesca; promozione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti.


Il rapporto tra obiettivi e Fondi

La breve elencazione degli obiettivi prioritari e la descrizione dei compiti assegnati ai singoli Fondi strutturali suggerisce immediatamente come un singolo obiettivo possa essere realizzato con l'intervento congiunto di più Fondi. Un'area in declino industriale, ad esempio, avrà necessità tanto di investimenti in nuovi impianti e in nuove tecnologie quanto di una riqualificazione dei lavoratori e di un sostegno all'occupazione.
In base agli elementi di innovazione apportati dalla riforma, la nuova relazione tra obiettivi e Fondi per la programmazione 2000-2006 può essere così riassunta:

 

obiettivi   

Fondi strutturali

obiettivo 1   

Fesr, Fse, Feaog - orientamento, Sfop

obiettivo 2   

Fesr, Fse, Feaog - garanzia, Sfop

obiettivo 3   

Fse

 

il sostegno transitorio

Il sostegno transitorio (phasing out) è previsto per le zone attualmente comprese nell'obiettivo 1 ma che non saranno più ammissibili a tale obiettivo tra il 2000 e il 2006.
È inoltre previsto un sostegno transitorio per le zone attualmente comprese negli obiettivi 2 o 5b, ma che non saranno ammissibili al nuovo obiettivo 2 a decorrere dal 2000.
Questo perché, come si è già detto, una della maggiori novità della riforma consiste nella riduzione da 7 a 3 degli obiettivi prioritari, con una conseguente maggiore concentrazione dei Fondi strutturali. La popolazione ammissibile ai nuovi obiettivi 1 e 2 dei Fondi è compresa tra il 35 e il 40% della popolazione globale dell'Unione, mentre gli obiettivi regionali (1, 2, 5b e 6 prima della riforma) interessano oltre il 50% della popolazione comunitaria.
Un adeguato sostegno transitorio per le regioni che non sono più ammissibili all'aiuto costituisce la necessaria contropartita ad una maggiore concentrazione dei Fondi strutturali, in modo da non compromettere i risultati garantiti dagli aiuti strutturali nelle regioni dell'ex obiettivo 1, nonché sostenere la fine del processo di riconversione nelle zone che non saranno più ammissibili ai sensi degli obiettivi 2 e 5b.
La normativa istituisce quindi un regime transitorio per le regioni interessate dall'obiettivo 1 nel periodo 1994 - 1999, ma che non saranno più ammissibili nel 2000. In queste regioni i Fondi strutturali finanzieranno un nuovo programma regionale fino al 31 dicembre 2005.
Le regioni comprendenti zone che rispondono ai criteri di ammissibilità di base al nuovo obiettivo 2 continueranno a beneficiare della partecipazione del Fesr fino al 31 dicembre 2006. Le altre regioni riceveranno nel 2006 unicamente il sostegno previsto da parte del Fse, del Feaog - orientamento e dello Sfop (sempre nell'ambito dello stesso programma regionale).
Come per l'obiettivo 1, è previsto un sistema di aiuto transitorio decrescente per le zone ammissibili agli obiettivi 2 e 5b nel 1999, ma che non rientrano più nell'obiettivo 2 nel 2000. Queste zone beneficeranno di un aiuto transitorio del Fesr fino al 31 dicembre 2005 ed inoltre, per il periodo 2000 - 2006, di un sostegno del Fse nel quadro dell'obiettivo 3, nonché di un sostegno del Feaog - garanzia e dello Sfop nell'ambito dello sviluppo rurale e di accompagnamento delle politica della pesca.

 

zone obiettivo 1 ammesse al sostegno transitorio

  • Germania: Ostberlin

  • Belgio: Hainaut

  • Spagna: Cantabria

  • Francia: Corse e gli "arrondissements" di Valenciennes, Douai e Avesnes

  • Italia: Molise

  • Irlanda: Southern, Eastern

  • Paesi Bassi: Flevoland

  • Portogallo: Lisboa e Vale do Tejo

  • Regno Unito: Northern Ireland, Highlands e Islands

Si tratta di zone attualmente comprese nell'obiettivo 1 non più ammissibili tra il 2000 e il 2006.


Altre novità della riforma

partenariato

Una delle novità più rilevanti della riforma è costituita dal partenariato, sia "istituzionale" che "economico-sociale".
Le conclusioni del negoziato europeo su Agenda 2000 impongono l'assunzione di una comune responsabilità tra istituzioni e forze economiche e sociali per accelerare e quantificare gli obiettivi dello sviluppo di cui i fondi strutturali rappresentano lo strumento.
La concertazione tra Commissione, Stato membro, autorità competenti, parti economiche e sociali nonché altri organismi entra nelle varie fasi di definizione e programmazione degli interventi e riguarda tutte le fasi della messa in opera.
L'iter della programmazione è così riassumibile:

Pur essendo ancora prematura una valutazione sulla funzione del partenariato, sia istituzionale che economico-sociale - tenendo anche conto delle diverse fasi - sono necessari alcuni punti fermi:

Programmi di Iniziativa comunitaria

Un importante ruolo, rivolto a specifici obiettivi settoriali, è quello delle Iniziative comunitarie: si tratta di strumenti tipici della politica strutturale dell'Unione, che la Commissione, con autonoma iniziativa, propone agli Stati membri in aggiunta ai programmi di iniziativa nazionale (Qcs e Docup).
La filosofia di fondo che sta alla base delle Iniziative comunitarie si può sintetizzare nella mobilitazione di risorse finanziarie per attuare determinate azioni di specifico interesse comunitario. Tenendo conto del valore aggiunto che le Iniziative comunitarie possono offrire rispetto agli obiettivi principali, il loro numero è stato ridotto da 13 a 4, con la novità ulteriore che ciascuna iniziativa è finanziata da un solo Fondo strutturale:

  • Interreg: cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale volta a incentivare uno sviluppo e un assetto armonioso ed equilibrato del territorio europeo. Tale iniziativa sarà finanziata dal Fesr con 4875 milioni di euro;

  • Urban: rigenerazione economica e sociale delle città e dei quartieri in crisi per promuovere uno sviluppo urbano durevole. Anche questa iniziativa verrà finanziata dal Fesr con 700 milioni di euro;

  • Leader: sviluppo rurale mediante iniziative di gruppi di azione locale. Tale iniziativa verrà finanziata dal Feaog - orientamento con 2020 milioni di euro;

  • Equal: cooperazione transnazionale per la promozione di nuove pratiche di lotta alle discriminazioni e alle disuguaglianze di ogni tipo in relazione al mercato del lavoro. Tale iniziativa verrà finanziata dal Fse con 2847 milioni di euro.

La percentuale di dotazione dei Fondi strutturali per il periodo 2000-2006 assegnata alle quattro Iniziative comunitarie è del 5,35%.

addizionalità

Il principio dell'addizionalità implica che per ogni obiettivo, nell'insieme dei territori in questione, gli Stati membri mantengano le loro spese pubbliche o assimilabili a finalità strutturale almeno al livello del periodo di programmazione precedente. Per assicurare un reale impatto economico, gli stanziamenti dei Fondi non possono sostituirsi alle spese a finalità strutturale dello Stato membro.

A causa dell'attuale complessità del controllo sull'addizionalità, la normativa prevede per il futuro:

* di semplificare il livello geografico delle verifica considerando:

* di limitare il numero di verifiche a tre:

Per consentire tali verifiche, la nuova normativa prevede che gli Stati membri forniscano alla Commissione le informazioni opportune in oguno di questi tre momenti. Per la verifica ex ante, in particolare, i futuri documenti di programmazione (Qcs e Docup) indicheranno, per i periodi 1994-1999 e 20000-2006:

L'importo globale delle spese nazionali in questione sarà convenuto tra lo Stato membro e la Commissione ad un livello in linea di massima equivalente a quello del periodo precedente.

tasso di cofinanziamento

La partecipazione dei Fondi, modulata in funzione della gravità dei problemi specifici ai quali porre rimedio, dell'interesse e delle caratteristiche dell'intervento, è calcolata rispetto ai costi totali ammissibili oppure rispetto all'insieme delle spese (pubbliche o assimilabili) ammissibili (nazionali, regionali o locali e comunitarie) relative a ciascun intervento.

La partecipazione dei Fondi rispetta i seguenti limiti:

E' stato inoltre introdotto un massimale per gli investimenti in infrastrutture generatori di introiti. La partecipazione non può superare:

Inoltre, il livello della partecipazione comunitaria agli investimenti nelle imprese è ridotto:

controllo finanziario e valutazione

Nella nuova normativa sono gli Stati membri ad assumere la responsabilità primaria del controllo finanziario degli interventi. Così, elaborando efficaci sistemi di gestione e controllo, essi devono garantire una gestione efficace e regolare dei Fondi collaborando con la Commissione per assicurare che questi siano utilizzati conformemente ai principi di sana gestione finanziaria. Dal canto suo, la Commissione effettua controlli in loco per mezzo di agenti o funzionari, può chiedere allo Stato di procedere a tali controlli e, in caso di irregolarità, invia raccomandazioni o richieste in merito a misure correttive. La collaborazione tra Stati interessati e Commissione prevede un incontro annuale di controllo e coordinamento. Per quanto concerne invece la valutazione degli interventi, la normativa prevede che essa avvenga in tre momenti:

 

Il Fondo di coesione 2000-2006

Il Fondo di coesione non è un vero e proprio fondo strutturale, ma rappresenta un finanziamento già esistente nelle precedenti programmazioni rivolto solo ad alcuni Paesi membri. Secondo la decisione del Consiglio europeo di Berlino, nel 2000 saranno Spagna, Portogallo, Grecia e Irlanda a continuare a beneficiare del Fondo di coesione che è destinato a finanziare progetti riguardanti l'ambiente o le reti transeuropee di trasporto. Questi Stati hanno infatti un Pil ancora inferiore al 90% della media comunitaria ed hanno avviato un programma di convergenza economica. In seguito all'accordo raggiunto dai capi di Stato e di governo a Berlino, le modifiche del regolamento sul Fondo di coesione sono state definitivamente messe a punto in sede di Consiglio e approvate dal Parlamento. In linea generale, il regolamento modificato corrisponde alla proposta presentata dalla Commissione nel marzo 1998 ed entrerà in vigore il 1° gennaio 2000. Per il periodo 2000-2006, la dotazione del Fondo è pari a 18 miliardi di euro. Gli stanziamenti d'impegno annui ammontano a 2,615 miliardi di euro per i primi quattro anni, a 2,515 miliardi di euro per il 2004 e il 2005 e a 2,510 miliardi di euro per il 2006. La ripartizione indicativa delle risorse globali del Fondo tra gli Stati beneficiari sarà la seguente: Spagna 61-63,5%, Grecia 16-18%, Portogallo 16-18% e Irlanda 2-6%. L'ammissibilità dei quattro Stati a beneficiare dei contributi del Fondo verrà riesaminata entro la fine del 2003 in funzione del criterio del Pil pro capite inferiore al 90% della media dell'Unione. Se uno Stato non è più ammissibile, gli stanziamenti restanti verranno dedotti dalla dotazione del Fondo.