Migliorare il sistema d’asilo nell’UE

Luglio 2021

Una nuova Agenzia e le richieste alla presidenza dell’Ue da parte di Unhcr e Oim

Un’Agenzia dell’Ue per l’asilo, indipendente e con risorse potenziate, in modo da rendere più omogenea e coerente la politica europea sull’asilo e in grado di sostenere la ricollocazione e il reinsediamento dei rifugiati tra gli Stati membri. Su questo è stato raggiunto un accordo provvisorio tra negoziatori del Parlamento europeo e del Consiglio dell’Ue, che dovrà poi essere approvato dalle due istituzioni europee, col quale l’attuale Ufficio di sostegno dell’Ue per l’asilo (EASO) sarà trasformato in agenzia indipendente che svilupperà standard operativi, indicatori, linee guida e migliori pratiche in materia di asilo, fornendo assistenza operativa agli Stati membri, anche in situazioni di crisi. Per migliorare il funzionamento del sistema comune di asilo, l’Agenzia sosterrà la cooperazione pratica e lo scambio di informazioni sull’asilo tra gli Stati membri e riceverà risorse finanziarie e umane aggiuntive, compreso un numero sufficiente di personale proprio per far parte delle squadre di supporto per l’asilo e delle squadre di esperti che lavorano al monitoraggio.

Su richiesta degli eurodeputati, l’Agenzia avrà un responsabile dei diritti fondamentali incaricato di garantirne il rispetto nel corso delle sue attività e di promuovere il rispetto dei diritti fondamentali nella politica di asilo. La nuova Agenzia istituirà inoltre un gruppo di 500 esperti nazionali che potranno essere schierati su richiesta degli Stati membri in squadre di supporto per l’asilo nonché fornire assistenza tecnica e operativa sul campo. Compito dell’Agenzia anche quello di controllare l’applicazione corretta dei vari aspetti del sistema comune di asilo da parte degli Stati membri, come le condizioni di accoglienza, il rispetto dei diritti fondamentali e delle garanzie di protezione dei minori e il rispetto delle garanzie procedurali. Il monitoraggio completo, così come le disposizioni sulla capacità e la preparazione degli Stati membri in situazioni di pressione sproporzionata, entreranno in vigore a fine 2023 contestualmente all’abrogazione dell’attuale regolamento di Dublino.

Si tratta di un’iniziativa chiave nell’ambito del Nuovo patto sulla migrazione e l’asilo che, secondo la Commissione europea, mira a creare un sistema di asilo europeo coerente e ben funzionante: «Gli Stati membri potranno contare sul pieno sostegno operativo dell’Agenzia dell’Ue per l’asilo, sia in circostanze normali che quando si trovano in difficoltà. L’Agenzia farà una differenza tangibile nelle procedure di asilo, migliorando la protezione delle persone e colmando le lacune per creare una maggiore convergenza tra i sistemi di asilo degli Stati membri» ha dichiarato al proposito il vicepresidente della Commissione, Margaritis Schinas.

Unhcr: intorrempere lo stallo nel sistema d’asilo

Intanto, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifuguti (Acnur-Unhcr) e l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim) si sono rivolte alla nuova presidenza di turno slovena dell’Ue per chiedere una migliore protezione per i rifugiati. Partendo dai progressi compiuti sotto il precedente mandato portoghese, tra cui appunto l’avanzamento dei lavori volti a istituire l’Agenzia per l’asilo, la presidenza slovena dovrebbe «esplorare ogni possibilità di negoziare accordi» in relazione al nuovo Patto dell’Ue su migrazioni e asilo, sostiene l’Unhcr . Si tratta infatti di «interrompere anni di stallo in materia di asilo nell’Ue e, finalmente, introdurre un sistema che sia davvero comune e sostenibile» secondo l’agenzia dell’Onu per i rifugiati: «Un sistema che rispetti la dignità umana, capace di assicurare protezione in tempi rapidi ai rifugiati – donne, bambini e uomini in fuga da guerre, violenze e persecuzioni orribili. E un sistema che sia equo, parimenti efficiente in tutti i Paesi dell’Ue, chiamati alla condivisione di responsabilità nei confronti dei rifugiati, nello spirito dell’Unione e dei valori su cui si fonda». Ricordando come non esista un’unica soluzione capace di prevenire e rispondere alle migrazioni forzate, l’Unhcr sottolinea come il fenomeno richieda un approccio comprensivo sia in Europa sia al di fuori, «con una serie di attori capaci di unire le forze, come auspicato dal Global compact sui rifugiati (Gcr), e condividere le responsabilità per sostenere efficacemente rifugiati e Paesi di accoglienza».

È chiara la necessità di difendere il diritto di cercare asilo e accedere alle relative procedure all’interno dell’Ue, osserva l’agenzia dell’Onu: «Non possono esservi compromessi al momento di garantire tale diritto fondamentale».

Oim: promuovere la migrazione nel Green Deal europeo

Anche l’Oim si è rivolta alla neopresidenza slovena dell’Ue affinché promuova «la ripresa sicura della mobilità umana per la ripresa economica e sociale, risposte olistiche e coordinate per la migrazione e il reinserimento e includa una migrazione sicura e ordinata nella transizione verde dell’Ue». Questo, sostiene infatti l’Oim, «è un momento opportuno per considerare la migrazione nella pianificazione come un contributo vitale per economie resilienti, ambiente e salute pubblica nell’Ue, nei Paesi di origine e di transito». Mentre si cerca di riemergere dall’emergenza pandemica, dovrebbe essere data priorità alla digitalizzazione nella gestione della migrazione, così da «riprendere a viaggiare promuovendo al contempo canali di mobilità del lavoro reciprocamente vantaggiosi che proteggano i lavoratori migranti» spiega l’Oim, secondo cui sarà altrettanto importante che l’Ue garantisca a tutti i migranti un accesso adeguato ed equo ai servizi sanitari, «nonché politiche inclusive dei migranti che aiutino a massimizzare le loro prospettive di integrazione nelle comunità e nella società».

Dato che anche sotto la presidenza slovena il Green Deal europeo continuerà a essere in cima all’agenda dell’Ue, l’Oim ritiene che una migrazione ben gestita possa sostenere la transizione verso un’economia climaticamente neutra: «In linea con l’accordo di Parigi sui cambiamenti climatici, l’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile e il quadro di Sendai per la riduzione del rischio di catastrofi 2015-2030, e in vista della COP26, l’Oim incoraggia la presidenza slovena a promuovere l’integrazione della migrazione – in tutte le sue forme – nelle aree politiche chiave e nelle misure previste del Green Deal europeo». 

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