Clima: accordo per una nuova legge europea

Aprile 2021

Netta riduzione delle emissioni e neutralità climatica al 2050 diventano vincolanti

L’Ue ha trovato un accordo per il varo della nuova legge europea sul clima, elemento centrale del Green Deal europeo con cui intende raggiungere la neutralità climatica entro il 2050 e si pone l’obiettivo intermedio di ridurre le emissioni nette di gas a effetto serra di almeno il 55% entro il 2030 rispetto ai livelli del 1990. L’accordo tra i colegislatori europei è stato raggiunto, non a caso, alla vigilia del Vertice globale sul clima convocato dalla nuova amministrazione degli Stati Uniti lo scorso 22 aprile, summit online iniziato con l’annuncio da parte del presidente degli Usa, Joe Biden, di una vera e propria inversione di marcia statunitense con l’impegno a dimezzare le emissioni di gas serra del 50-52% entro il 2030 per giungere a un’economia a “zero emissioni” entro il 2050.

«Il nostro impegno politico di diventare il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050 è ora anche un impegno giuridico. La legge sul clima pone l’Ue su un percorso verde per un’intera generazione, è l’impegno solenne preso con i nostri figli e nipoti» ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, mentre secondo il vicepresidente esecutivo responsabile per il Green Deal europeo, Frans Timmermans, si tratta di «una tappa storica per l’Ue. Abbiamo raggiunto un accordo ambizioso che iscrive l’obiettivo della neutralità climatica in una legislazione vincolante che sarà nostra guida per i prossimi 30 anni. La legge sul clima darà forma alla ripresa verde dell’Ue e assicurerà una transizione verde socialmente equa». L’accordo, ha aggiungo Timmermans, «rafforza la nostra posizione mondiale di preminenza nella lotta alla crisi climatica».

Una legislazione europea più ambiziosa sul clima era stata richiesta dal Parlamento europeo con la dichiarazione dell’emergenza climatica nel novembre 2019. Nel dicembre dello stesso anno il Consiglio europeo aveva deciso di approvare l’obiettivo 2050 per la neutralità climatica, mentre nel marzo 2020 la Commissione ha poi proposto la legge sul clima così da rendere l’obiettivo un requisito legale. L’accordo è ora sottoposto all’approvazione della commissione europarlamentare per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare prima, all’assemblea plenaria poi e infine al Consiglio, dopodiché il nuovo regolamento entrerà in vigore 20 giorni dopo la pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale dell’Ue.

Aumentare al 55% la riduzione di emissioni per il 2030

L’aspetto principale della nuova legge europea sul clima è l’ambizioso aumento dell’obiettivo di riduzione delle emissioni dell’Ue per il 2030 dal 40% ad almeno il 55% rispetto ai livelli del 1990, aumentando nel contempo il contributo delle rimozioni che possono portare l’obiettivo al 57%. Inoltre, trasforma in un obbligo vincolante le promesse politiche secondo cui l’Ue diventerà climaticamente neutra entro il 2050, offrendo ai cittadini e alle imprese europee la certezza giuridica e la prevedibilità necessarie per pianificare la transizione verso la neutralità climatica. Dopo il 2050 l’Ue mirerà a ottenere emissioni negative.

Evitare le emissioni di gas serra (Ghg) deve essere la priorità secondo la nuova legge, che però riconosce anche la necessità di rimuovere i Ghg già emessi così da compensare i Ghg emessi dai settori in cui la decarbonizzazione è più impegnativa. Per garantire riduzioni sufficienti entro il 2030, il contributo degli assorbimenti verso l’obiettivo climatico 2030 sarà limitato a 225 Mt CO2 equivalenti. La Commissione ha confermato che proporrà la revisione del regolamento Lulucf (Land Use, Land Use Change and Forestry), che regola le emissioni di Ghg e le rimozioni dall’uso del suolo, dai cambiamenti nell’uso del suolo e dalla silvicoltura, per aumentare entro il 2030 i pozzi di assorbimento del carbonio dell’Ue a livelli superiori a 300 milioni di tonnellate di CO2equivalenti (misura che esprime l’impatto sul riscaldamento globale di una certa quantità di gas serra rispetto alla stessa quantità di anidride carbonica), il che corrisponderebbe di fatto a un obiettivo di riduzione del 57% per il 2030.

Per valutare se la politica dell’Ue è coerente e per monitorarne i progressi, come suggerito dal Parlamento europeo, sarà istituito un organismo scientifico indipendente, comitato consultivo composto da 15 esperti scientifici nominati per quattro anni. La Commissione faciliterà inoltre i dialoghi e i partenariati sul clima specifici del settore, riunendo le principali parti interessate per incoraggiare i settori a elaborare tabelle di marcia verso la neutralità climatica.

Impegno globale rinnovato, da verificare a Glasgow

«Dopo l’accordo di Parigi è arrivato il momento di rafforzare il nostro impegno per combattere i cambiamenti climatici. L’Europa sarà il primo continente climaticamente neutro, ma non vuole essere l’unico. Impegniamoci tutti per ambiziose riduzioni delle emissioni entro il 2030, verso lo zero netto entro il 2050» ha dichiarato la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, partecipando al Leaders Summit on Climate che ha segnato il rientro effettivo degli Usa nel trattato per l’attuazione dell’accordo di Parigi, dopo l’uscita voluta dall’ex presidente Donald Trump. Oltre al rinnovato impegno statunitense contro i cambiamenti climatici, il summit ha registrato quello della Russia e della Cina, che ha dichiarato l’obiettivo «emissioni zero entro il 2060» e la disponibilità al multilateralismo: «Abbiamo responsabilità comuni e differenziate allo stesso tempo» ha detto il presidente cinese Xi Jinping. Usa e Cina sono rispettivamente il primo e il secondo responsabile delle emissioni di gas serra a livello globale, per cui il problema non può essere affrontato seriamente senza un loro effettivo impegno, così come dell’Ue, dal momento che questi tre grandi protagonisti mondiali provocano insieme circa la metà delle emissioni globali. Il grado reale dell’impegno manifestato sarà però misurato a novembre nel corso della COP26 che si terrà a Glasgow, quando gli Stati membri dell’accordo di Parigi dovranno definire le regole per l’attuazione concreta dell’accordo e per la prima volta dovranno presentare i loro piani nazionali, indicando così le rispettive strategie ed azioni contro il cambiamento climatico nonché gli obiettivi di riduzione delle emissioni per i prossimi anni.

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