Anche i minori contano nell’Ue

Marzo 2021

Adottata la prima strategia generale europea sui diritti dei bambini e dei ragazzi

«Abbiamo bisogno di una strategia che includa tutti i bambini, che sostenga quelli vulnerabili e che promuova e supporti il nostro diritto a partecipare alle decisioni che ci riguardano. Perché nulla di ciò che è deciso per i bambini dovrebbe essere deciso senza bambini. È ora di normalizzare la partecipazione dei minori». Queste affermazioni, espresse dai partecipanti al 13° Forum europeo sui diritti del bambino, svoltosi nell’ottobre 2020 a Bruxelles, sono state accolte dalla Commissione europea che il 24 marzo ha adottato la prima strategia generale dell’Ue sui diritti dei minori. Dicendo di essere «pienamente impegnata a sostenere i bambini a sviluppare il loro potenziale come cittadini impegnati e responsabili», la Commissione ha definito un’azione da sviluppare in sei aree tematiche e una proposta di raccomandazione del Consiglio che istituisce una garanzia europea per l’infanzia, al fine di promuovere pari opportunità per i minori a rischio di povertà o di esclusione sociale. Entrambe le iniziative sono state preparate in collaborazione con le principali organizzazioni globali per i diritti dei minori, raccogliendo il parere di oltre 10.000 minori in tutta Europa. «Tutti i bambini hanno il diritto di esprimere le loro opinioni su questioni che li riguardano e bisogna tenerne conto» osserva la Commissione, che per consentire la partecipazione attiva dei minori intende anche affrontare la povertà, le disuguaglianze e la discriminazione così da spezzare il ciclo intergenerazionale di svantaggio. La strategia europea vuole essere inclusiva, oltre che nella fase di progettazione, anche nel processo di attuazione, quindi i minori prenderanno parte al monitoraggio e alla valutazione delle azioni, in linea con lo slogan espresso dai membri dell’Eurochild Children’s Council secondo cui: «Ben fatto è meglio che ben detto».

Le sei aree tematiche della strategia

La prima area della strategia riguarda I minori come agenti di cambiamento nella vita democratica, per la quale sono proposte varie azioni che vanno dalla produzione di testi giuridici adatti ai minori all’organizzazione di consultazioni con i minori nel contesto della Conferenza sul futuro dell’Europa e dell’attuazione del Patto per il clima, mentre gli Stati membri sono invitati a favorire la partecipazione dei minori alla vita civica e democratica. La seconda area tematica verte sul Diritto dei minori di realizzare pienamente il loro potenziale indipendentemente dal loro contesto socioeconomico e a tal fine si intende istituire una garanzia europea per l’infanzia in modo da contrastare la povertà e l’esclusione sociale, che nell’Ue colpiva oltre il 22% dei minori prima della pandemia e che è probabilmente aumentata. Salute mentale dei minori, sostegno per un’alimentazione sana e sostenibile nelle scuole, norme sull’educazione e la cura della prima infanzia e per assicurare un’istruzione inclusiva di qualità saranno le azioni principali. Va poi garantito il Diritto dei minori di essere liberi dalla violenza, con iniziative legislative per combattere la violenza di genere, la violenza domestica e nelle scuole nonché raccomandazioni per prevenire le pratiche dannose. La quarta area tematica è relativa al Diritto dei minori a una giustizia a loro misura, per cui la Commissione contribuirà alla formazione giuridica specializzata e collaborerà con il Consiglio d’Europa per attuare le linee guida definite nel 2010, mentre gli Stati membri sono invitati a sostenere la formazione e a sviluppare alternative all’azione giudiziaria e alla detenzione. Molto attuale la quinta area d’intervento sul Diritto dei minori di navigare in sicurezza nell’ambiente digitale e di sfruttarne le opportunità, anche perché il 29% dei minori interpellati di 10-18 anni segnala l’utilizzo online dei dati personali in un modo scorretto, con uso improprio di password personali o di informazioni personali con conseguenze dannose, pratiche aumentate durante i vari lockdown. L’Ue e gli Stati membri devono quindi rendere sicura l’esperienza online dei ragazzi, mentre le imprese del settore devono bloccare i comportamenti nocivi online e rimuovere i contenuti illegali. L’ultima area tematica della strategia riguarda poi i Diritti dei minori nel mondo, che l’Ue ribadisce di voler proteggere, promuovere e rispettare, anche assegnando all’istruzione il 10% degli aiuti umanitari e applicando una politica di tolleranza zero nei confronti del lavoro minorile.

Le opinioni dei ragazzi in un Rapporto

Nel preparare la nuova strategia dell’Ue sui diritti dell’infanzia 2021-2024, la Commissione europea ha invitato i minori a condividere le loro opinioni per influenzare il modo in cui la strategia sarebbe stata modellata e a quali argomenti dare priorità. A tal fine, cinque organizzazioni per i diritti dei minori (ChildFund Alliance, Eurochild, Save the Children, Unicef e World Vision) sono state coinvolte per facilitare le consultazioni con i minori in tutta Europa. Le prospettive e le priorità di oltre 10.000 bambini e giovani sono state riportate nel Rapporto La nostra Europa, i nostri diritti, il nostro futuro, da cui emerge come i minori continuino a essere vittime di esclusione socioeconomica e discriminazione a causa della loro origine, del loro status, del genere o dell’orientamento sessuale, o di quelli dei loro genitori, mentre raramente le voci dei minori sono ascoltate e le loro opinioni prese in considerazione. Difficoltà che sono state aggravate dalla pandemia dell’ultimo anno, per cui bambini e ragazzi denunciano non solo la mancanza di amici, compagni e insegnanti durante i vari blocchi, ma anche stress economico domestico, conflitti familiari, problemi di salute mentale, paura di restare indietro negli studi e paura per il futuro, mentre i più grandi riferiscono anche di trascorrere troppo tempo sui social media. A livello mondiale si stima che 150 milioni di minori in più saranno a rischio povertà a causa dell’impatto economico della pandemia. «Questo è di per sé un Rapporto storico, poiché è la prima volta che così tanti bambini e giovani possono influenzare e plasmare direttamente la politica dell’Ue» hanno dichiarato le organizzazioni che hanno collaborato al coinvolgimento dei 10.000 bambini e ragazzi, aggiungendo: «Non potrebbe arrivare in un momento più importante, poiché i minori stanno affrontando gli impatti psicologici e pratici della pandemia, dovendosi adattare a una nuova realtà. Poiché è il loro futuro, le loro opinioni devono trasparire nelle decisioni dell’Ue».

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