Sfide dell’invecchiamento demografico

Gennaio 2021

Un Libro verde lancia una consultazione pubblica aperta per tre mesi

Mentre l’attuale pandemia continua a colpire, concentrando tutta l’attenzione e i maggiori sforzi dell’Ue e dei suoi Stati membri, non si dovrebbe perdere di vista uno sviluppo notevole che ha caratterizzato l’Europa in ambito sanitario e sociale: mai prima d’ora così tanti europei avevano goduto della vita così a lungo, dal momento che negli ultimi 50 anni la speranza di vita alla nascita è aumentata di circa 10 anni sia per gli uomini che per le donne. Un risultato straordinario che naturalmente comporta molte opportunità ma anche sfide da affrontare. Ad esempio, molte persone anziane continuano a dare un contributo attivo e prezioso alla società e all’economia dell’Ue, con circa un quinto dei 65-74enni che partecipa a forme di volontariato e molte persone ultra 75enni che rimangono impegnate quando la salute lo consente. Con l’estensione dell’aspettativa di vita aumenta però anche la domanda di assistenza sanitaria e assistenza a lungo termine nell’Ue, così il numero di persone che potenzialmente necessitano di cure si prevede che passi dagli attuali 20 milioni agli oltre 23 milioni nel 2030 per superare i 30 milioni nel 2050. Altro aspetto fondamentale riguarda l’equità intergenerazionale e la sostenibilità socio-economica dell’Ue nel medio-lungo periodo, considerando che l’indice di dipendenza degli anziani passerà dall’attuale 34% al 59% nel 2070, con un aumento di quasi il 75%, il che significa che ci saranno meno di due persone in età lavorativa per ogni persona di età pari o superiore a 65 anni.

L’invecchiamento, dunque, «apre un ampio dibattito sull’impatto per i cittadini, qualunque sia la loro età, e per la società nel complesso» sostiene la Commissione europea in un Libro verde, pubblicato il 27 gennaio scorso, con cui ha lanciato un dibattito sulle sfide e le opportunità insite in una società europea che invecchia. Con il Libro verde, infatti, la Commissione invita gli europei a esprimersi sulle opportune risposte a questa tendenza partecipando a una consultazione pubblica che durerà 12 settimane. Aperta a tutti i cittadini e alle organizzazioni di tutti gli Stati membri, compreso a livello regionale e locale, la consultazione dovrebbe contribuire a stabilire di quale sostegno necessitino le persone e le comunità in cui vivono, aiutando così la Commissione a «vagliare le possibili risposte politiche all’invecchiamento demografico con cui appoggiare gli Stati membri e le regioni».

Apprendimento lungo tutto l’arco della vita

Nei prossimi decenni la popolazione di anziani nell’Ue aumenterà: gli ultrasessantacinquenni sono oggi il 20% della popolazione, si prevede che entro il 2070 raggiungano il 30%, mentre gli ultraottantenni dovrebbero più che raddoppiare, arrivando a costituire il 13% della popolazione. L’Europa non è certo l’unico continente con una popolazione che invecchia, ma il processo è più avanzato rispetto ad altre regioni mondiali: ad esempio, attualmente nell’Ue si registra un’età media di 42,5 anni, che equivale a più del doppio di quella rilevata nel continente africano. Il Libro verde inquadra quindi il dibattito sull’invecchiamento della popolazione indicando velocità e portata dell’evoluzione demografica nella società europea, rilevandone gli effetti sulle diverse politiche ed evidenziando gli elementi principali, dalla promozione di stili di vita sani e dell’apprendimento lungo tutto l’arco della vita al rafforzamento dei sistemi sanitari e assistenziali per rispondere ai bisogni di una popolazione più anziana. È preso in considerazione l’intero arco della vita, poiché l’invecchiamento demografico produce un impatto universale su tutte le generazioni e in tutte le fasi. Rileva così l’importanza di trovare il giusto equilibrio tra soluzioni sostenibili per i regimi di protezione sociale e rafforzamento della solidarietà intergenerazionale. Lo studio pone anche in risalto la necessità di convogliare più persone nella forza lavoro e le possibilità di creare occupazione, considerando gli effetti dell’invecchiamento demografico in termini di carriera, benessere, pensioni, protezione sociale e produttività degli europei.

Garantire il benessere di tutti

«L’invecchiamento con le sue sfide e opportunità sono presenti per tutta la nostra vita, ma le nostre prospettive cambiano» osserva il Libro verde, sottolinenado come molti giovani oggi abbiano difficoltà a entrare nel mercato del lavoro e l’attuale crisi del Covid-19 abbia ulteriormente peggiorato la situazione. A lungo termine, la prospettiva di un’aspettativa di vita più lunga rispetto alla generazione dei nonni condiziona molte delle scelte che i giovani fanno in materia di istruzione, vita lavorativa, interruzioni di carriera. Questo, nota la Commissione, ha degli impatti sulla loro salute, il loro posto nell’economia e nella società. Allo stesso tempo, oggi le generazioni più vecchie portano i loro contributi insieme ai loro bisogni e aspettative di vita. «Tutti insieme costituiscono una società e un’economia che devono garantire prosperità, successo e benessere a tutti. Affrontare le sfide e le opportunità dell’invecchiamento è quindi una responsabilità individuale e collettiva» sostiene il Libro verde, secondo cui esistono vari modi per prevenire o limitare gli aspetti negativi delle conseguenze dell’invecchiamento sulle nostre società: la promozione di un invecchiamento sano e attivo, il miglioramento della resilienza dei sistemi sanitari e assistenziali, l’adattamento del mercato del lavoro, la modernizzazione della protezione sociale, la promozione della migrazione legale e dell’integrazione come parte di un mix di politiche che mira a una maggiore produttività ed efficienza.

Il piano del NextGenerationEU mira a sostenere gli Stati membri per migliorare il loro potenziale di crescita economica, la creazione di posti di lavoro e la resilienza economica e sociale, costituiendo un veicolo di sostegno ed equità intergenerazionale. Tuttavia, specifica il Libro verde, invecchiare non significa solo sostenere la crescita e lo stato sociale: «Riguarda anche le nostre società nel loro insieme e come interagiamo tra le generazioni. Parallelamente alla risposta politica all’impatto socioeconomico dell’invecchiamento dobbiamo discutere come garantire a tutti la possibilità di partecipare alle nostre società. Ciò richiede un coinvolgimento attivo sia dei giovani che degli anziani alla discussione».

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