Il sistema energetico del futuro

Luglio 2020

Transizione verso l’idrogeno pulito, più integrazione tra produzioni e consumi

L’obiettivo dichiarato è duplice e ambizioso: contribuire a rendere il pianeta più pulito e contemporaneamente un’economia europea più forte. Per questo la Commissione europea ha presentato due strategie in materia ambientale che dovrebbero trasformare il sistema energetico europeo e contribuire alla neutralità climatica entro il 2050. «Considerato che il 75% delle emissioni di gas serra dell’Ue viene dal settore dell’energia, abbiamo bisogno di un cambio di paradigma per raggiungere i traguardi che ci siamo fissati per il 2030 e il 2050. Il sistema energetico dell’Ue deve diventare più integrato e più flessibile, oltre ad essere in grado di far proprie le soluzioni più pulite ed efficaci sotto il profilo dei costi» ha dichiarato la commissaria europea per l’Energia, Kadri Simson. In effetti, osserva la Commissione, il sistema energetico europeo si fonda ancora su «varie catene del valore verticali e parallele, che collegano rigidamente determinate risorse energetiche a specifici settori d’uso, con notevoli sprechi di energia». Così, i prodotti petroliferi sono le materie prime predominanti nel settore dei trasporti e nell’industria, mentre carbone e gas naturale sono le principali fonti energetiche per la produzione di energia elettrica e riscaldamento. Le reti dell’energia elettrica e del gas, poi, sono pianificate e gestite in modo indipendente e anche le norme di mercato sono in gran parte specifiche per settore. «Questo modello a compartimenti stagni non è adatto alla realizzazione di un’economia climaticamente neutra – sostiene la Commissione –: è poco efficiente dal punto di vista tecnico ed economico e causa perdite considerevoli sotto forma di calore di scarto e bassa efficienza energetica».

La strategia per l’idrogeno

Una delle soluzioni proposte consiste in una strategia per la diffusione dell’idrogeno , che può essere usato come materia prima, combustibile, vettore o accumulatore di energia e ha svariate applicazioni nei settori dell’industria, dei trasporti, dell’energia e dell’edilizia. Inoltre, quando viene utilizzato l’idrogeno non emette CO2 e non causa quasi nessun inquinamento atmosferico, rappresentando un’alternativa per decarbonizzare i processi industriali e i comparti economici nei quali la riduzione delle emissioni di carbonio è urgente ma difficile. La priorità della strategia è sviluppare l’idrogeno rinnovabile, prodotto usando principalmente energia eolica e solare, ma nel breve e nel medio periodo servono altre forme di idrogeno a basse emissioni di carbonio per ridurre rapidamente le emissioni e sostenere la creazione di un mercato redditizio. Per realizzare questa transizione graduale la Commissione prevede alcune fasi: tra il 2020 e il 2024 l’installazione di almeno 6 gigawatt di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile nell’Ue e la produzione fino a un milione di tonnellate di idrogeno rinnovabile; tra il 2025 e il 2030 almeno 40 gigawatt di elettrolizzatori per l’idrogeno rinnovabile e la produzione fino a dieci milioni di tonnellate di idrogeno rinnovabile; tra il 2030 e il 2050 le tecnologie basate sull’idrogeno rinnovabile dovrebbero trovare applicazione su larga scala in tutti i settori difficili da decarbonizzare.

A supporto della strategia la Commissione ha varato l’alleanza europea per l’idrogeno pulito, che creerà un portafoglio di investimenti finalizzati a incrementare la produzione e sosterrà la domanda di idrogeno pulito nell’Ue. Saranno inoltre introdotte norme tecniche, una terminologia e un sistema di certificazione comuni basati sulle emissioni di carbonio, misure politiche e di regolamentazione «volte a fornire certezze agli investitori, agevolare la diffusione dell’idrogeno, promuovere le infrastrutture e le reti logistiche necessarie, adeguare gli strumenti di pianificazione infrastrutturale e favorire gli investimenti».

L’integrazione del sistema energetico

La transizione verso l’idrogeno dovrà avvenire all’interno di una più complessiva strategia dell’Ue per l’integrazione del sistema energetico, che fornirà il quadro di riferimento per la transizione all’energia verde. Non si può infatti mirare alla neutralità climatica con l’attuale sistema, in cui ogni settore (trasporti, industria, gas, edilizia) costituisce un compartimento di consumo energetico con catene del valore, norme, infrastrutture, pianificazione e operazioni proprie, sostiene la Commissione proponendo invece nuovi collegamenti intersettoriali. «Integrare il sistema energetico vuol dire pianificarlo e gestirlo nel suo insieme, collegando diversi vettori energetici, infrastrutture e settori di consumo. Un sistema del genere, interconnesso e flessibile, risulterà più efficiente e ridurrà i costi per la società» si legge nella strategia, che immagina un sistema in cui, ad esempio, l’energia elettrica per le auto potrebbe arrivare da pannelli solari, mentre le case potrebbero essere riscaldate dal calore generato da fabbriche nelle vicinanze, le quali si servirebbero dell’idrogeno prodotto con l’energia eolica.

La strategia si basa su tre assi portanti. Un sistema energetico più circolare, imperniato sull’efficienza. Saranno individuate azioni concrete per l’efficienza energetica e l’uso più efficace di fonti di energia locali negli edifici e nelle comunità, riutilizzando calore di scarto di siti industriali, energia prodotta da rifiuti organici o negli impianti di trattamento delle acque reflue. In secondo luogo, una maggiore elettrificazione diretta dei settori d’uso finale, essendo l’energia elettrica ampiamente producibile con fonti rinnovabili: pompe di calore negli edifici, veicoli elettrici nei trasporti o forni elettrici in determinate industrie. Infine, nei settori difficili da elettrificare la strategia promuove i combustibili puliti, compresi l’idrogeno rinnovabile, i biocarburanti e i biogas sostenibili: sarà proposta una nuova classificazione e un sistema di certificazione per i combustibili rinnovabili e a basse emissioni di carbonio.

Per realizzare un sistema energetico più integrato la strategia elenca 38 azioni, tra le quali la revisione della normativa, il sostegno finanziario, la ricerca e l’introduzione di nuove tecnologie e strumenti digitali, orientamenti per guidare gli Stati membri verso misure fiscali e nella graduale eliminazione dei sussidi ai combustibili fossili, la riforma della governance del mercato, la pianificazione infrastrutturale e una migliore informazione rivolta ai consumatori.

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