Quasi 80 milioni di persone in fuga nel mondo

Giugno 2020

 Il numero più alto mai registrato dall’Unhcr, circa raddoppiato in dieci anni

Almeno 100 milioni di persone in tutto il mondo sono state costrette a fuggire dalle loro case negli ultimi 10 anni, alla ricerca di rifugio all’interno o all’esterno dei loro Paesi d’origine. Alla fine del 2019, il numero di sfollati forzati a causa di guerre, conflitti, persecuzioni, violazioni dei diritti umani e gravi eventi di ordine pubblico ha raggiunto i 79,5 milioni, cioè il più alto numero mai registrato, quasi doppio rispetto ai 41 milioni del 2010. Oggi gli esodi forzati riguardano più dell’1% della popolazione mondiale, cioè una persona su 97, e per i rifugiati è divenuto sempre più difficoltoso porre fine in tempi rapidi alla propria condizione. Mentre infatti negli anni Novanta riusciva a fare ritorno a casa ogni anno una media di 1,5 milioni di rifugiati, negli ultimi dieci anni la media è crollata a circa 385.000.È quanto emerge dal Rapporto annuale Global Trends, pubblicato in occasione della Giornata mondiale del rifugiato del 20 giugno dall’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati (Acnur-Unhcr), che ha rivolto un appello ai Paesi di tutto il mondo affinché si impegnino ulteriormente per dare protezione a milioni di rifugiati e altre persone in fuga. «Non ci si può aspettare che le persone vivano per anni una condizione precaria, senza avere né la possibilità di tornare a casa né la speranza di poter cominciare una nuova vita nel luogo in cui si trovano» ha dichiarato l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, Filippo Grandi, secondo il quale «è necessario adottare sia un atteggiamento profondamente nuovo e aperto nei confronti di tutti coloro che fuggono, sia un impulso molto più determinato volto a risolvere conflitti che proseguono per anni e che sono alla radice di immense sofferenze».

Alcuni dati del Global Trends

Il Global Trends mostra che dei 79,5 milioni di persone in fuga alla fine dello scorso anno, 45,7 milioni erano sfollati all’interno dei propri Paesi, 4,2 milioni in attesa dell’esito della domanda di asilo e 29,6 milioni tra rifugiati (26 milioni) e altre persone costrette alla fuga fuori dai propri Paesi. Secondo l’Unhcr l’incremento annuale, rispetto ai 70,8 milioni di persone in fuga del 2018, è il risultato di due fattori. Il primo riguarda le nuove crisi del 2019, in particolare nella Repubblica Democratica del Congo, nella regione del Sahel, in Yemen e in Siria, quest’ultima al decimo anno di conflitto e responsabile dell’esodo di 13,2 milioni di rifugiati, richiedenti asilo e sfollati interni, più di un sesto del totale mondiale. Il secondo riguarda una migliore mappatura della situazione dei venezuelani fuori dal proprio Paese, molti non registrati come rifugiati o richiedenti asilo ma che necessitano protezione.Così, secondo i dati del Global Trends, alla fine del 2019 i siriani hanno continuato a essere di gran lunga la più grande popolazione sfollata in tutto il mondo: 13,2 milioni, di cui 6,6 milioni rifugiati e oltre 6 milioni sfollati all’interno del Paese. Considerando invece solo le situazioni di sfollamento internazionale, sono sempre i cittadini siriani in cima alla lista con 6,7 milioni di persone, seguiti dai venezuelani con 4,5 milioni, afghani con 3 milioni e sudanesi con 2,2 milioni. La Turchia è il Paese che nel 2019 ha ospitato il maggior numero di sfollati oltre confine: 3,9 milioni, la quasi totalità (92%) siriani. Segue la Colombia, che ha ospitato circa 1,8 milioni di sfollati venezuelani. Al terzo posto la Germania, Paese che ha accolto quasi 1,5 milioni di persone, con rifugiati e richiedenti asilo siriani che costituiscono il principale gruppo nazionale (42%). Pakistan e Uganda si trovano rispettivamente al 4° e 5° posto per numero di sfollati accolti, con circa 1,4 milioni di persone ciascuno.

Tra gli altri dati riportati dal Global Trends alcuni colpiscono particolarmente. Ad esempio, il fatto che l’80% delle persone in fuga nel mondo è ospitato in Paesi o territori afflitti da insicurezza alimentare e malnutrizione grave, molti dei quali soggetti al rischio di cambiamenti climatici e catastrofi naturali. Oltre i tre quarti dei rifugiati di tutto il mondo (77%), poi, provengono da scenari di crisi a lungo termine, come l’Afghanistan ormai entrato nel quinto decennio. Più di 8 rifugiati su 10 (85%) vivono in Paesi in via di sviluppo, generalmente Paesi confinanti con quello da cui sono fuggiti. Due terzi delle persone in fuga all’estero provengono da soli 5 Paesi: Siria, Venezuela, Afghanistan, Sud Sudan e Myanmar.

Domande d’asilo nell’Ue nel 2019

«L’Unione europea è fondata su valori democratici e rispetto dei diritti umani. A tal fine, continueremo a svolgere un ruolo guida nel garantire la protezione dei rifugiati» hanno dichiarato la Commissione europea e l’Alto rappresentante per gli Affari esteri in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, confermando l’«incrollabile solidarietà con i milioni di persone che devono fuggire dal loro Paese».Nel 2019, osserva Eurostat, sono state 612.700 le persone richiedenti asilo negli Stati membri dell’Ue, con Germania (142.500), Francia (119.900) e Spagna (115.200) ai primi posti per numero di richieste e Cipro (1,4%), Malta (0,8%) e Grecia (0,7%) per incidenza di richieste sul numero di abitanti, tasso che considerando l’intera Unione europea è mediamente dello 0,1%. I richiedenti asilo nell’Ue nel corso del 2019 provenivano da 152 Paesi, ma in quasi un terzo dei casi si è trattato di cittadini di soli 3 Paesi: Siria (74.400, numero equivalente al 12% dei richiedenti asilo nell’Ue), Afghanistan (52.500, cioè il 9%) e Venezuela (44.800, cioè il 7%). Si è trattato in prevalenza di maschi (62%), con una percentuale molto elevata di minori: nella popolazione totale di richiedenti asilo nell’Ue, circa un quarto aveva meno di 14 anni e quasi un terzo meno di di 17 anni; il 7% dei minori richiedenti asilo era non accompagnato.

Nel 2019 sono state accolte 297.100 domande d’asilo nell’Ue, anche presentate prima di quell’anno, soprattutto di cittadini siriani (26%), afghani (14%) e venezuelani (13%), mentre alla fine dell’anno si contavano ancora 842.500 domande pendenti. Sono stati invece 21.200 i rifugiati reinsediati in altri Paesi dell’Ue nel 2019 su richiesta dell’Unhcr, al fine di garantire loro la necessaria protezione internazionale. Per il 2020 gli Stati membri dell’Ue si sono impegnati a reinsediare quasi 30.000 rifugiati, numero che rappresenta il 40% degli impegni di reinsediamento in tutto il mondo.

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