Un piano pluriennale per il futuro dell’Ue

Maggio 2020

La proposta della Commissione per una ripresa «sostenibile, inclusiva ed equa»

«L’Europa ha dovuto affrontare una sfida per la salute pubblica diventata rapidamente la crisi economica più grande della sua storia. E già vediamo il segno indelebile che il virus lascerà sulle nostre relazioni, sulla nostra politica e geopolitica. Tuttavia, nelle avversità spesso arrivano opportunità. Ora è il momento per la nostra Unione europea di rimettersi in piedi e andare avanti insieme, riparare i danni della crisi e preparare un futuro migliore per la prossima generazione».

Inizia così la comunicazione con cui la Commissione europea ha proposto un piano ad ampio raggio per una ripresa «sostenibile, uniforme, inclusiva ed equa per tutti gli Stati membri». La Commissione propone di varare un nuovo strumento finanziario, denominato Next Generation EU, incorporato in un bilancio dell’Ue a lungo termine rinnovato. Al fine di tutelare la vita umana e i mezzi di sostentamento, riparare il mercato unico e costruire una ripresa duratura e prospera, devono essere liberate tutte le potenzialità del bilancio dell’Ue, sostiene l’esecutivo europeo. Così, con i 750 miliardi di euro previsti per il Next Generation EU e il potenziamento mirato del bilancio a lungo termine dell’Ue per il periodo 2021-2027, la forza economico-finanziaria complessiva che l’Ue dedicherà alla ripresa dovrebbe raggiungere i 1.850 miliardi di euro. Il condizionale è d’obbligo, perché il nuovo progetto finanziario e di bilancio dell’Ue dovrà passare attraverso un accordo politico in sede di Consiglio europeo, dove i contrasti tra gli Stati membri sui metodi di finanziamento e sulla ripartizione dei fondi sono evidenti, ed essere poi approvato dal Parlamento europeo. «La nostra determinazione dev’essere all’altezza delle sfide che abbiamo di fronte. Next Generation EU ci permette di dare una risposta ambiziosa» ha dichiarato la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen. La Commissione ha così invitato il Consiglio europeo e i colegislatori a esaminare rapidamente le proposte per trovare presto un accordo, dal momento che una decisione anticipata consentirà la disponibilità immediata dei fondi per affrontare le urgenze. Se Commissione, Consiglio e Parlamento si accorderanno entro l’estate sul futuro bilancio a lungo termine e sul relativo quadro di programmi, il nuovo bilancio potrebbe essere operativo e guidare la ripresa dell’Europa dal 1° gennaio 2021.

Nessuno deve essere lasciato indietro

«Mentre il virus è lo stesso in tutti gli Stati membri, l’impatto e il potenziale per il recupero sembra molto diverso» nota la Commissione, sottolineando che nonostante ogni Paese dell’Ue abbia sostenuto i propri lavoratori e aziende il più possibile, non tutti possono farlo nella stessa misura. «Questo crea il rischio di una ripresa squilibrata, un campo di gioco disuguale e un aumento delle disparità», da cui deriva la necessità di una risposta europea rappresentata appunto dal piano di ripresa straordinario della Commissione, che «non solo aiuterà a rilanciare le economie e sosterrà i lavoratori, le aziende e le regioni oggi, ma investirà nel futuro e ci renderà più resistenti di prima». La ripresa però, sottolinea la Commissione, sarà possibile solo con uno sforzo di squadra da parte di tutti: individui, parti sociali, società civile, imprese, regioni, Paesi e istituzioni. «Un euro investito in un Paese è investito per tutti – spiega l’esecutivo dell’Ue nella sua comunicazione –. Un recupero collettivo e coeso non farà altro che rafforzare la competitività, la resilienza e la posizione a livello globale. Ecco perché devono essere solidarietà, coesione e convergenza a guidare la ripresa dell’Europa. Nessuna persona, nessuna regione, nessuno Stato membro dovrebbe essere lasciato indietro».

Come dovrebbe funzionare Next Generation EU

Secondo la Commissione, Next Generation EU reperirà risorse finanziarie grazie all’innalzamento temporaneo del massimale delle risorse proprie al 2% del reddito nazionale lordo dell’Ue, il che consentirà alla Commissione di contrarre sui mercati finanziari prestiti per 750 miliardi di euro. Questi finanziamenti supplementari saranno convogliati verso i programmi europei; il loro rimborso sarà spalmato nei futuri bilanci dell’Ue sull’arco di un lungo periodo, con inizio non prima del 2028 e completamento non oltre il 2058. Si tratta di una novità storica, perché finora la Commissione aveva emesso debiti solo per obiettivi specifici e quantità limitate, mentre con questa proposta acquisisce notevoli poteri di finanziamento. Per mettere a disposizione i fondi il prima possibile, poi, la Commissione propone una modifica dell’attuale quadro finanziario pluriennale 2014-2020 al fine di provvedere già nel 2020 risorse per ulteriori 11,5 miliardi di euro.I fondi reperiti da Next Generation EU saranno incanalati in tre pilastri. Il primo riguarda il sostegno agli Stati membri per investimenti e riforme, con un nuovo dispositivo per la ripresa e la resilienza da 560 miliardi di euro che offrirà sostegno anche nell’ottica della transizione verde e digitale e per la resilienza delle economie nazionali. Il dispositivo avrà una capacità di sovvenzionamento fino a 310 miliardi di euro e sarà in grado di mettere a disposizione prestiti fino a 250 miliardi di euro. «Tutti gli Stati membri avranno accesso al sostegno, che tuttavia si concentrerà verso quelli che sono stati colpiti più duramente e in cui più acuto è il bisogno di aumentare la resilienza» precisa la Commissione (all’Italia dovrebbero andare circa 82 miliardi in sovvenzioni e 91 miliardi in prestiti). Il secondo pilastro intende incentivare l’investimento privato, con un nuovo strumento che avrà in dotazione 31 miliardi di euro e mirerà a reperire sostegno alla solvibilità per 300 miliardi a favore delle imprese e di un’economia più pulita, digitale e resiliente. Un nuovo dispositivo incorporato in InvestEU, programma faro d’investimento europeo, con 15 miliardi di euro di Next Generation EU genererà investimenti fino a 150 miliardi di euro in settori collegati alla transizione verde e digitale, e nelle catene fondamentali del valore nel mercato interno.

Il terzo pilastro consisterà nel trarre insegnamento dalla crisi, per prepararsi a crisi sanitarie future e finanziare attività di ricerca su salute, resilienza e transizione verde e digitale.

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