Per la ripresa europea servono 2000 miliardi

Maggio 2020

Lo sostiene l’Europarlamento chiedendo un Fondo specifico nel bilancio dell’Ue.

Per ricostruire l’economia europea dopo la crisi causata dal Covid-19 e superare la profonda recessione in corso servono 2000 miliardi di euro : è quanto sostiene il Parlamento europeo, che ha chiesto alla Commissione europea di presentare un piano di ripresa economica per un futuro sostenibile. Il nuovo “Fondo di ripresa e trasformazione”, così è stato definito dall’Europarlamento,  dovrà essere finanziato con «l’emissione di obbligazioni a lungo termine» ed erogato «attraverso prestiti e, soprattutto, attraverso sovvenzioni, pagamenti diretti per investimenti e capitale proprio». La Commissione, sostiene il Parlamento, non dovrebbe quindi ricorrere a «sortilegi finanziari» utilizzando «dubbi moltiplicatori per pubblicizzare cifre ambiziose», poiché è in gioco la stessa credibilità dell’Ue.

Nella risoluzione, adottata il 15 maggio scorso, gli eurodeputati hanno esortato l’Ue ad agire in modo coraggioso e decisivo per far fronte alla gravità delle conseguenze economiche della crisi. Siccome l’Ue sta elaborando il prossimo bilancio a lungo termine, anche le misure per la ripresa dovrebbero farne parte «perché la risposta alla crisi attuale definirà gli sviluppi dei prossimi anni».

Cittadini al centro della strategia di ripresa

La crisi derivante dalla pandemia da Covid-19, osservano i deputati europei, sta colpendo in modo particolare i gruppi vulnerabili, aumentando le disuguaglianze, la povertà, la disoccupazione e le disparità sociali, «pregiudicando le norme sociali e occupazionali in Europa». Le risposte economiche «asimmetriche» degli Stati membri rischiano di compromettere la necessaria convergenza nell’Ue provocando distorsioni nel mercato unico, considerando che molte imprese sono già state costrette a chiudere o rischiano di doverlo fare e che ampi settori dell’economia europea sono fermi. Si tratta di perturbazioni che interessano nel suo insieme l’economia dell’Ue, il cui Pil secondo le previsioni subirà nell’anno in corso una contrazione record del 7,5%. Per far fronte alla crisi è quindi necessario garantire a tutti la stessa capacità di emissione di debito e lo stesso accesso ai finanziamenti, osserva l’Europarlamento, ritenendo compatibile il piano di ripresa con il piano di emergenza del Quadro finanziario pluriennale (Qfp) che la Commissione è incaricata ad elaborare in tempo utile per la sua entrata in vigore il 1° gennaio 2021, previa approvazione del Parlamento.

I deputati europei hanno ricordato che il Qfp è lo strumento di bilancio attraverso cui l’Ue «realizza le proprie ambizioni», quindi in esso va compresa qualsiasi strategia di ripresa europea, e che sia Qfp rivisto sia la strategia di ripresa devono essere «basati sui principi della coesione economica e territoriale, del dialogo sociale e della trasformazione verso un’economia resiliente, sostenibile, socialmente giusta e competitiva». Inoltre, il Parlamento europeo ha sottolineato che i cittadini europei vanno posti al centro della strategia di ripresa, per questo ha messo in guarda la Commissione da qualsiasi tentativo di elaborare una strategia al di fuori del metodo comunitario ricorrendo a mezzi intergovernativi, dal presentare un Qfp rivisto in cui il piano di ripresa sia finanziato a scapito di programmi esistenti e futuri, e dal tentativo di creare strumenti di bilancio senza la partecipazione del Parlamento stesso, eludendo in tal modo il controllo democratico.

Un Fondo europeo di ripresa e trasformazione

La Commissione è dunque invitata dall’Europarlamento a presentare «un massiccio pacchetto di misure», con un Fondo di ripresa e trasformazione che deve essere finanziato mediante l’emissione di obbligazioni a lungo termine garantite dal bilancio dell’Ue. Secondo il Parlamento europeo, tale Fondo sarà «una componente principale di un pacchetto globale che fornirà un impulso agli investimenti, anche attraendo investimenti privati, per un importo di 2000 miliardi di euro e una durata commisurata al previsto impatto profondo e duraturo dell’attuale crisi».Il Fondo, che dovrà essere operativo nel corso dell’anno, non dovrebbe però gravare ulteriormente sulle tesorerie nazionali e dovrebbe essere guidato dai «principi di sana gestione finanziaria» osservano gli europdeputati, ricordando che le entrate e le spese del bilancio dell’Ue devono essere in pareggio e le istituzioni devono assicurare che siano messi a disposizione mezzi finanziari per consentire all’Ue di adempiere ai suoi obblighi giuridici. Chiedono così un trattamento di bilancio delle obbligazioni per il sostegno alla ripresa che sia economicamente sano e in linea con i normali processi contabili di ogni autorità pubblica, anche degli Stati membri.

Questo massiccio pacchetto di ripresa deve «trasformare le economie europee e rafforzarne la resilienza» attraverso la messa in comune di investimenti strategici a sostegno delle piccole e medie imprese, sostiene l’Europarlamento, e aumentare le opportunità di lavoro e le competenze per «mitigare l’impatto della crisi sui lavoratori, sui consumatori e sulle famiglie». Gli sforzi messi in atto dall’Ue per la ripresa dovranno infatti avere una «forte dimensione sociale» ed essere allineati agli obiettivi del pilastro europeo dei diritti sociali, agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e all’obiettivo dell’uguaglianza di genere, sostiene il Parlamento europeo, «in modo da garantire che la ripresa rafforzi la coesione territoriale e la competitività, affronti le disuguaglianze sociali ed economiche e risponda alle esigenze di quanti sono stati maggiormente colpiti dalla crisi, come le donne, le minoranze e coloro che si trovano sulla soglia di povertà o al di sotto di essa».Infine, ricordando l’importanza della solidarietà internazionale, l’Europarlamento ha invitato la Commissione e gli Stati membri a «guidare a livello internazionale gli sforzi di ripresa e trasformazione» a seguito della pandemia, sostenendo i valori di solidarietà, la protezione dei diritti umani, i principi democratici, lo Stato di diritto e il multilateralismo.

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