Prendersi cura di tutti

Aprile 2020

Appello alla solidarietà da parte della Piattaforma sociale europea delle Ong

«La solidarietà deve essere il fondamento della risposta dell’Europa a questa crisi: combattere la pandemia e proteggere tutte le persone, gestire le conseguenze sociali ed economiche e difendere la democrazia. La pandemia di Covid-19 sta dimostrando fin troppo bene che le società disuguali vanno di pari passo con la sofferenza umana, le economie fragili e le democrazie delicate». Inizia così una lettera aperta intitolata “Per un’Europa che si prende cura di tutti – durante la pandemia Covid-19 e oltre”, divulgata il 22 aprile scorso dalla Social Platform, la più grande rete di organizzazioni europee della società civile che operano nel settore sociale, costituita da 47 membri in rappresentanza di oltre 2.800 organizzazioni nazionali, associazioni e gruppi di volontariato a livello locale, regionale e nazionale in ogni Stato membro dell’Ue. La lettera è stata sottoscritta anche da altre grandi organizzazioni internazionali, quali ad esempio Amnesty International, Greenpeace, il Wwf e la Confederazione europea dei sindacati (Ces).«Questa è più di una crisi di salute pubblica, è una crisi di sistemi. Come la crisi climatica e le molte altre crisi che affrontiamo, colpisce tutti ma colpisce alcuni più duramente di altri. La pandemia Covid-19 amplifica le disuguaglianze nelle nostre società» sostengono le Ong sociali europee, sottolineando che oltre ai milioni di lavoratori che hanno perso il lavoro e il reddito, tra i più colpiti vi sono migranti alle frontiere, precari, persone prive di documenti, famiglie a basso reddito, senzatetto, anziani, donne e persone con disabilità o malattie croniche, tra cui molte minoranze razziali ed etniche.

«Stiamo assistendo al valore sociale ed economico fondamentale del lavoro di cura e dei servizi di base, lavoro che viene svolto in modo schiacciante dalle donne e troppo spesso ignorato, sottovalutato e sempre sottopagato» osservano gli esponenti della società civile europea, condividendo un impegno comune: «Ci impegniamo a lavorare insieme per una visione condivisa del futuro dell’Europa, basata su una società socialmente giusta, femminista, sostenibile, democratica e inclusiva. In questo momento di crisi, siamo pronti e solidali ad agire insieme».

Cambiamenti necessari per un futuro sostenibile e solidale

Riconoscendo all’Ue di aver tentato di rispondere all’emergenza, ma al contempo chiedendole di «andare oltre», la Social Platform ritiene che le istituzioni europee e i governi degli Stati membri dovrebbero cogliere questo momento per lavorare verso un cambiamento fondamentale dei sistemi sociali, economici e politici: «Siamo pronti a sostenere la transizione dall’attuale modello sociale ed economico, che guida la disuguaglianza e la distruzione ambientale e ci lascia impreparati quando le crisi colpiscono». Tale transizione deve avere il coraggio di porre l’Europa sulla strada di un futuro sostenibile, sostengono le Ong europee, «un futuro di democrazie resilienti basate sulla dignità umana, la libertà, la democrazia, l’uguaglianza, i diritti umani e lo stato di diritto».

A questo scopo, i membri della Piattaforma sociale europea chiedono ai responsabili dell’Ue di agire per alcuni obiettivi prioritari:

– Costruire una strategia globale guidata dalla solidarietà per prevenire le infezioni, salvare vite umane e ridurre al minimo l’impatto della pandemia. Qualsiasi vaccino o trattamento sviluppato per Covid-19 sia accessibile a tutti e vengano revisionate le regole sui brevetti che mettono i profitti dell’industria farmaceutica prima della salute pubblica.

– Sensibilizzare e aiutare a contrastare tutte le forme di disinformazione, in particolare le risposte razziste e sessiste alla pandemia.

– Garantire che le misure restrittive di emergenza abbiano lo scopo di combattere solo la pandemia, siano limitate nel tempo e compatibili con lo stato di diritto e i valori fondamentali dell’Ue. Allo stesso tempo, mantenere il dialogo e il sostegno alla società civile organizzata.

– Garantire che qualsiasi uso delle tecnologie digitali, comprese le app e l’intelligenza artificiale, per monitorare la diffusione del virus e il comportamento degli esseri umani sia legale, etico e temporaneo. Le società private non devono poter accedere a questi dati a fini commerciali.

– Porre fine all’era dell’austerità in Europa, lavorare invece verso un quadro macroeconomico che privilegi la lotta alla disuguaglianza e investa nel benessere umano e nella conservazione e protezione dell’ambiente naturale.

– Rafforzare i diritti dei lavoratori, salvaguardare l’occupazione, sostenere il reddito delle persone e introdurre misure per proteggere coloro che sono esclusi dal mercato del lavoro. Le misure dovrebbero affrontare la situazione in Europa e nei Paesi partner dell’Ue e dovrebbero in particolare considerare gli operatori sanitari, i caregiver e coloro che svolgono un lavoro precario, donne in stragrande maggioranza.

– Supportare i sistemi sanitari e le persone nel Sud del mondo e garantire che i servizi di base, in particolare l’assistenza sanitaria e l’accesso all’acqua, siano forniti a tutti indipendentemente dallo stato, dalla razza, dalla nazionalità, dalla lingua o da altri fattori.

– Far avanzare rapidamente la transizione verso un futuro giusto e sostenibile, aumentando l’ambizione del Green Deal europeo. Ciò richiede soluzioni e investimenti nella “giusta transizione”, compresi edifici e trasporti pubblici di qualità a basso consumo energetico, modelli di produzione a basso consumo di risorse e un sistema alimentare robusto e sostenibile.

– Sviluppare un sistema di governance più resiliente, strutturato e permanente a livello di Ue-27 per la gestione delle crisi sanitarie, che tragga insegnamenti dall’attuale crisi Covid-19.

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