Iniziative dell’Ue contro la pandemia

Previste scorte sanitarie, più coordinamento e flessibilità economico-finanziaria

«L’epidemia di Coronavirus rappresenta una sfida senza precedenti in tutta l’Unione europea e sta sconvolgendo le nostre vite, società ed economia. La priorità è salvaguardare il benessere dei cittadini. Stiamo utilizzando tutti gli strumenti a nostra disposizione per coordinare la risposta a Covid-19, compreso il sostegno alle aziende europee e ai lavoratori per limitare la disoccupazione e la perdita di reddito». Così si è espresso il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, al termine del Consiglio Occupazione e Politica sociale svolto in videoconferenza mentre la pandemia ha raggiunto ormai tutti i Paesi europei. Con la Corona Response Investment Initiative l’Ue direziona 37 miliardi di euro a sistemi sanitari, piccole e medie imprese, lavoratori e parti vulnerabili delle economie europee, soprattutto utilizzando il Fondo sociale europeo, che può cofinanziare inoltre il reclutamento di ulteriori operatori sanitari e di attrezzature mediche.

«Incoraggiamo gli Stati membri a lavorare a stretto contatto con le parti sociali, che saranno alleati chiave nel trattare l’impatto socio-economico del virus» hanno sottolineato i responsabili della Commissione, annunciando l’intenzione di creare un sistema europeo antidisoccupazione, per contribuire a sostenere le politiche nazionali che mirano a preservare posti di lavoro e competenze, ad esempio attraverso programmi di lavoro a breve termine e/o facilitando la transizione dei disoccupati da un lavoro all’altro.

Tra i partner sociali è intervenuto il segretario generale della Ces, Luca Visentini, accogliendo l’impegno della Commissione a proteggere i lavoratori dalla disoccupazione e dalla perdita di reddito, ma osservando che il sostegno finanziario deve raggiungere tutti i lavoratori, compresi gli autonomi e quelli con lavori precari. «I piani della Commissione di allentare le sue norme fiscali e sugli aiuti di Stato sono essenziali per sostenere i servizi pubblici e le aziende colpite dalla crisi» ha aggiunto il segretario generale della Ces,  sottolineando che i fondi dell’Ue investiti nella protezione dei lavoratori e delle aziende dai peggiori effetti della crisi dovrebbero essere aggiuntivi alla spesa degli Stati membri.

Un quadro temporaneo per sostenere l’economia europea

Intanto, come già avvenne nel 2008 in risposta alla crisi finanziaria globale, la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo per consentire agli Stati membri di utilizzare la piena flessibilità prevista dalle norme sugli aiuti di Stato al fine di sostenere l’economia nel contesto dell’epidemia. Insieme alle altre misure di sostegno che possono essere utilizzate dagli Stati membri ai sensi delle norme vigenti sugli aiuti di Stato, il quadro temporaneo consente ai Paesi dell’Ue di garantire che sia disponibile liquidità sufficiente per le imprese di ogni tipo e di preservare la continuità dell’attività economica durante e dopo l’emergenza.

Le norme consentono agli Stati membri di intraprendere azioni rapide ed efficaci a sostegno dei cittadini e delle imprese, in particolare le Pmi, anche misure che esulano dal campo di applicazione del controllo sugli aiuti di Stato. Sono previsti cinque tipi di aiuti: 1) Sovvenzioni dirette, agevolazioni fiscali selettive e pagamenti anticipati: gli Stati membri potranno concedere fino a 800.000 euro a una società per far fronte alle urgenti esigenze di liquidità. 2) Garanzie statali per i prestiti assunti da società bancarie: gli Stati membri forniranno garanzie affinché le banche continuino a fornire prestiti ai clienti che ne hanno bisogno. 3) Prestiti pubblici sovvenzionati a imprese, con tassi di interesse favorevoli. 4) Misure di salvaguardia per le banche che convogliano gli aiuti di Stato all’economia reale: tali aiuti sono considerati diretti ai clienti delle banche, non alle banche stesse. 5) Assicurazione del credito all’esportazione a breve termine.

Date le dimensioni limitate del bilancio dell’Ue, la principale risposta arriverà dai bilanci degli Stati membri. In vigore fino alla fine del 2020, il quadro temporaneo completa le possibilità già disponibili per mitigare l’impatto socioeconomico dell’epidemia Covid-19, come quelle secondo cui gli Stati membri possono apportare modifiche a favore delle imprese, rinviando le tasse o sovvenzionando il lavoro a breve termine, oppure concedendo un risarcimento alle società per i danni subiti a causa dell’epidemia, utile per supportare settori particolarmente colpiti come trasporti, turismo, ospitalità e vendita al dettaglio.

Prima scorta europea di attrezzature mediche

La Commissione europea ha anche deciso, per la prima volta, di costituire una scorta strategica di attrezzature mediche per aiutare i Paesi dell’Ue nel contesto della pandemia. La scorta, denominata rescEU, consisterà in: attrezzature mediche destinate alla terapia intensiva, ad esempio ventilatori; dispositivi di protezione individuale, ad esempio mascherine riutilizzabili; vaccini e sostanze terapeutiche; forniture per laboratori.

La scorta sarà ospitata in uno o più Stati membri e lo Stato ospitante sarà responsabile dell’acquisizione delle attrezzature. La Commissione finanzierà la scorta al 90%, mentre il Centro di coordinamento della risposta alle emergenze gestirà la distribuzione delle attrezzature per garantire che siano inviate dove sono più necessarie. Nel quadro dell’accordo di aggiudicazione congiunta, gli Stati membri stanno inoltre acquistando dispositivi di protezione individuale, ventilatori polmonari e kit per la diagnosi del coronavirus. Questo approccio coordinato mette gli Stati membri in una posizione di forza in sede di negoziato con le imprese sulla disponibilità e il prezzo dei dispositivi medici.

RescEU fa parte del meccanismo di protezione civile dell’Ue, che può già contare su aerei ed elicotteri per la lotta agli incendi boschivi, rafforzando la cooperazione tra gli Stati partecipanti al fine di migliorare la prevenzione, la preparazione e la risposta alle catastrofi. Quando l’entità di un’emergenza supera le capacità di risposta di un Paese, questo può chiedere assistenza tramite il meccanismo.