Contro la povertà migliorare l’accesso ai servizi

Lo chiede Caritas Europa denunciando le difficoltà per i gruppi più vulnerabili

L’accesso universale a servizi di qualità è fondamentale nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale in Europa, ma la realtà mostra una situazione generalmente problematica di accesso soprattutto per alcuni gruppi specifici di popolazione. È quanto emerge da un recente Rapporto sulla povertà e le disuguaglianze curato da Caritas Europa e intitolato appunto Promuovere l’accesso ai servizi per aiutare le persone a uscire dalla povertà, presentato in occasione della Giornata mondiale della giustizia sociale del 20 febbraio. Ostacoli burocratici e altre difficoltà sono frequentemente incontrate dalle persone più vulnerabili quando provano ad accedere ai servizi per l’alloggio, l’istruzione e la cura della prima infanzia, l’occupazione e altri servizi di base. Le persone che si rivolgono alla rete di Caritas Europa, costituita da 49 organizzazioni in 46 Paesi europei che forniscono servizi a milioni di persone in difficoltà, identificano nella mancanza di informazioni comprensibili, nella burocrazia, nelle regole rigorose e nei requisiti formali di applicazione le principali barriere che ostacolano l’accesso ai servizi. In generale, segnalano, manca un approccio personalizzato, cosa che si traduce in servizi che non rispondono alle esigenze dei beneficiari. Inoltre, se ciò rappresenta un problema per tutta la popolazione diventa una sfida maggiore per le persone più vulnerabili e indigenti, le quali è più probabile non siano a conoscenza di un servizio e abbiano maggiori difficoltà d’accesso sia fisico che digitale.

Per questo, ha dichiarato la segretaria generale di Caritas Europa, Maria Nyman, «serve un’azione coordinata e coerente da parte dell’Ue per migliorare l’accesso ai servizi delle persone indigenti. È fondamentale che le persone siano pienamente consapevoli e informate sui loro diritti sociali e su come accedervi». «Un’Europa sociale forte è una priorità per la Commissione europea» ha ricordato il commissario europeo per l’Occupazione e i diritti sociali, Nicolas Schmit, osservando che il nuovo Rapporto di Caritas Europa «rappresenta un eccellente esempio di come le organizzazioni della società civile possono contribuire con successo a definire politiche che riducono le disuguaglianze e combattono la povertà».

Accesso ai servizi limitato per i più vulnerabili

Nonostante le condizioni del mercato del lavoro stiano migliorando nella maggior parte dei Paesi europei, nota il Rapporto, le persone inattive, scarsamente qualificate, disoccupate di lunga durata, con disabilità, di etnia rom e con un background migratorio rimangono gruppi vulnerabili. Inoltre, in alcuni Paesi la disparità di reddito rimane elevata e la quota di popolazione in povertà non diminuisce in modo significativo: negli ultimi dieci anni si è registrato un calo di circa 4 milioni del numero di persone a rischio di povertà ed esclusione sociale nell’Ue, molto lontano dai 20 milioni previsti dalla strategia Europa 2020. In un simile contesto sarebbe necessario un accesso universale a servizi di qualità, che rappresentano un «elemento essenziale per raggiungere una crescita inclusiva» secondo l’Ue. Così, alloggio, assistenza all’infanzia, servizi per l’impiego, assistenza sanitaria, servizi di assistenza domiciliare per anziani e disabili e servizi per migranti e richiedenti asilo sono tutti servizi considerati “chiave” nell’interesse generale. Tuttavia, mentre gli Stati membri dell’Ue dispongono generalmente di sistemi sanitari universali, altri servizi sociali spesso non lo sono o sono di difficile accesso. Le organizzazioni di Caritas Europa hanno descritto e analizzato l’accesso a tre servizi comuni a tutti i Paesi europei, quali il servizio pubblico per l’impiego, per le politiche abitative e i servizi di educazione della prima infanzia, oltre a due servizi scelti come rilevanti nei rispettivi Paesi. L’accesso è stato poi valutato sulla base di quattro criteri: adeguatezza, accessibilità, disponibilità e convenienza (accessibilità economica).

Emerge un quadro in cui l’accesso è limitato o escluso per gruppi di persone in determinate condizioni come i senzatetto, i richiedenti asilo e i migranti privi di documenti. Altri servizi sociali non hanno un approccio universale. Inoltre, laddove i servizi sono potenzialmente disponibili per l’intera popolazione, l’accesso è difficile per i gruppi vulnerabili. In molti casi, il Rapporto segnala che anche i servizi mirati non sono sufficientemente adattati alle esigenze del singolo utente e quindi non forniscono risposte adeguate alle esigenze specifiche.

Raccomandazioni all’Ue e agli Stati membri

Il Rapporto di Caritas Europa raccomanda agli Stati membri di garantire l’accesso ai diritti sociali, in particolare per coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità. Secondo Caritas Europa, la Commissione europea dovrebbe promuovere lo scambio delle migliori pratiche per affrontare eventuali ostacoli giuridici e burocratici che limitano l’accesso ai servizi. Così come un passaggio graduale verso l’accesso universale ai servizi e il reddito minimo, insieme a un approccio individuale nella fornitura di servizi, «sono passi fondamentali per sollevare efficacemente le persone dalla povertà» sostiene Caritas Europa, che presenta nel suo Rapporto 12 raccomandazioni politiche rivolte alle istituzioni europee.

Al fine di ridurre gli squilibri socio-demografici si raccomandano la creazione di posti di lavoro di qualità, investimenti a favore dei lavoratori più giovani e più anziani, nonché adeguatezza dell’assistenza a lungo termine e condizioni che consentono ai familiari di fornire sostegno, monitorando la corretta attuazione della direttiva sull’equilibrio tra lavoro e vita privata. Per ridurre la discriminazione e supportare l’accesso ai servizi da parte dei più bisognosi si richiede di salvaguardare l’accesso ai diritti e ai servizi sociali e di porre fine alla discriminazione. Infine, essendo le azioni e i finanziamenti europei fondamentali per un vero cambiamento, Caritas Europa raccomanda l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali, una proposta di direttiva quadro sul reddito minimo, un miglior coordinamento delle politiche sociali ed economiche, la definizione di ulteriori obiettivi e sotto-obiettivi relativi alla povertà, la ratifica della Carta sociale europea riveduta del Consiglio d’Europa, il rafforzamento del ruolo dei fondi europei e la partecipazione delle persone in condizioni di povertà all’elaborazione delle politiche.