Il programma di lavoro 2020 dell’Ue

 Presentata dalla Commissione la tabella di marcia per un’Europa più ambiziosa

«Questa Commissione intende impegnarsi per affrontare le sfide del nostro tempo, quali il cambiamento climatico, la digitalizzazione e la migrazione. Siamo determinati a realizzare il Green Deal europeo e a migliorare le opportunità per i cittadini e le imprese nella trasformazione digitale». Queste le parole con cui la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha presentato il programma di lavoro per il 2020 che definisce gli interventi da mettere in atto per trasformare gli orientamenti politici in risultati tangibili, un programma che secondo la presidente dell’esecutivo europeo «contribuirà alla costruzione di un’Unione più ambiziosa».

Priorità: impatto climatico zero, digitale e maggior equità sociale

Sono sei le tematiche che nel corso del 2020 dovrebbero essere tradotte in iniziative concrete dalla Commissione, in cooperazione con Parlamento europeo, Stati membri e altri partner.

La prima riguarda un Green Deal europeo, per cui la Commissione proporrà una normativa europea sul clima volta a sancire l’obiettivo della neutralità in termini di emissioni di carbonio entro il 2050. Il tutto nell’ambito di un patto climatico europeo che coinvolgerà attori ad ogni livello: regioni, comunità locali, società civile, scuole, parti sociali. L’Ue svolgerà inoltre un ruolo di guida nei negoziati internazionali in vista della COP26 di Glasgow.

La seconda tematica da affrontare riguarda l’adattamento all’era digitale, con una nuova strategia europea in materia di dati non personali che consentirà all’Ue di sfruttare al massimo una risorsa il cui valore nell’economia digitale è in continua crescita. Una legge sui servizi digitali consoliderà poi il mercato unico dei servizi digitali e contribuirà a fornire alle imprese chiarezza giuridica e parità di condizioni.

Un’economia al servizio delle persone è la terza area tematica su cui intende intervenire l’esecutivo dell’Ue, che adotterà misure per integrare le transizioni digitali e climatiche nell’economia sociale di mercato europea. Nel rispetto delle tradizioni nazionali, la Commissione presenterà proposte volte a garantire salari minimi equi ai lavoratori e a creare un sistema europeo di riassicurazione contro la disoccupazione, oltre a iniziative per un regime fiscale efficace ed equo e garanzie per l’infanzia e i giovani, al fine di sostenere istruzione, formazione e opportunità lavorative.

Per quanto concerne il ruolo dell’Ue nel mondo, altro tema di intervento, la Commissione elaborerà nuove strategie di collaborazione con i vicini dell’Africa e dei Balcani occidentali e continuerà a sollecitare l’avvio di negoziati di adesione con Macedonia del Nord e Albania, mentre tutte le varie iniziative del programma avranno una forte dimensione esterna. Allo stesso tempo, la Commissione intende lavorare per «proteggere lo stile di vita europeo» presentando un nuovo patto sulla migrazione e l’asilo, sostenendo la protezione della salute, investendo nelle competenze dei cittadini per far fronte alla transizione digitale ed ecologica e supportando gli Stati membri nel garantire la sicurezza, dalla lotta a terrorismo e criminalità fino alla cibersicurezza.

Infine, il programma della Commissione intende intervenire per dare «un nuovo slancio alla democrazia europea»: insieme agli altri partner e istituzioni dell’Ue avvierà la Conferenza sul futuro dell’Europa, coinvolgendo i cittadini nella definizione delle azioni dell’Ue ed esaminando come le nuove realtà demografiche incidano su tutti gli aspetti della vita, dall’occupazione alla previdenza alla sanità pubblica.

Ces: programma positivo, ma più attenzione a salute e sicurezza sul lavoro

«Il programma di lavoro contiene diverse iniziative positive, tra cui l’impegno a definire un piano d’azione per l’attuazione del pilastro europeo dei diritti sociali e a fornire un regime di riassicurazione per la disoccupazione, una strategia europea per l’uguaglianza di genere e misure vincolanti in materia di trasparenza salariale» ha dichiarato commentando l’iniziativa della Commissione il segretario generale della Confederazione europea dei sindacati (Ces), Luca Visentini, sottolineando la necessità di «politiche sociali ambiziose per ricostruire la fiducia dei lavoratori dopo la crisi finanziaria».

Secondo la Ces, l’iniziativa prevista sui salari minimi dovrebbe mantenere la promessa di salari minimi equi per i lavoratori europei e promuovere il diritto dei lavoratori di organizzare e contrattare collettivamente per salari equi, un’iniziativa che «deve salvaguardare pienamente la contrattazione collettiva e i sistemi di relazioni industriali ben funzionanti» osservano i sindacati europei.

Accolte favorevolmente dalla Ces anche l’azione per un Green Deal europeo e la proposta di un meccanismo di transizione equa: «È bello vedere che la dimensione sociale fa finalmente parte delle politiche climatiche dell’Ue» ha detto Visentini, sottolineando però che per garantire una transizione inclusiva ed equa sono necessari più fondi e dovrebbe essere data maggiore enfasi al ruolo delle parti sociali nella governance del Green Deal.

Favorevole poi il parere sull’intenzione della Commissione di effettuare una revisione del quadro di governance economica, «che deve spianare la strada alla sua riforma per sostituire le politiche di austerità con investimenti pubblici, crescita economica e coesione sociale».

In un quadro generale positivo, il programma della Commissione presenta però secondo la Ces alcuni elementi importanti ancora mancanti, su cui servono azioni urgenti a livello europeo nei prossimi mesi e anni. Ad esempio, osservano i sindacati europei, «in un momento in cui ci sono 4.000 incidenti mortali sul lavoro ogni anno, 120.000 persone muoiono di cancro sul lavoro e oltre un quarto dei lavoratori in Europa soffre di stress eccessivo legato al lavoro, è necessaria una nuova e ambiziosa strategia dell’Ue su sicurezza e salute sul lavoro, nonché iniziative per rafforzare la democrazia sul lavoro e una direttiva europea sulla dovuta diligenza in materia di diritti umani e condotta commerciale responsabile».