Le priorità della nuova Commissione

Luglio 2019

Clima, lavoro, diritti e migrazioni centrali per la neopresidente Von der Leyen

Il 16 luglio scorso il Parlamento europeo ha eletto Ursula Von der Leyen presidente della Commissione europea, con 383 voti a favore, 327 contrari e 22 astensioni. La neopresidente dovrà ora definire, in accordo con i Paesi membri, la squadra di commissari che saranno poi esaminati dalle commissioni parlamentari competenti durante le audizioni di settembre e ottobre, così che la nuova Commissione possa avviare il lavoro il 1° novembre prossimo.

Prima di ottenere il voto favorevole, Von der Leyen ha illustrato ai deputati europei le priorità del suo programma. Il mondo è messo davanti a sfide quali il cambiamento demografico, la globalizzazione dell’economia, la digitalizzazione del mondo del lavoro, i cambiamenti climatici, ha osservato la neopresidente indicando quale deve essere la risposta dell’Unione europea: «Noi sosteniamo il multilateralismo, il commercio equo, difendiamo l’ordine basato sulle regole, perché sappiamo che ciò è nell’interesse di tutti. E dobbiamo farlo seguendo il modello europeo. Ma se vogliamo percorrere la via europea dobbiamo riscoprire l’unità. Se sapremo superare le differenze, riusciremo a trasformare le sfide in opportunità».

Cambiamenti climatici ed economia sostenibile

La sfida «più pressante» è quella per la salute del pianeta, ha detto Von der Leyen all’Europarlamento, esprimendo il desiderio che l’Europa diventi il primo continente a impatto climatico zero entro il 2050: «Per riuscirci, dobbiamo prendere misure coraggiose. Il nostro attuale obiettivo (ridurre le emissioni del 40% entro il 2030) non è sufficiente. Dobbiamo perseguire obiettivi più ambiziosi. È necessario un approccio in due fasi per ridurre le emissioni di CO2 del 50%, se non del 55%, entro il 2030». A questo fine la neopresidente ha annunciato la presentazione di un «Green Deal» per l’Europa nei primi 100 giorni del suo mandato, con la proposta della «prima vera e propria legge europea sul clima», che dovrebbe tradurre l’obiettivo del 2050 in disposizioni giuridicamente vincolanti.

Sul versante economico si richiama alla necessità di operare nell’ambito del patto di stabilità e crescita, ma laddove siano necessari investimenti e riforme «dobbiamo fare in modo che possano essere realizzati, avvalendoci della flessibilità consentita». Esiste una logica da seguire, secondo Von der Leyen: «L’economia deve essere al servizio dei cittadini. Dobbiamo conciliare il mercato con la dimensione sociale. Assicurerò che le nostre economie mantengano la rotta verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile».

Un salario minimo europeo

In Europa troppe famiglie che lavorano hanno difficoltà ad arrivare alla fine del mese, ha poi sottolineato la neopresidente della Commissione esprimendo la volontà di «fare in modo che il lavoro garantisca un reddito sufficiente» e dunque la necessità di garantire ad ogni lavoratore a tempo pieno «un salario minimo per una vita dignitosa». L’opzione migliore, secondo Von der Leyen, è la contrattazione collettiva tra associazioni dei datori di lavoro e sindacati, «perché adegua il salario minimo allo specifico settore o alla specifica regione». Così come serve una migliore protezione per coloro che perdono il lavoro quando l’economia subisce un tracollo, per questo «un regime europeo di riassicurazione delle indennità di disoccupazione sosterrà le nostre economie e i nostri cittadini in caso di shock» ha aggiunto, soprattutto per contrastare la disoccupazione giovanile: «I giovani hanno aspirazioni, vogliono lavorare, vogliono avere un futuro: è nostro compito permettere loro di realizzare tutto ciò», migliorando la Garanzia per i giovani e triplicando il bilancio di Erasmus+.

È inoltre urgente un’azione efficace contro la povertà, prima di tutto quella infantile, ha detto la presidente, per far sì che ogni bambino in Europa a rischio di povertà o di esclusione sociale abbia accesso ai diritti più elementari, quali l’assistenza sanitaria e l’istruzione.

Per dare poi l’esempio a favore del raggiungimento della parità di genere, Von der Leyen ha anticipato l’intenzione di volerla garantire innanzitutto tra i commissari europei che nominerà e che saranno quindi donne nel 50% dei ruoli.

Salvare vite e rispettare la dignità dei migranti

Infine, la delicata questione migratoria. Ricordando come negli ultimi cinque anni siano morti e dispersi nel Mediterraneo oltre 17.000 migranti, facendo diventare quella tra Africa settentrionale ed Europa meridionale una delle frontiere con il maggior numero di vittime al mondo, la neopresidente ha sottolineato il «dovere giuridico e morale di salvare vite umane e di rispettare la dignità di ciascun essere umano». Allo stesso tempo servono «frontiere più umane», perché non basta salvare vite ma va ridotta la migrazione irregolare e intensificata la lotta contro i trafficanti di esseri umani, così come deve essere salvaguardato il diritto d’asilo e migliorate le condizioni dei rifugiati. «Sono consapevole delle difficoltà e delle controversie che suscitano le discussioni su questo argomento – ha detto Von der Leyen –. Dobbiamo dare una risposta alle legittime preoccupazioni di molti e riflettere su come superare le nostre differenze. Proporrò un nuovo patto su migrazione e asilo, che comprenda la riapertura delle discussioni sulla riforma del sistema di Dublino».

Ces: servono alcuni chiarimenti

Considerando positivo il programma presentato e garantendo piena collaborazione con la nuova Commissione europea, la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha però espresso rammarico per la mancanza di alcuni punti importanti che dovranno essere chiariti nel futuro programma di lavoro. Ad esempio, un piano per le «giuste transizioni», con misure per assicurarsi che nessuno sia lasciato indietro; oppure l’estensione di diritti e protezione ai lavoratori non convenzionali e autonomi; o ancora proposte su salute e sicurezza sul luogo di lavoro e democrazia sul lavoro; riferimenti all’integrazione dei migranti nel lavoro e impegni a adottare misure concrete per far rispettare le norme sul lavoro negli accordi commerciali.

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