Una nuova Agenda strategica per l’Ue

Giugno 2019

Adottata dal Consiglio europeo individua le priorità dell’Ue per i prossimi anni

«Negli ultimi anni, il mondo è diventato sempre più instabile, complesso e soggetto a rapidi cambiamenti. Ciò crea sia opportunità che sfide. Nei prossimi cinque anni, l’Ue può e vuole rafforzare il suo ruolo in questo ambiente in evoluzione (…) per modellare il mondo futuro, promuovere gli interessi di cittadini, imprese e società, e salvaguardare il nostro percorso».

Inizia così la nuova Agenda strategica 2019-2024 che il Consiglio europeo ha adottato nel corso della riunione tenutasi nei giorni 20 e 21 giugno scorsi. Sottoscritta dai leader politici dell’Ue, fornisce un quadro generale e una direzione di guida per il lavoro delle istituzioni nel breve e medio periodo. Le priorità individuate riguardano la protezione dei cittadini e delle libertà, lo sviluppo di una base economica forte, la costruzione di un’Europa verde, equa e solidale e la promozione degli interessi e dei valori europei sulla scena globale.

Proteggere i cittadini e le libertà

«L’Europa deve essere un luogo in cui le persone si sentano libere e al sicuro» recita l’Agenda strategica, ricordando come l’Ue debba difendere i diritti fondamentali e libertà dei suoi cittadini. Una garanzia di protezione è costituita dallo stato di diritto, con il suo ruolo cruciale in tutte le democrazie, e per questo deve essere pienamente rispettato da tutti gli Stati membri e dall’Ue stessa. Il Consiglio europeo ritiene che un controllo efficace delle frontiere esterne costituisca «un prerequisito assoluto per garantire la sicurezza e il corretto funzionamento delle politiche dell’Ue», per questo si dichiara «determinato» a sviluppare una politica di migrazione globale funzionante, contrastando l’immigrazione illegale e la tratta di esseri umani in collaborazione con i Paesi di origine e di transito. All’interno dell’Ue deve però essere trovato un accordo sulla riforma del Regolamento di Dublino «su basi di responsabilità e solidarietà», nonché garantito il funzionamento del sistema Schengen.

Si intende inoltre rafforzare la lotta contro il terrorismo e la criminalità transnazionali, aumentare la resilienza dell’Ue contro le catastrofi naturali e migliorare la protezione da attività informatiche dannose.

Sviluppare la base economica

Una solida base economica è di fondamentale importanza per la competitività, la prosperità e il ruolo dell’Europa sulla scena globale e per la creazione di posti di lavoro, sostiene l’Agenda che considera necessario rilanciare una crescita «sostenibile e inclusiva» e rafforzare la coesione nell’Ue attraverso la convergenza verso l’alto delle economie europee. A tale scopo va rafforzata l’Unione monetaria, completata l’Unione bancaria e dei mercati dei capitali e rafforzato il ruolo internazionale dell’euro.

«Il mercato unico in tutte le sue dimensioni è un elemento chiave a tale riguardo» osserva il Consiglio europeo, perché «l’Ue non può permettersi di sottovalutare il potenziale di un mercato di mezzo miliardo di persone». Cosa che deve procedere di pari passo con una politica industriale globale e coordinata. Dovrà essere garantita un’Europa digitalizzata, con una politica che incorpori i valori sociali e promuova l’inclusività. Allo stesso tempo, vanno aumentati gli investimenti nelle competenze e nell’istruzione delle persone, fatto di più per favorire imprenditorialità e innovazione e aumentare gli sforzi nella ricerca.

In un mondo in cui le norme sono sempre più in discussione sarà fondamentale promuovere parità di condizioni, anche commerciali, garantendo una concorrenza leale all’interno dell’Ue e sulla scena mondiale, promuovendo l’accesso al mercato e combattendo le pratiche sleali.

Europa verde, equa e sociale

«L’Europa ha bisogno di inclusività e sostenibilità, abbracciando i cambiamenti portati dalla transizione verde, dall’evoluzione tecnologica e dalla globalizzazione, assicurandosi che nessuno rimanga indietro» osserva l’Agenda strategica, richiamando un’urgente intensificazione dell’azione per gestire la minaccia rappresentata dai cambiamenti climatici al fine di raggiungere la «neutralità climatica». L’Ue deve diventare «leader globale in un’economia verde» e le sue politiche devono essere coerenti con l’Accordo di Parigi.

Il successo della transizione verde dipenderà dalla mobilitazione di investimenti privati e pubblici, da un’economia circolare efficace e integrata e un mercato europeo dell’energia che funzioni correttamente e che sia sostenibile, sicuro ed economico. Il cambiamento verso un futuro più verde, equo e inclusivo comporterà costi e sfide, per questo andranno aiutate le comunità e gli individui con «un’attenzione particolare ai problemi sociali». Le disuguaglianze e le divisioni generazionali, territoriali e educative stanno sviluppando nuove forme di esclusione che rappresentano un fattore di rischio politico, sociale ed economico. L’Ue, sostiene l’Agenda, deve fare di più per garantire diritti e pari opportunità per tutti, promuovere un’adeguata protezione sociale, mercati del lavoro inclusivi e la coesione.

Promuovere interessi e valori dell’Europa nel mondo

In un mondo caratterizzato da crescente incertezza, complessità e cambiamenti, l’Ue nella sua Agenda strategica ritiene importante «aumentare la sua capacità di agire autonomamente per salvaguardare i suoi interessi, sostenere i suoi valori e stile di vita e contribuire a plasmare il futuro globale». In quest’ottica intende rimanere una forza motrice del multilateralismo e delle regole internazionali, garantendo apertura, equità e le necessarie riforme. L’Ue e le sue istituzioni dovranno dare attenzione al “grande” e al “piccolo” allo stesso modo. Lasciare «spazio per respirare, creare e innovare» agli attori economici e sociali, impegnarsi con cittadini, società civile e parti sociali, nonché con attori regionali e locali, rispettando i principi della democrazia, dello stato di diritto, della trasparenza e dell’uguaglianza tra cittadini e tra gli Stati membri.

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