Un’Autorità europea del lavoro

Nuova figura per i servizi a cittadini e imprese e per il contrasto di frodi e abusi

 

Circa 17 milioni di cittadini europei vivono o lavorano attualmente in un Paese dell’Ue diverso la quello di origine, un numero raddoppiato nell’ultimo decennio. Così, nel corso degli anni l’Ue ha avviato varie iniziative legislative per disciplinare i diversi aspetti della mobilità, tra cui il distacco dei lavoratori e il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale. Tuttavia, applicare in modo efficace le norme europee in tutti gli Stati membri richiede una forte cooperazione tra le autorità nazionali competenti, oltre a risorse per attività comuni come l’organizzazione di ispezioni congiunte o la formazione di personale nazionale per la gestione delle controversie transfrontaliere.

Per queste ragioni, le istituzioni dell’Ue hanno raggiunto un accordo provvisorio sulla proposta della Commissione di istituire un’Autorità europea del lavoro (Ela), una nuova figura creata per svolgere alcuni compiti specifici: sostenere gli Stati membri nel fornire informazioni e servizi ai cittadini e alle imprese; agevolare la cooperazione e lo scambio di informazioni tra gli Stati membri, sostenendo inoltre ispezioni concertate e congiunte per combattere gli abusi, le frodi e il lavoro non dichiarato; svolgere un ruolo di mediazione tra gli Stati membri in caso di controversie.

«È ora che un’Autorità europea del lavoro sostenga i cittadini mobili, faciliti il lavoro degli Stati membri e garantisca la fiducia nel nostro mercato unico e la sua equità. Negli ultimi anni abbiamo compiuto numerosi progressi nel rendere più eque le norme per la mobilità dei lavoratori. La nuova Autorità ci aiuterà a farle funzionare nella pratica» ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

Un sostegno operativo agli Stati membri

L’Autorità del lavoro avrà la responsabilità di sostenere la rete europea di servizi per l’impiego (Eures) e si farà carico, rafforzandole, delle attività della piattaforma europea per il miglioramento della cooperazione sul contrasto al lavoro non dichiarato. Le sue attività riguarderanno le norme sulla mobilità e sul distacco dei lavoratori, il coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e la legislazione specifica nel settore dei trasporti su strada.

«Non saranno create nuove competenze a livello dell’Ue e gli Stati membri rimarranno pienamente responsabili dell’applicazione delle norme in materia di lavoro e sicurezza sociale» spiega la Commissione europea. Il valore aggiunto dell’Autorità consisterà dunque nell’agevolare la cooperazione tra gli Stati membri, semplificare le strutture esistenti e fornire sostegno operativo al fine di garantire un’applicazione più efficiente delle norme, a vantaggio dei cittadini, delle imprese e delle autorità nazionali. Una semplificazione che apporterà anche vantaggi finanziari, dato che la razionalizzazione degli organi esistenti a livello di Ue consentirà di risparmiare. Inoltre, sostiene la Commissione, con il sostegno dell’Autorità europea del lavoro «gli Stati membri potranno recuperare i contributi di sicurezza sociale in modo più efficiente e completo». Fornendo un sostegno tecnico e logistico, poi, l’Autorità ridurrà l’onere a carico degli Stati membri e, a tale proposito, i vantaggi economici dovrebbero compensare molti dei costi operativi dell’Autorità stessa, il cui bilancio annuale stimato sarà di circa 50 milioni di euro per un organico di circa 140 persone, di cui 60 esperti distaccati dai rispettivi Stati membri. «Abbiamo bisogno di norme chiare, eque e applicabili in materia di mobilità dei lavoratori. L’accordo sull’Autorità si pone a coronamento di un mercato del lavoro europeo equo. Sarà funzionale al duplice obiettivo di aiutare le autorità nazionali a combattere le frodi e gli abusi e facilitare la mobilità per i cittadini» ha dichiarato la commissaria europea per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, Marianne Thyssen, secondo la quale l’accordo «dovrebbe essere confermato rapidamente per far sì che l’Autorità europea possa essere presto pienamente operativa. Si tratta di un passo fondamentale per un’Europa più sociale ed equa». L’accordo sarà ora presentato al Comitato dei rappresentanti permanenti (Coreper) del Consiglio per l’approvazione, dopodiché sarà sottoposto al voto definitivo del Parlamento europeo.

Soddisfazione della Ces per la nuova Autorità europea

Soddisfazione per l’accordo raggiunto dalle istituzioni europee sull’Autorità per il lavoro è stata espressa dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), la cui segretaria confederale Liina Carr ha dichiarato: «La creazione dell’Autorità europea del lavoro è un utile passo avanti nella lotta contro l’abuso dei diritti dei lavoratori e rappresenta anche i progressi fatti nel mettere in pratica il pilastro europeo dei diritti sociali». Inoltre, ha sottolineato Carr, «l’autorità deve svolgere un ruolo attivo nell’affrontare il falso lavoro autonomo e le società di comodo».

La Ces invita dunque le istituzioni europee a adottare rapidamente l’accordo raggiunto, nella convinzione che l’Autorità «rafforzerà i diritti dei lavoratori, aiutando le autorità nazionali ad applicare la legge europea sul lavoro e a combattere gli abusi nella mobilità del lavoro, nella sicurezza sociale e nel distacco dei lavoratori». L’Autorità, osservano i sindacati europei, migliorerà inoltre le informazioni per i lavoratori e i datori di lavoro in merito ai loro diritti e obblighi, coordinerà e sosterrà le ispezioni e faciliterà la cooperazione tra gli Stati membri nell’applicazione del diritto dell’Ue.

Secondo la Ces, l’accordo include alcuni evidenti elementi positivi: «I datori di lavoro e le organizzazioni sindacali sono in grado di portare i casi all’attenzione dell’Autorità», oppure «la competenza dell’Ela nel coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale e la salvaguardia dell’autonomia dei datori di lavoro e dei sindacati per raggiungere accordi collettivi, nonché di intraprendere azioni sindacali». Delusione «per le restrizioni sul ruolo dell’Autorità nel trasporto internazionale, in cui sono ben noti i principali abusi» è invece stata espressa dalla Ces, che dichiara di restare vigile per garantire il corretto coinvolgimento dei sindacati e dei datori di lavoro nella governance della nuova Autorità europea.