Nuove relazioni commerciali Ue-Usa

luglio 2018

Un Vertice a Washington per evitare i dazi, ma si conferma la scarsa trasparenza

 

«Quando sono stato invitato dal presidente alla Casa Bianca, avevo l’intenzione di concludere un accordo e oggi l’abbiamo fatto. Abbiamo identificato un numero di aree su cui lavorare insieme. Andare verso zero tariffe sui beni industriali, rafforzare la nostra cooperazione in materia di energia (l’Ue importerà più gas naturale liquefatto dagli Usa), stabilire un dialogo sugli standard, nuovi accordi in agricoltura (l’Ue può importare più soia dagli Usa e lo farà) e abbiamo anche concordato di lavorare insieme sulla riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio. È stato un incontro positivo e costruttivo». Si è espresso così il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, al termine dell’incontro avuto a Washington il 25 luglio scorso con il presidente degli Usa Donald Trump.

I due presidenti hanno concordato «una nuova fase nel rapporto tra Usa e Ue, una fase di stretta amicizia, di forti relazioni commerciali vantaggiose per entrambi, di lavoro comune per la sicurezza globale e la prosperità».

Le parti, rende noto un comunicato congiunto, hanno stabilito di «lavorare insieme verso zero tariffe, zero barriere non tariffarie e zero sussidi per beni industriali (non auto). Ciò aprirà i mercati per agricoltori e lavoratori, aumenterà gli investimenti e porterà ad una maggiore prosperità». Usa e Ue hanno inoltre convenuto di rafforzare la loro cooperazione strategica in materia di energia e di avviare uno stretto dialogo sugli standard al fine di facilitare gli scambi, ridurre gli ostacoli burocratici e tagliare i costi.

È stato poi raggiunto un accordo per proteggere meglio le società americane ed europee dalle pratiche commerciali sleali globali ed è stato convenuto che le parti lavoreranno a stretto contatto per riformare l’Organizzazione mondiale del commercio (Omc-Wto). I due presidenti hanno deciso di istituire un gruppo di lavoro esecutivo dei loro più stretti consulenti per portare avanti questa agenda congiunta, gruppo che identificherà misure a breve termine per facilitare gli scambi commerciali e valutare le misure tariffarie esistenti.

«Le guerre commerciali non hanno vincitori, lasciano solo cicatrici» ha poi aggiunto Juncker parlando delle relazioni Ue-Usa presso il Centro per gli studi strategici e internazionali (Csis), aggiungendo: «L’Europa è pronta a lavorare con tutti i partner che la pensano allo stesso modo per creare nuove opportunità e migliorare il sistema globale, ed è per questo che sono venuto a Washington: non per dare consigli non richiesti ma per offrire una maggiore cooperazione. Credo fermamente che invece di essere distratti da misure e contromisure dovremmo concentrarci sulle questioni reali del commercio globale, che sono molte».

I toni distensivi espressi dai massimi rappresentanti di Ue e Usa dopo il Vertice sono stati probabilmente dettati dalla volontà di entrambe le parti di scongiurare la vera e propria guerra commerciale che si stava delineando dopo la minaccia del presidente Trump di introdurre dazi su produzioni europee nei settori auto e acciaio-alluminio. Al proposito, infatti, era intervenuta pochi giorni prima la commissaria europea al Commercio, Cecilia Malmström, dichiarando che l’Ue stava lavorando a una lista di prodotti americani da colpire con tariffe più elevate se gli Usa avessero messo in pratica la minaccia di misure protezionistiche sull’importazione dall’Ue, quantificando anche tali tariffe punitive su circa 20 miliardi di dollari di prodotti statunitensi.

 

Il rischio di un Ttip mascherato e in mano a pochi

Oltre alle versioni ufficiali fornite dalle istituzioni di entrambe le parti sull’avvio di nuove relazioni commerciali tra Ue e Usa, esistono poi interpretazioni decisamente meno ottimistiche come quelle espresse dai promotori della Campagna Stop Ttip, nata nel 2014 per coordinare organizzazioni, reti, realtà e territori che si oppongono all’approvazione del Trattato di Partenariato Transatlantico su commercio e Investimenti (Ttip).

Secondo i movimenti e le organizzazioni impegnate nella Campagna, l’incontro Usa-Ue del 25 luglio scorso è stato «un blitz estivo non democratico per forzare, con la scusa di comporre con Trump lo sfregio dei dazi, una liberalizzazione commerciale di settori molto delicati, legati alla qualità della vita delle persone, come i servizi, i farmaci, la chimica, i prodotti medici e la soia, che negli Stati Uniti è per la stragrande parte Ogm. E soprattutto avvicinare regole e standard per facilitare il commercio, non nell’usuale formato negoziale, già abbastanza oscuro, ma in un comitato ristretto di tecnici. Un Ttip mascherato e in mano a pochi».

È tutto scritto nel comunicato congiunto Usa-Ue concordato dopo l’incontro, osservano i promotori di Stop Ttip, «in cui si mette in campo una scorciatoia tecnica per evitare gli eventuali ostacoli parlamentari». Contro questo rischio sono necessarie una «reazione decisa» da parte dei movimenti e una «risposta ferma» da parte del Parlamento europeo e di quello italiano, secondo la Campagna Stop Ttip che invita i cittadini ad inviare una lettera aperta a tutti gli europarlamentari italiani.

Questo il testo dell’appello, disponibile sul sito web della Campagna: «Gentile europarlamentare, come associazioni, sindacati e comitati della Campagna Stop Ttip Italia diciamo “no” ad ogni forma di Ttip mascherato, il cui negoziato è stato riavviato dopo l’incontro del presidente Junker con Trump. La nostra prima analisi evidenzia i rischi di un negoziato ancora meno trasparente del Ttip, che mette chiaramente sul tavolo standard, regole e diritti essenziali come il cibo e i farmaci, e li affida a un non meglio precisato “comitato di esperti”, senza alcun mandato negoziale espresso dai Governi con un processo su cui nemmeno il Parlamento europeo sembra avere esplicito potere d’indirizzo e controllo. Le elezioni europee convocate per il maggio 2019 saranno, per noi, occasione per verificare il vostro impegno a difesa dei nostri diritti, di quelli dei nostri territori e del nostro futuro. Vi chiediamo di stringere la Commissione nei suoi limiti definiti dai Trattati e di fermare il “Ttip Zombie” di Juncker e Trump, come vi hanno chiesto più di 3,5 milioni di cittadini europei e 75 mila vostri elettori».

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