Rifugiati: il punto sulle azioni dell’Ue
La Commissione europea ha informato sui progressi compiuti in risposta alla crisi dei rifugiati
La Commissione ha presentato una comunicazione per aggiornare lo stato dell’attuazione delle azioni prioritarie nel quadro dell’Agenda europea sulla migrazione, descrivendo i progressi compiuti riguardo alle misure operative, agli impegni finanziari e alle azioni destinate ad attuare la legislazione dell’Ue.
«La Commissione ha rispettato tutti gli impegni assunti finora – ha sottolineato il presidente Jean-Claude Juncker –, abbiamo: stanziato maggiori fondi per la crisi dei rifugiati; inviato i nostri esperti in Grecia e in Italia per far funzionare i “punti di crisi” e il meccanismo di ricollocazione; incitato tutti gli Stati membri ad applicare correttamente le norme comuni in materia di asilo. Abbiamo così ottenuto risultati concreti, ma è necessario che gli Stati membri si impegnino di più, facendo seguire alle nobili parole azioni concrete a livello nazionale».
Misure operative
Il metodo basato sui punti di crisi (hotspot) proposto dalla Commissione sta cominciando a funzionare: le squadre di sostegno per la gestione della migrazione sono operative a Lampedusa e stanno entrando in azione in Grecia. Questo ha permesso di realizzare le prime ricollocazioni di richiedenti asilo e di organizzare una serie di voli per rimpatriare i migranti irregolari. La Commissione ha inoltre collaborato con gli Stati membri per preparare il reinsediamento di persone bisognose di protezione internazionale direttamente dai Paesi terzi: i primi rifugiati siriani sono stati reinsediati in Italia, Repubblica Ceca e Liechtenstein (Stato associato a Schengen). Affinché questi meccanismi funzionino bene, osserva la Commissione, gli Stati membri devono però rispondere prontamente alla richiesta di esperti nazionali che sostengano le operazioni nei punti di crisi, notificare alla Commissione le loro capacità di accoglienza, identificare i punti di contatto nazionali che coordineranno le ricollocazioni con la Grecia e l’Italia, e precisare gli impegni di reinsediamento a livello nazionale.
Sostegno finanziario
La Commissione europea ha già proposto modifiche ai bilanci del 2015 e del 2016, aumentando di 1,7 miliardi di euro le risorse stanziate: ciò significa che spenderà in tutto 9,2 miliardi di euro per la crisi dei rifugiati. Parlamento europeo e Stati membri hanno approvato in procedura accelerata il bilancio rettificativo della Commissione per il 2015. Gli Stati membri devono ora stanziare le risorse nazionali corrispondenti, come concordato, ma molti devono ancora fornire finanziamenti corrispondenti a quelli dell’Ue per l’Unhcr, il Programma alimentare mondiale e altre organizzazioni pertinenti (500 milioni di euro), il Fondo fiduciario regionale dell’Ue per la Siria (500 milioni di euro) e il Fondo fiduciario di emergenza per l’Africa (1,8 miliardi di euro).
Attuazione del diritto dell’Ue
La Commissione ricorda che le norme del sistema europeo comune di asilo «devono essere applicate correttamente», mentre non ha ancora ricevuto risposta alle 40 lettere di ammonimento inviate agli Stati membri il 23 settembre, in aggiunta ai 34 casi pendenti, riguardanti violazioni potenziali o effettive della normativa dell’Ue in materia di asilo. La Commissione sta inoltre collaborando con la Grecia per garantire che siano migliorate le sue capacità di accoglienza e possano essere ripristinati entro la fine del 2015 i trasferimenti ai sensi del regolamento Dublino verso il Paese. Così come la Commissione ha reso noto che sta per formulare un parere circa la proporzionalità e la necessità della reintroduzione temporanea dei controlli di frontiera da parte della Germania, dell’Austria e della Slovenia, sottolineando che «continuerà a sorvegliare attentamente la situazione» al fine di «un ritorno al normale funzionamento del sistema Schengen nei prossimi mesi».
Dimensione esterna
La diplomazia europea è impegnata a trovare soluzioni politiche alla crisi in Libia e in Siria, a sostegno delle iniziative dell’Onu. Inoltre, è in corso di attuazione il piano d’azione dell’Ue contro il traffico di migranti e si stanno svolgendo preparativi con i partner africani in vista del Vertice di La Valletta sulla migrazione che avrà luogo l’11 e 12 novembre prossimi. I rimpatri saranno resi più efficaci dagli accordi di riammissione attualmente in negoziazione o da una maggiore attuazione degli accordi già stipulati, come quello con il Pakistan. La Turchia e i Balcani occidentali sono partner strategici. Il piano d’azione sulla migrazione presentato dal presidente Juncker al presidente turco Erdoğan il 5 ottobre stabilisce una serie di misure concrete su cui collaborare. Inoltre, la dichiarazione recentemente adottata in occasione della Conferenza ad alto livello sulla rotta del Mediterraneo orientale e dei Balcani occidentali prepara il terreno a una più stretta cooperazione con i partner dell’immediato vicinato.
Fonte: Rapid