un lavoro dignitoso per una vita dignitosa
Le difficoltà che i lavoratori devono affrontare per ottenere un lavoro dignitoso, che contribuisca a rendere dignitosa la loro vita, costituiscono un problema che supera tutte le frontiere nazionali e culturali.
Il lavoro dignitoso è una strategia per realizzare uno sviluppo sostenibile basato sulle persone ed è alla base di una società giusta, equa ed inclusiva, fondata sulla creazione di posti di lavoro, sul rispetto dei diritti dei lavoratori, sull’accesso alla protezione sociale e al dialogo sociale.
Per lavoro dignitoso si intende:
• un lavoro produttivo e scelto liberamente, che offre un reddito adeguato e assicura il riconoscimento e la tutela dei diritti dei lavoratori;
• un lavoro che garantisce la disponibilità di un numero sufficiente di opportunità di impiego e un accesso uguale all’occupazione senza discriminazioni;
• un lavoro che offre ai lavoratori un salario adeguato e consente loro e alle loro famiglie di vivere in modo dignitoso;
• un lavoro che offre protezione sociale in caso di malattia, anzianità, gravidanza e nei normali alti e bassi che tutte le persone affrontano nel corso della vita;
• una condizione che significa libertà dallo sfruttamento.
Il lavoro dignitoso consente inoltre ai lavoratori di organizzarsi per rappresentare i propri diritti in modo collettivo e di partecipare a un dialogo sociale autentico in quanto cittadini e lavoratori.
la Campagna internazionale
“Lavoro dignitoso per una vita dignitosa” è una Campagna internazionalecondotta dalla Confederazione sindacale internazionale (Csi-Ituc), dal Global progressive forum, da Social alert, dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces-Etuc) e da Solidar, allo scopo di:
• sensibilizzare al lavoro dignitoso i cittadini e i rappresentanti politici;
• mettere il lavoro dignitoso al centro delle politiche sociali, finanziarie, commerciali, economiche e di sviluppo a livello internazionale, regionale e nazionale.
Nel quadro della Campagna internazionale, Solidar coordina l’iniziativa “Jobs Jobs Jobs”, un progetto triennale finanziato dall’Unione europea. Seminari, mostre fotografiche ed eventi sono organizzati in Belgio, Italia, Svezia, Regno Unito ed Estonia per discutere dell’importanza del lavoro dignitoso per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.
non ogni lavoro è un buon lavoro
Circa la metà dei lavoratori nel mondo guadagna meno di due dollari al giorno. Molti di questi lavoratori poveri lavorano in condizioni precarie, senza alcuna garanzia, sicurezza, diritti o protezione sociale. Se è vero che il lavoro è un elemento fondamentale per combattere la povertà, è altrettanto vero che solo un lavoro dignitoso può garantire il diritto a una vita dignitosa.
Oggi il lavoro dignitoso può rappresentare la via d’uscita dalla povertà per milioni di persone.
Inoltre, la crescita economica non è sufficiente. Il commercio internazionale e la crescita economica da soli non bastano infatti a eliminare la povertà. In molti Paesi la ricchezza continua a essere concentrata nelle mani di pochi individui.
Il lavoro dignitoso è dunque un meccanismo-chiave che permette la ridistribuzione della ricchezza e l’eliminazione della povertà.
cosa rende dignitoso il lavoro?
• Creazione di occupazione. La povertà è chiaramente correlata alla scarsità di posti di lavoro. La disoccupazione a livello globale ha raggiunto il livello record di 192 milioni di persone nel 2005 (sceso leggermente a circa 190 milioni nel 2007). Quasi la metà dei disoccupati nel mondo ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Circa 500 milioni di persone hanno un lavoro ma guadagnano meno di un dollaro al giorno. La creazione di posti di lavoro è essenziale per la lotta contro la povertà ma non basta. Garantire un lavoro dignitoso e un salario equo sono altrettanto importanti.
• Diritti dei lavoratori. Il lavoro dignitoso è uno strumento contro la povertà e contribuisce a migliorare il rendimento economico. Eppure, i diritti fondamentali del lavoro sono negati a milioni di lavoratori che sono costretti a lavorare molte ore con paghe irrisorie. Non avendo un contratto regolare, possono essere licenziati in qualsiasi momento, a totale discrezione del datore di lavoro. Le persone che lottano per i loro diritti sono spesso licenziate o minacciate. I sindacalisti sono addirittura aggrediti e uccisi. Secondo i dati della Csi, nel 2006 sono stati uccisi 144 sindacalisti, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente, oltre 800 i casi di aggressioni e torture collegate all’attività sindacale, quasi le 500 nuove detenzioni, circa 5000 gli arresti e oltre 8000 i licenziamenti di lavoratori per attività sindacali.
• Protezione sociale. Metà della popolazione mondiale non è coperta da assistenza sociale. In molti Paesi, né i datori di lavoro né il governo offrono un sostegno finanziario ai lavoratori in caso di malattia, gravidanza o disoccupazione. Questi lavoratori, senza alcuna rete di sicurezza, sono estremamente vulnerabili.
• Dialogo sociale. Un modo per migliorare le condizioni lavorative e promuovere i diritti dei lavoratori è costituito dalla collaborazione tra governi, imprenditori e rappresentanti dei lavoratori. Il dialogo sociale rafforza la democrazia e favorisce il buon governo, oltre a garantire che le strategie finalizzate alla riduzione della povertà rispondano effettivamente alle esigenze reali della gente comune.
lavoro dignitoso e Obiettivi del Millennio
Nel settembre del 2000, 189 governi di tutto il mondo hanno sottoscritto gli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio (indicati nel box qui sopra). Questi obiettivi spingono i governi ad attivarsi per riscattare milioni di persone dalla povertà entro il termine prefissato del 2015.
Il lavoro dignitoso contribuisce al raggiungimento di tutti e otto gli Obiettivi del Millennio. La povertà estrema, ad esempio, è associata alla mancanza di occupazione, ai salari bassi ed è aggravata da pessime condizioni lavorative, dal mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e dall’assenza di protezione sociale. L’esistenza del lavoro minorile è spesso legata all’impossibilità di accedere all’istruzione, e l’assenza di servizi sanitari e strutture didattiche di qualità è spesso dovuta alla mancanza di investimenti nel personale di questi settori.
Esistono già numerosi esempi della relazione tra lavoro dignitoso e raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Il progetto “Jobs Jobs Jobs” comprende otto studi condotti in Asia, Africa e America Latina che dimostrano e raccontano, attaverso storie di lavoratori, questa relazione. Gli otto studi (reperibili all’indirizzo http://www.solidar.org) offrono delle indicazioni su come il lavoro dignitoso possa diventare una realtà: basta volerlo.
• In Perù, la forte crescita economica coesiste con un alto tasso di povertà. Negli ultimi quattro anni, il Pil pro capite è aumentato in media del 4%. Ciò nonostante, il 10% circa della popolazione non ha un impiego e la maggioranza dei cittadini peruviani vive al di sotto della soglia di povertà. Sia la crescita economica sia il lavoro dignitoso sono essenziali per riscattare milioni di persone da una condizione di povertà disperata.
• In India, l’associazione di donne Sewa (Self-Employed Women’s Association) sta contribuendo a migliorare la salute materna e a ridurre la mortalità infantile potenziando il ruolo delle assistenti tradizionali al parto. Attraverso l’organizzazione e la formazione di queste lavoratrici, Sewa ha contribuito al miglioramento del loro status e delle loro condizioni economiche, oltre a rendere i parti più sicuri.
• In Zambia, circa quattro milioni di persone, in gran parte donne, riescono a sopravvivere lavorando nell’economia informale, vendendo le loro merci al mercato o per la strada. Questi lavoratori, organizzandosi, hanno trovato la forza di fare pressione sul governo affinché siano adottate misure per migliorate le loro pessime condizioni di lavoro.
• Nelle Filippine, il Trade Union Congress ha negoziato con gli imprenditori degli accordi che permettono ai lavoratori e alle persone a loro carico l’accesso ai servizi di assistenza familiare e salute riproduttiva. Il sindacato gestisce inoltre un programma di informazione su Aids/Hiv, un’altra iniziativa che contribuisce a rendere più dignitosa la vita dei lavoratori.
INFORMAZIONI: Solidar, rue du Commerce 22, B-1000 Bruxelles, Belgio; http://www.solidar.org; tel: +32 25001020, fax: +32 25001030; email: solidar@skynet.be
LE DATE DEL LAVORO DIGNITOSO
8 marzo: Festa internazionale della donna
28 aprile: Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro
1° maggio: Festa internazionale del lavoro
12 giugno: Giornata mondiale contro il lavoro minorile
23 agosto: Giornata internazionale della commemorazione dell’abolizione del commercio degli schiavi
7 ottobre: Giornata mondiale per il lavoro dignitoso
17 ottobre: Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà
18 dicembre: Giornata internazionale dell’immigrazione
OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE ENTRO IL 2015
• Eliminare la fame e la povertà estrema
• Garantire un’istruzione primaria a tutti
• Promuovere l’uguaglianza di genere e l’autonomia delle donne
• Ridurre la mortalità infantile
• Migliorare la salute materna
• Combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie
• Assicurare la sostenibilità ambientale
• Realizzare un partenariato globale per lo sviluppo
UNISCITI ALLA CAMPAGNA
PER IL LAVORO DIGNITOSO
• Scrivi a Solidar (solidar@skynet.be) per scoprire in che modo puoi dare il tuo sostegno concreto alla Campagna internazionale “Decent Work Decent Life” e partecipare agli eventi organizzati nel tuo Paese.
• Scopri se il tuo Paese ha ratificato le norme fondamentali sul lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro e le sta applicando.
• Rivolgiti al tuo sindacato nazionale per sapere in che modo i cittadini possono fare pressione sul governo affinché queste norme sul lavoro vengano applicate.
• Sostieni l’Appello all’azione contro la povertà. Indossa il braccialetto bianco e partecipa alle iniziative e alle mobilitazioni internazionali (http://www.whiteband.org).
INFORMAZIONI: http://www.solidar.org
perché una mobilitazione per il lavoro dignitoso?
di Barbara Caracciolo*
Prossimi alla scadenza del mandato del Parlamento europeo - le elezioni si terranno nella primavera del 2009 - ed avvicinandoci alla conclusione dell’esperienza della Commissione guidata da José Manuel Barroso, è il momento di agire per dire la nostra sull’Europa che vogliamo.
È il momento per dare un segnale forte ai futuri candidati europarlamentari sul fatto che l’Europa che vogliamo è un’Europa in grado di farsi promotrice, all’interno e all’esterno dei suoi confini, del diritto a un lavoro dignitoso.
I prossimi appuntamenti sull’agenda europea e internazionale (le elezioni europee, il rinnovo della Commissione, la Conferenza che si svolgerà a fine novembre in Qatar sull’aiuto allo sviluppo, che sancirà una presa di coscienza ufficiale della riduzione nel livello degli aiuti), nonché alcuni recenti sviluppi dell’agenda sociale europea, indicano l’urgenza di una mobilitazione per riaffermare il diritto a un lavoro dignitoso.
In Europa, le recenti sentenze della Corte di giustizia (le sentenze Laval e Viking del dicembre 2007 e la recente sentenza Ruffert dell’aprile 2008) hanno rimesso in questione il principio fondamentale di non discriminazione e, in particolare, il diritto a una “stessa retribuzione per uno stesso lavoro”, stabilendo la supremazia della libera prestazione di servizi sul diritto/dovere dei sindacati di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori (in particolare la difesa a un trattamento non discriminatorio) attraverso la negoziazione collettiva e il diritto di sciopero.
Intorno a noi, mentre l’Africa muore letteralmente di fame si discute della riduzione dell’aiuto alla sviluppo e della definizione di accordi di partenariato economico conclusi senza nessuna analisi degli impatti sul lavoro e sulle condizioni di lavoro di milioni di lavoratori.
Non c’è tempo da perdere per mobilitarsi in favore di un lavoro dignitoso. Gli appuntamenti in agenda sono definiti e gli obiettivi sono chiari. La nostra petizione (vedi pagina successiva, ndr.) vuole essere un mandato dei cittadini a chi domani ci rappresenterà nelle istituzioni europee affinché l’Europa di oggi e di domani garantisca il principio di non discriminazione tra lavoratori, il diritto alla negoziazione collettiva e delle regole commerciali eque.
Mobilitiamoci per dare un messaggio chiaro all’Europa: raccogliamo centinaia di migliaia di firme per dire “sì” al lavoro dignitoso e “no” a una politica di concorrenza basata sul deterioramento delle condizioni di lavoro, sulla riduzione dei salari e sulla concorrenza – piuttosto che sulla solidarietà – tra lavoratori.
Il 7 ottobre sarà la Giornata mondiale del lavoro dignitoso: per questa data vogliamo fare arrivare a Bruxelles centinaia di migliaia di firme. Mobilitiamoci!

la petizione internazionale per chiedere un lavoro dignitoso
Nonostante il boom economico, la maggior parte della popolazione mondiale non ne ha beneficiato e non ha visto un miglioramento della propria vita.
Oltre ad un rilevante livello di disoccupazione, molte sono anche le persone sottoccupate, o non pagate per il lavoro che svolgono. Metà della forza lavoro mondiale guadagna meno di due dollari al giorno. 12,3 milioni di uomini e donne lavorano in schiavitù. 200 milioni di bambini minori di 15 anni lavorano invece di andare a scuola. 2,2 milioni di persone muoiono ogni anno a causa di incidenti o malattie legate al lavoro. Nei Paesi sviluppati e in quelli in via di sviluppo, molti lavorano di più per una retribuzione più bassa e un crescente numero di persone – per la maggior parte donne – sono spinte a guadagnarsi da vivere nella cosiddetta economia informale, senza protezione sociale, senza diritti e in lavori precari.
Nel frattempo, le aziende utilizzano la minaccia dell’esternalizzazione per abbassare i salari e ostacolare duramente l’esercizio di diritti come quello alla contrattazione collettiva e il diritto di sciopero. I sindacalisti che si oppongono a queste tendenze vengono licenziati, minacciati, incarcerati e anche uccisi.
Solo un sistema internazionale basato sulla solidarietà e il rispetto dei diritti delle persone, racchiusi nelle Convenzioni delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione internazionale del lavoro, può frenare questa tendenza. Per questo domandiamo ai nostri governi di firmare queste Convenzioni, di darvi attuazione urgentemente e di mettere il lavoro dignitoso al centro delle loro azioni politiche.
Nel luglio del 2006, al Consiglio economico e sociale delle Nazioni Unite, i governi hanno adottato una Dichiarazione ministeriale il cui primo articolo dichiara: «Siamo convinti del bisogno urgente di creare un ambiente a livello nazionale ed internazionale che sia favorevole al raggiungimento di un’occupazione piena e produttiva e del lavoro dignitoso per tutti come fondamento per lo sviluppo sostenibile». Questa Dichiarazione deve essere accompagnata dalla ratifica e dall’attuazione delle norme dell’Organizzazione internazionale del lavoro da parte dei governi nonché dall’utilizzo da parte delle agenzie internazionali della nuova guida delle Nazioni Unite “Strumenti per l’occupazione e il lavoro dignitoso”, come primo passo verso una maggior coerenza politica e la realizzazione della promessa di un lavoro dignitoso per tutti.
È arrivato il momento di mettere in pratica queste promesse.
Noi crediamo che il lavoro dignitoso sia centrale per l’eliminazione della povertà, per il miglioramento della vita di uomini e donne e per renderli in grado di vivere in pace e in dignità. Chiediamo quindi urgentemente ai decisori politici di:
1) Lavoro dignitoso: riaffermare il contributo che il lavoro stabile e di qualità può dare a un’economia sana e a comunità basate su giustizia ed eguaglianza attraverso l’attuazione di strategie integrate per un’occupazione piena e produttiva, che includa anche coloro che attualmente stanno lavorando nella cosiddetta economia informale e che hanno bisogno di giustizia e diritti per difendere i loro interessi. Tutti hanno diritto al lavoro, a buone condizioni di lavoro e a un reddito sufficiente per i propri bisogni sociali, familiari ed economici di base, un diritto che dovrebbe essere rafforzato fornendo salari adeguati.
2) Diritti: i diritti dei lavoratori a formare e partecipare alle organizzazioni sindacali e alla contrattazione collettiva con i loro datori di lavoro sono fondamentali per realizzare il lavoro dignitoso; tutte le organizzazioni internazionali, i governi e le imprese devono tener fede alla loro responsabilità di rispetto dei diritti umani dei lavoratori.
3) Protezione sociale: rafforzare e ampliare la protezione sociale assicurando l’accesso alla sicurezza sociale, alle pensioni, agli indennizzi di disoccupazione, alla protezione in caso di maternità e all’assistenza sanitaria di qualità per tutti. Questi benefici dovrebbero essere disponibili per tutti, inclusi i lavoratori della cosiddetta economia informale.
4) Commercio: cambiare le regole ingiuste del commercio e assicurare che gli accordi commerciali siano usati come uno strumento per promuovere il lavoro dignitoso, lo sviluppo sostenibile e per rafforzare le posizioni dei lavoratori nel mondo, delle donne, dei disoccupati e dei poveri. Meccanismi vincolanti per la promozione e il rafforzamento del lavoro dignitoso, tra cui le norme fondamentali del lavoro, devono essere inclusi negli accordi commerciali. I governi devono interrompere la negoziazione di accordi che possano colpire negativamente i poveri, creare disoccupazione e portare allo sfruttamento. Le istanze delle organizzazioni dei lavoratori e del resto della società civile devono essere ascoltate.
5) Debito: assicurare che le priorità degli istituti finanziari internazionali includano le questioni sociali e ambientali. In particolare, devono essere interrotte quelle condizioni di prestito e di debito che forzano i Paesi a deregolarizzare i mercati del lavoro, a ridurre la spesa pubblica e a privatizzare i servizi pubblici sacrificandone la qualità e le possibilità di accesso. Tutti i progetti consolidati attraverso queste istituzioni devono aderire alle norme fondamentali del lavoro nella loro attuazione.
6) Aiuti allo sviluppo: assicurare che i governi dei Paesi ricchi tengano fede ai loro impegni di accrescere il livello di aiuto allo sviluppo ufficiale almeno allo 0,7% del Pil. Adeguati finanziamenti allo sviluppo sono indispensabili per raggiungere gli Obiettivi di sviluppo del Millennio dell’Onu.
7) Immigrazione: assicurare che i lavoratori immigrati non vengano sfruttati e godano degli stessi diritti degli altri lavoratori attraverso, tra l’altro, la ratifica delle Convenzioni rilevanti dell’Ilo e della Convenzione Onu del 1990 sulla protezione dei Diritti di tutti i lavoratori migranti e dei membri delle loro famiglie.
INFORMAZIONI: per sottoscrivere la petizione collegarsi alla pagina web:
http://www.decentwork.org/index.php?option=com_content&task=view&id=33&Itemid=29
COME RACCOGLIERE LE FIRME
E CONTRIBUIRE ALLA CAMPAGNA
Molte organizzazioni hanno già aderito alla petizione per un lavoro dignitoso - circa 60 di cui 8 italiane - e stanno già raccogliendo le firme su Internet o sugli appositi “quaderni delle 400 firme”. Tuttavia, nei prossimi mesi ci sarà bisogno di una più ampia mobilizzazione per portare a Bruxelles il 7 ottobre (Giornata mondiale per un lavoro dignitoso) migliaia di firme.
Qui di seguito indichiamo 5 passi che si possono facilmente fare per aiutare attivamente la raccolta firme, le quali saranno consegnate il 7 ottobre prossimo ai massimi rappresentati dell’Ue ed entro la fine dell’anno ai rappresentanti dei governi che saranno presenti a Doha per la Conferenza intergovernativa sul finanziamento dello sviluppo.
1) Firmate e fate firmare su Internet all’indirizzo http://www.decentwork.org o sugli appositi quaderni di raccolta firme che troverete e che potete richiedere presso gli uffici di Cgil-Cisl-Uil Lombardia.
2) Organizzate una raccolta firme nel vostro comune, o all’interno della vostra organizzazione. A questo scopo potete stampare il quaderno delle 400 firme disponibile all’indirizzo web http://www.decentwork.org e il volantino “Firma la petizione” che può essere richiesto in formato elettronico a barbara@solidar.org.
Una volta terminata la raccolta delle firme, abbiate cura di informare del numero di firme raccolte o rispedire i quaderni a Solidar (Rue du Commerce 22, BE-1000 Bruxelles, Belgio) o all’Ituc (International Trade Union Confederation, Boulevard du Roi Albert II, 5, Bte 1, BE-1210 Bruxelles, Belgio).
3) Diffondete la petizione inserendo il bottone web “Firma la petizione” sul sito Internet della vostra organizzazione, sul vostro blog, facebook o firma elettronica o inviate una cartolina elettronica alla vostra lista di contatti.
4) Fai conoscere la tua azione e invia tutte le informazioni e foto fatte durante le azioni di raccolta firme per la petizione, saranno pubblicate nella sezione “Gallery” del sito http://www.decentwork.org.
5) Organizzate una mostra fotografica: tra i materiali elaborati nel quadro della Campagna sul lavoro dignitoso c’è infatti la mostra fotografica “È tempo per un lavoro dignitoso” (realizzata con il supporto dell’Ue): venti pannelli che offrono voci e volti di lavoratori e lavoratrici di tutto il mondo e spiegano l’importanza del lavoro dignitoso per costruire società più giuste e integrate. Una versione inglese della mostra è disponibile nella sezione “Material” del sito http://www.decentwork.org. Le strutture interessate a riprodurre la versione italiana della mostra possono rivolgersi a Barbara Caracciolo (barbara@solidar.org).
INFORMAZIONI: Tutti i materiali della Campagna qui menzionati sono disponibili all’indirizzo web http://www.decentwork.org o su richiesta a decentwork@solidar.org
• Solidar: Rue du Commerce 22, BE-1000 Bruxelles, Belgio; http://www.solidar.org: referente Campagna Barbara Caracciolo
• International Trade Union Confederation: Boulevard du Roi Albert II, 5, Bte 1, BE-1210 Bruxelles, Belgio; http://www.ituc-csi.org; referente Campagna Kristin Blom

situazione mondiale dell’occupazione
La crescita del prodotto mondiale lordo è continuata nel 2007 a un tasso del 5,2%, contribuendo alla stabilizzazione del mercato del lavoro: sono circa 3 miliardi le persone occupate di età superiore ai 15 anni, con un aumento di circa l’1,6% rispetto all’anno precedente e un incremento del 17,4% rispetto al 1997. È quanto rileva l’Organizzazione internazionale del lavoro (Oil-Ilo) nel Rapporto Global Employment Trends del gennaio 2008, secondo cui degli oltre 45 milioni di posti di lavoro creati tra il 2006 e il 2007 la maggior parte ha riguardato la regione del Sud Asia. I livelli di produttività sono aumentati in misura maggiore rispetto ai livelli di occupazione, mentre il numero totale di disoccupati è cresciuto leggermente rispetto all’anno precedente attestandosi a 189,9 milioni, per un tasso di disoccupazione mondiale rimasto costante al 6%.
previsioni per il 2008
Data l’instabilità economico-finanziaria e il continuo aumento dei prezzi delle materie prime, le previsione per il 2008 stimano una riduzione della crescita economica mondiale al 4,8% del prodotto mondiale lordo. Ma, osserva l’Ilo, con l’incremento della globalizzazione la diminuzione della crescita economica in corso, soprattutto nelle economie avanzate (tra le quali l’Unione europea), non dovrebbe avere un impatto negativo particolarmente incisivo sull’economia e le prestazioni nei mercati del lavoro del resto del mondo. La diminuzione di circa 240.000 unità nella creazione di posti di lavoro prevista nelle economie avanzate dovrebbe infatti essere più che compensata dalla creazione di lavoro nel resto del mondo, tanto che si prevede comunque un incremento di circa 40 milioni di posti di lavoro a livello mondiale nel corso del 2008, mentre dovrebbe crescere leggermente anche il livello di disoccupazione con 5 milioni di disoccupati in più e un tasso mondiale al 6,1%.
quasi mezzo miliardo di lavoratori poveri
Una situazione economica mondiale relativamente invariata comporta però conseguenze negative per la riduzione della povertà, anche tra i lavoratori e specialmente nelle regioni più povere del mondo: si stimano attualmente 486,7 milioni di lavoratori nel mondo che vivono con l’equivalente di circa un dollaro al giorno e 1,3 miliardi che non superano i due dollari giornalieri. Ciò significa che, nonostante lavorino, oltre quattro lavoratori su dieci si trovano in condizioni di povertà estrema. Al fine di ridurre la disoccupazione e la povertà da lavoro, sostiene l’Ilo, è essenziale utilizzare meglio i periodi di forte crescita economica per creare un maggior numero di posti di lavoro dignitosi e produttivi.
problemi per giovani e donne
Osservando il tasso di occupazione della popolazione mondiale in età lavorativa si constata come sia diminuito negli ultimi dieci anni di circa un punto percentuale, attestandosi al 61,7% nel 2007. Una diminuzione che ha riguardato soprattutto i giovani e dovuta solo in parte all’aumento della scolarizzazione: nella fascia d’età 15-24 anni il tasso è passato dal 50,6% del 1997 al 47,8% del 2007. Resta elevato anche il gap tra uomini e donne, con il 49,1% delle donne in età lavorativa occupate nel 2007 contro il 74,3% degli uomini, altro indicatore delle minori possibilità per le donne di partecipare al mercato del lavoro: nel 2007 il 52,5% delle donne lavorava o era in cerca di lavoro, cioè meno di dieci anni prima, a fronte di un tasso di partecipazione maschile pur diminuito leggermente ma che raggiungeva il 78,8%.
alto livello di vulnerabilità
Per quanto riguarda i settori di occupazione, nel 2007 i servizi con il 42,7% degli occupati a livello mondiale hanno superato l’agricoltura attestatasi al 34,9%, mentre l’industria ha continuato la diminuzione degli ultimi anni raggiungendo il 22,4%. Nel 2007, circa la metà dei lavoratori contribuiva sia al proprio sostentamento sia all’economia familiare, un tasso di vulnerabilità occupazionale diminuito solo leggermente negli ultimi dieci anni. Inoltre, neanche la metà di questi lavoratori godeva della sicurezza resa possibile da lavori stipendiati e salariati. Tenendo conto che nelle regioni mondiali più povere un lavoro salariato può anche non assicurare tutte le caratteristiche di un lavoro dignitoso, si può comprendere come solo una minoranza di lavoratori abbia un lavoro ben retribuito con diritti rispettati e tutele in caso di perdita del lavoro.
lavoro dignitoso tra gli obiettivi del Millennio
Sulla base della convinzione che la povertà può essere ridotta solo se le persone hanno un lavoro dignitoso e produttivo, nel 2006 è stato modificato il primo degli Obiettivi del Millennio sanciti dall’Onu nel 2000, introducendo appunto il concetto di «occupazione piena e produttiva e lavoro dignitoso per tutti, incluse le donne e i giovani». Al fine di misurare la realizzazione di questo nuovo obiettivo sono stati selezionati quattro indicatori: tasso di occupazione; occupazione vulnerabile; tasso di lavoratori poveri (un dollaro al giorno) sul totale degli occupati; crescita nella produttività del lavoro. Combinati con gli altri indicatori comuni del mercato del lavoro questi possono dunque essere utili per un’analisi più dettagliata.
INFORMAZIONI: http://www.ilo.org
PARITÁ DI GENERE PER UN LAVORO DIGNITOSO
All’inizio di giugno, l’Ilo ha lanciato una Campagna mondiale di un anno per evidenziare il ruolo centrale dell’uguaglianza di genere nell’agenda del lavoro dignitoso e nelle attività dei governi, delle organizzazioni sindacali e dei datori di lavoro. La Campagna è costruita sulla base di 12 tematiche che saranno osservate attraverso la “lente di genere”, per evidenziare come molti elementi nel mondo del lavoro possono colpire in modo differente uomini e donne, particolarmente nel loro accesso ai diritti, all’occupazione, alla protezione sociale e al dialogo sociale. I risultati della Campagna costituiranno uno degli elementi del dibattito nel corso della Conferenza internazionale del lavoro che si terrà nel giugno 2009.
INFORMAZIONI: http://www.ilo.org/gender/Events/Campaign2008-2009/lang--en/index.htm
l’impegno dell’Ue per il lavoro dignitoso
«Promuovere il lavoro dignitoso e una globalizzazione equa è diventato l’obiettivo chiave sia per la comunità internazionale sia per l’Ue ed è stato sostenuto fermamente dai leader europei durante il Consiglio europeo del dicembre 2007» ha dichiaro il commissario europeo per l’Occupazione e gli Affari sociali Vladimir Špidla, annunciando il 24 gennaio 2008 l’impegno dell’Ue a sviluppare le politiche interne ed esterne per promuovere un lavoro dignitoso per tutti. Secondo il commissario europeo è necessario «rafforzare la dimensione sociale attraverso lavori dignitosi, adeguata protezione sociale, standard lavorativi e favorendo lo sviluppo», obiettivo per il quale l’Ue «metterà insieme tutte le politiche di rilievo e tutti gli strumenti europei che assicurino un forte contributo nel promuovere il lavoro dignitoso per tutti a livello globale».
L’iniziativa rappresenta l’evento principale organizzato dai diversi servizi dell’esecutivo europeo che hanno a che fare in vario modo con il programma del lavoro di qualità e che mettono insieme gli elementi chiave delle autorità nazionali ed europee, dei Paesi in via di sviluppo, delle economie emergenti, della società civile e delle organizzazioni internazionali. I risultati di questa iniziativa faranno parte del pacchetto di proposte che sarà presentato dalla Commissione nel settembre prossimo come continuazione del suo Rapporto 2006 sul lavoro dignitoso. Le proposte che saranno presentate dalla Commissione hanno l’obiettivo di: mobilitare meglio le politiche dell’Ue per la promozione del lavoro dignitoso; valutare attentamente gli sforzi fatti finora a livello europeo e nazionale in questo senso; contribuire all’agenda internazionale sul lavoro dignitoso, in particolare attraverso la cooperazione con l’Ilo e l’intero sistema delle Nazioni Unite; mobilitare ulteriormente tutti gli attori rilevanti nel promuovere la dimensione sociale della globalizzazione.
In molti Paesi in via di sviluppo «la scarsità di lavoro può avere un impatto significativo sulla società, specialmente per i giovani. Fallire nel porre rimedio a questa crisi potrà solo portare a una maggiore esclusione sociale e a una maggiore povertà, che non faranno che aumentare la frustrazione tra i giovani» ha osservato il commissario europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti umanitari, Louis Michel, secondo il quale solo sostenendo i Paesi in via di sviluppo nei loro sforzi per promuovere l’occupazione e il lavoro dignitoso «possiamo aspirare a ridurre la povertà e a raggiungere una maggiore stabilità politica e sociale».
Il commissario europeo al Commercio, Peter Mandelson, ritiene invece che il libero commercio e una globalizzazione equa possano «creare occupazione, mentre i lavori dignitosi affrancano dalla povertà senza compromettere la crescita economica». Questa visione è promossa nella nuova generazione di accordi commerciali bilaterali, ha aggiunto Mandelson, «attraverso il nostro lavoro con l’Ilo e i nostri sforzi nel sollevare le questioni relative allo sviluppo sociale nell’ambito dell’Organizzazione mondiale del commercio» (Omc-Wto).
Un certo numero di iniziative concrete sono già state prese dall’Ue in ambiti quali il rafforzamento dell’interazione tra dimensione interna ed esterna della Strategia di Lisbona, il lancio di una cooperazione con economie emergenti quali Cina, India, Brasile e Sudafrica rispetto alla politica sociale e del lavoro così come in ambito di commercio, di sviluppo della cooperazione e di relazioni esterne. L’Ue ha poi portato il suo contributo alla 46ª sessione della Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale, svoltasi dal 6 al 15 febbraio 2008 a New York, il cui tema principale è stato proprio quello della promozione dell’occupazione e del lavoro dignitoso.
INFORMAZIONI: http://ec.europa.eu/employment_social/international_cooperation/decent_work_en.htm
LAVORO DIGNITOSO PER I MIGRANTI E RUOLO DELL’UE
Nei Paesi in via di sviluppo i lavoratori migranti concorrono ad alimentare un boom economico in settori ad alta intensità di manodopera. Il settore dell’abbigliamento nella Thailandia settentrionale e l’industria elettronica della Cina sud-orientale, ad esempio, hanno costruito la loro veloce espansione economica sull’abbondante manodopera a basso costo, come evidenziato da una ricerca condotta tra i lavoratori dall’Olof Palme Center (http://www.palmecenter.org) per Solidar nell`ambito del progetto “Jobs Jobs Jobs”. I lavoratori migranti sono poi molto importanti per le economie dei propri Paesi d’origine, offrendo un sostegno finanziario cruciale alle loro famiglie.
Tuttavia, i lavoratori migranti pagano un prezzo personale altissimo, vivono e lavorano in condizioni disumane e, molto spesso, ricevono salari da miseria. Essi sono una fonte di lavoro economico, vulnerabile e non tutelato, fabbricando prodotti che sono spesso venduti a prezzi bassissimi nei Paesi europei.
Per questo, i responsabili del progetto “Jobs Jobs Jobs” ritengono che l’Unione europea debba svolgere un ruolo importante nel promuovere le regole di un lavoro dignitoso per la forza-lavoro migrante, e in particolare:
• sottolineare l’importanza del lavoro dignitoso nei suoi rapporti e accordi commerciali;
• utilizzare gli aiuti allo sviluppo dell’Ue per sostenere gli sforzi volti a creare lavoro dignitoso in imprese importanti nei Paesi in via di sviluppo;
• integrare il lavoro dignitoso negli sforzi tesi a creare una politica comune sulla migrazione e a gestire i flussi migratori;
• promuovere il valore economico e morale del lavoro dignitoso nei riguardi dei consumatori e dei datori di lavoro dell’Unione europea.
Inoltre, sottolineano i promotori del progetto “Jobs Jobs Jobs”, il lavoro dignito non riguarda solo i Paesi in via si sviluppo ma anche l’Europa, dove i lavoratori sono sottoposti a situazioni di lavoro sempre più precarie e discriminanti, soprattutto i lavoratori immigrati. Ogni anno, oltre 350.000 lavoratori sono costretti a cambiare lavoro in seguito a un incidente di lavoro, 300.000 subiscono un’invalidità permanente e 15.000 non possono più tornare al lavoro. Tutti gli Stati membri dell’Ue hanno ratificato le Convenzioni fondamentali dell’Organizzazione internazionale del lavoro sulla discriminazione e la parità di remunerazione, tuttavia la discriminazione economica è tuttora marcata. Le differenze di remunerazione tra uomini e donne si riscontrano in tutti gli Stati membri ed i tassi di disoccupazione sono solitamente più alti tra le donne che tra gli uomini.
LINK UTILI
• Campagna “Decent work decent life”: http://www.decentwork.org
• Giornata mondiale per il lavoro dignitoso (7 ottobre): http://www.wddw.org
• Organizzazione internazionale del lavoro (Oil-Ilo): http://www.ilo.org
• Confederazione sindacale internazionale (Csi-Ituc): http://www.ituc-csi.org
• Confederazione europea dei sindacati (Ces-Etuc): http://www.etuc.org
• Commissione europea: http://ec.europa.eu/employment_social/international_cooperation/decent_work_en.htm
• Commissione delle Nazioni Unite per lo sviluppo sociale (Csocd): http://www.un.org/esa/socdev/csd
• Sito Ilo-Fao “Food, Agriculture & Decent Work”: http://www.fao-ilo.org
• Campagna “Gender Equality at the Heart of Decent Work”: http://www.ilo.org/gender/Events/Campaign2008-2009/lang--en/index.htm
• Campagna del Millennio contro la povertà: http://www.endpoverty2015.org
• Campagna “Every human has rights”: http://www.everyhumanhasrights.org
• Global progressive forum: http://www.globalprogressiveforum.org/index.cfm
• Social alert: http://www.socialalert.org/k/
• Solidar: http://www.solidar.org
• Solidar decent work newsletter: http://www.decentwork.org//index.php?option=com_content&task=view&id=37&Itemid=28
• Iscos: http://www.iscos.cisl.it/sostienici.asp
