Inserto n. 51:
Decent Work


un lavoro dignitoso per una vita dignitosa

Le difficoltà che i lavoratori devono affrontare per ottenere un lavoro dignitoso, che contribuisca a rendere dignitosa la loro vita, costituiscono un problema che supera tutte le frontiere nazionali e culturali.

Il lavoro dignitoso è una strategia per realizzare uno sviluppo sostenibile basato sulle persone ed è alla base di una società giusta, equa ed inclusiva, fondata sulla creazione di posti di lavoro, sul rispetto dei diritti dei lavoratori, sull’accesso alla protezione sociale e al dialogo sociale.

Per lavoro dignitoso si intende:
• un lavoro produttivo e scelto liberamente, che offre un reddito adeguato e assicura il riconoscimento e la tutela dei diritti dei lavoratori;
• un lavoro che garantisce la disponibilità di un numero sufficiente di opportunità di impiego e un accesso uguale all’occupazione senza discriminazioni;
• un lavoro che offre ai lavoratori un salario adeguato e consente loro e alle loro famiglie di vivere in modo dignitoso;
• un lavoro che offre protezione sociale in caso di malattia, anzianità, gravidanza e nei normali alti e bassi che tutte le persone affrontano nel corso della vita;
• una condizione che significa libertà dallo sfruttamento.

Il lavoro dignitoso consente inoltre ai lavoratori di organizzarsi per rappresentare i propri diritti in modo collettivo e di partecipare a un dialogo sociale autentico in quanto cittadini e lavoratori.

la Campagna internazionale
“Lavoro dignitoso per una vita dignitosa” è una Campagna internazionalecondotta dalla Confederazione sindacale internazionale (Csi-Ituc), dal Global progressive forum, da Social alert, dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces-Etuc) e da Solidar, allo scopo di:

sensibilizzare al lavoro dignitoso i cittadini e i rappresentanti politici;
mettere il lavoro dignitoso al centro delle politiche sociali, finanziarie, commerciali, economiche e di sviluppo a livello internazionale, regionale e nazionale.

Nel quadro della Campagna internazionale, Solidar coordina l’iniziativa “Jobs Jobs Jobs”, un progetto triennale finanziato dall’Unione europea. Seminari, mostre fotografiche ed eventi sono organizzati in Belgio, Italia, Svezia, Regno Unito ed Estonia per discutere dell’importanza del lavoro dignitoso per il raggiungimento degli Obiettivi di sviluppo del Millennio.

non ogni lavoro è un buon lavoro
Circa la metà dei lavoratori nel mondo guadagna meno di due dollari al giorno. Molti di questi lavoratori poveri lavorano in condizioni precarie, senza alcuna garanzia, sicurezza, diritti o protezione sociale. Se è vero che il lavoro è un elemento fondamentale per combattere la povertà, è altrettanto vero che solo un lavoro dignitoso può garantire il diritto a una vita dignitosa.
Oggi il lavoro dignitoso può rappresentare la via d’uscita dalla povertà per milioni di persone.
Inoltre, la crescita economica non è sufficiente. Il commercio internazionale e la crescita economica da soli non bastano infatti a eliminare la povertà. In molti Paesi la ricchezza continua a essere concentrata nelle mani di pochi individui.
Il lavoro dignitoso è dunque un meccanismo-chiave che permette la ridistribuzione della ricchezza e l’eliminazione della povertà.

cosa rende dignitoso il lavoro?

Creazione di occupazione. La povertà è chiaramente correlata alla scarsità di posti di lavoro. La disoccupazione a livello globale ha raggiunto il livello record di 192 milioni di persone nel 2005 (sceso leggermente a circa 190 milioni nel 2007). Quasi la metà dei disoccupati nel mondo ha un’età compresa tra i 15 e i 24 anni. Circa 500 milioni di persone hanno un lavoro ma guadagnano meno di un dollaro al giorno. La creazione di posti di lavoro è essenziale per la lotta contro la povertà ma non basta. Garantire un lavoro dignitoso e un salario equo sono altrettanto importanti.
Diritti dei lavoratori. Il lavoro dignitoso è uno strumento contro la povertà e contribuisce a migliorare il rendimento economico. Eppure, i diritti fondamentali del lavoro sono negati a milioni di lavoratori che sono costretti a lavorare molte ore con paghe irrisorie. Non avendo un contratto regolare, possono essere licenziati in qualsiasi momento, a totale discrezione del datore di lavoro. Le persone che lottano per i loro diritti sono spesso licenziate o minacciate. I sindacalisti sono addirittura aggrediti e uccisi. Secondo i dati della Csi, nel 2006 sono stati uccisi 144 sindacalisti, con un aumento del 25% rispetto all’anno precedente, oltre 800 i casi di aggressioni e torture collegate all’attività sindacale, quasi le 500 nuove detenzioni, circa 5000 gli arresti e oltre 8000 i licenziamenti di lavoratori per attività sindacali.
Protezione sociale. Metà della popolazione mondiale non è coperta da assistenza sociale. In molti Paesi, né i datori di lavoro né il governo offrono un sostegno finanziario ai lavoratori in caso di malattia, gravidanza o disoccupazione. Questi lavoratori, senza alcuna rete di sicurezza, sono estremamente vulnerabili.
Dialogo sociale. Un modo per migliorare le condizioni lavorative e promuovere i diritti dei lavoratori è costituito dalla collaborazione tra governi, imprenditori e rappresentanti dei lavoratori. Il dialogo sociale rafforza la democrazia e favorisce il buon governo, oltre a garantire che le strategie finalizzate alla riduzione della povertà rispondano effettivamente alle esigenze reali della gente comune.

lavoro dignitoso e Obiettivi del Millennio
Nel settembre del 2000, 189 governi di tutto il mondo hanno sottoscritto gli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio (indicati nel box qui sopra). Questi obiettivi spingono i governi ad attivarsi per riscattare milioni di persone dalla povertà entro il termine prefissato del 2015.
Il lavoro dignitoso contribuisce al raggiungimento di tutti e otto gli Obiettivi del Millennio. La povertà estrema, ad esempio, è associata alla mancanza di occupazione, ai salari bassi ed è aggravata da pessime condizioni lavorative, dal mancato rispetto dei diritti dei lavoratori e dall’assenza di protezione sociale. L’esistenza del lavoro minorile è spesso legata all’impossibilità di accedere all’istruzione, e l’assenza di servizi sanitari e strutture didattiche di qualità è spesso dovuta alla mancanza di investimenti nel personale di questi settori.
Esistono già numerosi esempi della relazione tra lavoro dignitoso e raggiungimento degli Obiettivi del Millennio. Il progetto “Jobs Jobs Jobs” comprende otto studi condotti in Asia, Africa e America Latina che dimostrano e raccontano, attaverso storie di lavoratori, questa relazione. Gli otto studi (reperibili all’indirizzo http://www.solidar.org) offrono delle indicazioni su come il lavoro dignitoso possa diventare una realtà: basta volerlo.
• In Perù, la forte crescita economica coesiste con un alto tasso di povertà. Negli ultimi quattro anni, il Pil pro capite è aumentato in media del 4%. Ciò nonostante, il 10% circa della popolazione non ha un impiego e la maggioranza dei cittadini peruviani vive al di sotto della soglia di povertà. Sia la crescita economica sia il lavoro dignitoso sono essenziali per riscattare milioni di persone da una condizione di povertà disperata.
• In India, l’associazione di donne Sewa (Self-Employed Women’s Association) sta contribuendo a migliorare la salute materna e a ridurre la mortalità infantile potenziando il ruolo delle assistenti tradizionali al parto. Attraverso l’organizzazione e la formazione di queste lavoratrici, Sewa ha contribuito al miglioramento del loro status e delle loro condizioni economiche, oltre a rendere i parti più sicuri.
• In Zambia, circa quattro milioni di persone, in gran parte donne, riescono a sopravvivere lavorando nell’economia informale, vendendo le loro merci al mercato o per la strada. Questi lavoratori, organizzandosi, hanno trovato la forza di fare pressione sul governo affinché siano adottate misure per migliorate le loro pessime condizioni di lavoro.
• Nelle Filippine, il Trade Union Congress ha negoziato con gli imprenditori degli accordi che permettono ai lavoratori e alle persone a loro carico l’accesso ai servizi di assistenza familiare e salute riproduttiva. Il sindacato gestisce inoltre un programma di informazione su Aids/Hiv, un’altra iniziativa che contribuisce a rendere più dignitosa la vita dei lavoratori.

INFORMAZIONI: Solidar, rue du Commerce 22, B-1000 Bruxelles, Belgio; http://www.solidar.org; tel: +32 25001020, fax: +32 25001030; email: solidar@skynet.be

 

LE DATE DEL LAVORO DIGNITOSO

8 marzo: Festa internazionale della donna
28 aprile: Giornata mondiale per la sicurezza e la salute sul lavoro
1° maggio: Festa internazionale del lavoro
12 giugno: Giornata mondiale contro il lavoro minorile
23 agosto: Giornata internazionale della commemorazione dell’abolizione del commercio degli schiavi 
7 ottobre: Giornata mondiale per il lavoro dignitoso
17 ottobre: Giornata mondiale per l’eliminazione della povertà
18 dicembre: Giornata internazionale dell’immigrazione

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE ENTRO IL 2015

• Eliminare la fame e la povertà estrema
• Garantire un’istruzione primaria a tutti
• Promuovere l’uguaglianza di genere e l’autonomia delle donne
• Ridurre la mortalità infantile
• Migliorare la salute materna
• Combattere l’Hiv/Aids, la malaria e altre malattie
• Assicurare la sostenibilità ambientale
• Realizzare un partenariato globale per lo sviluppo

UNISCITI ALLA CAMPAGNA PER IL LAVORO DIGNITOSO

• Scrivi a Solidar (solidar@skynet.be) per scoprire in che modo puoi dare il tuo sostegno concreto alla Campagna internazionale “Decent Work Decent Life” e partecipare agli eventi organizzati nel tuo Paese.
Scopri se il tuo Paese ha ratificato le norme fondamentali sul lavoro dell’Organizzazione internazionale del lavoro e le sta applicando.
Rivolgiti al tuo sindacato nazionale per sapere in che modo i cittadini possono fare pressione sul governo affinché queste norme sul lavoro vengano applicate.
Sostieni l’Appello all’azione contro la povertà. Indossa il braccialetto bianco e partecipa alle iniziative e alle mobilitazioni internazionali (http://www.whiteband.org).

INFORMAZIONI: http://www.solidar.org

 

perché una mobilitazione per il lavoro dignitoso?
di Barbara Caracciolo*

Prossimi alla scadenza del mandato del Parlamento europeo - le elezioni si terranno nella primavera del 2009 - ed avvicinandoci alla conclusione dell’esperienza della Commissione guidata da José Manuel Barroso, è il momento di agire per dire la nostra sull’Europa che vogliamo.
È il momento per dare un segnale forte ai futuri candidati europarlamentari sul fatto che l’Europa che vogliamo è un’Europa in grado di farsi promotrice, all’interno e all’esterno dei suoi confini, del diritto a un lavoro dignitoso.
I prossimi appuntamenti sull’agenda europea e internazionale (le elezioni europee, il rinnovo della Commissione, la Conferenza che si svolgerà a fine novembre in Qatar sull’aiuto allo sviluppo, che sancirà una presa di coscienza ufficiale della riduzione nel livello degli aiuti), nonché alcuni recenti sviluppi dell’agenda sociale europea, indicano l’urgenza di una mobilitazione per riaffermare il diritto a un lavoro dignitoso. 
In Europa, le recenti sentenze della Corte di giustizia (le sentenze Laval e Viking del dicembre 2007 e la recente sentenza Ruffert dell’aprile 2008) hanno rimesso in questione il principio fondamentale di non discriminazione e, in particolare, il diritto a una “stessa retribuzione per uno stesso lavoro”, stabilendo la supremazia della libera prestazione di servizi sul diritto/dovere dei sindacati di garantire il rispetto dei diritti dei lavoratori (in particolare la difesa a un trattamento non discriminatorio) attraverso la negoziazione collettiva e il diritto di sciopero. 
Intorno a noi, mentre l’Africa muore letteralmente di fame si discute della riduzione dell’aiuto alla sviluppo e della definizione di accordi di partenariato economico conclusi senza nessuna analisi degli impatti sul lavoro e sulle condizioni di lavoro di milioni di lavoratori.  
Non c’è tempo da perdere per mobilitarsi in favore di un lavoro dignitoso. Gli appuntamenti in agenda sono definiti e gli obiettivi sono chiari. La nostra petizione (vedi pagina successiva, ndr.) vuole essere un mandato dei cittadini a chi domani ci rappresenterà nelle istituzioni europee affinché l’Europa di oggi e di domani garantisca il principio di non discriminazione tra lavoratori, il diritto alla negoziazione collettiva e delle regole commerciali eque.
Mobilitiamoci per dare un messaggio chiaro all’Europa: raccogliamo centinaia di migliaia di firme per dire “sì” al lavoro dignitoso e “no” a una politica di concorrenza basata sul deterioramento delle condizioni di lavoro, sulla riduzione dei salari e sulla concorrenza – piuttosto che sulla solidarietà – tra lavoratori.
Il 7 ottobre sarà la Giornata mondiale del lavoro dignitoso: per questa data vogliamo fare arrivare a Bruxelles centinaia di migliaia di firme. Mobilitiamoci!