coinvolgimento dei lavoratori nella Società europea

Il 26 febbraio scorso il ministro del Lavoro italiano ha convocato le parti sociali (sindacati e imprenditori) per l'avvio del confronto sul recepimento della direttiva relativa allo Statuto della Società europea.
Nel corso dell'incontro il governo ha invitato le parti sociali ad avviare tale confronto e a raggiungere un'intesa (avviso comune) riservando al governo stesso, in una prima fase, un semplice ruolo di coordinamento (cabina di regia) e di assistenza tecnica alla formulazione dei testi di attuazione della direttiva.
L'incontro verteva anche sul recepimento di un'altra direttiva specifica sull'informazione e consultazione dei lavoratori, che ha tempi di recepimento più lunghi e sulla quale ci ripromettiamo di parlare sui prossimi numeri di "euronote".
Il confronto si è per ora interrotto, e, sul versante sindacale, Cgil, Cisl e Uil stanno elaborando proposte sui criteri di recepimento.

Ma andiamo con ordine.

Abbiamo già parlato in altri numeri di "euronote" della Società europea, e del regolamento approvato, che consente ad una impresa di un Paese membro di costituirsi secondo un ordinamento comunitario, valevole in tutto il territorio, e non più secondo l'ordinamento specifico del proprio Paese.
Ma ciò che è ancora più importante, è che nell'ottobre 2001 veniva approvata la direttiva che completa lo statuto della Società europea (SE) per quanto riguarda il coinvolgimento dei lavoratori.
In sintesi, il coinvolgimento dei lavoratori è un passaggio obbligatorio per la costituzione della Società europea, e senza il raggiungimento di un accordo in tal senso la SE non può essere registrata.
La direttiva, in sintesi:

Ovviamente saranno importanti le modalità di recepimento nei singoli Stati membri, ma si può già affermare che questa direttiva, unitamente a quella specifica su informazione, consultazione e partecipazione (pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee il 23 marzo scorso) consentiranno maggiori diritti ai lavoratori e alle loro rappresentanze.

Non è poca cosa, in una fase in cui anche in Europa molte ristrutturazioni e chiusure di importanti aziende sono avvenute senza alcuna informazione e coinvolgimento dei lavoratori. La materia è certo difficile, anche perché in Europa si confrontano modelli assai diversi sia di tradizioni di "relazioni industriali" sia di partecipazione dei lavoratori agli assetti societari.

Con questo inserto vorremmo cercare di far capire ad un pubblico più vasto un argomento decisamente complesso come quello della Società europea e delle procedure previste per il coinvolgimento dei lavoratori. Molte RSU e sindacalisti, soprattutto se operano in aziende multinazionali, hanno bisogno di ulteriori strumenti per districarsi in materie così complicate. *

L'inserto di questo numero è stato realizzato grazie ai materiali del seminario europeo "Società europea e Dialogo sociale" organizzato dalla Cisl confederale a Roma il 7 e 8 febbraio 2002.

I materiali e le traduzioni sono stati curati da Emanuela Di Filippo.

Al convegno aveva partecipato anche il prof. Marco Biagi, con una comunicazione sul tema "Società europea, dialogo sociale, partecipazione dei lavoratori e relazioni industriali in Italia e in Europa".

Si segnala inoltre che, oltre a quelli utilizzati in questo inserto (documenti di lavoro n. 1 e n. 3), la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha pubblicato altri documenti di lavoro sul coinvolgimento dei lavoratori nella Società europea:

Tali documenti sono disponibili presso la redazione di "euronote".


informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori

Nella riunione del Consiglio dei ministri del Lavoro e degli Affari sociali dell'8 ottobre 2000 è stata approvata la Direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori nella Società europea.

La Direttiva ha le seguenti caratteristiche di fondo: una Società europea può essere creata attraverso la realizzazione di una fusione, di una holding, di una filiale o attraverso la trasformazione di una società esistente. Una Società europea non può essere registrata se non è stato concluso un accordo sul coinvolgimento dei lavoratori.

com'è definito il coinvolgimento dei lavoratori

Secondo la Direttiva, coinvolgimento dei lavoratori significa: informazione, consultazione e partecipazione. Tutti questi tre termini sono definiti.

Informazione significa che i rappresentanti dei lavoratori devono essere informati dall'organismo competente della Società europea su tutte le materie che:

Il momento, le modalità e i contenuti dell'informazione devono essere tali da consentire ai rappresentanti dei lavoratori di procedere ad una valutazione approfondita e, ove necessario, di preparare consultazioni con l'organo competente della SE.

Ai fini della Direttiva, consultazione significa stabilire un dialogo e uno scambio di vedute tra rappresentanti dei lavoratori e l'organismo competente della Società europea. I tempi, le modalità e i contenuti di tale consultazione devono essere tali da consentire ai rappresentanti dei lavoratori di esprimere un parere sulle misure previste sulla base delle informazioni ricevute. Tale opinione deve essere presa in considerazione nel processo decisionale della Società.

Il termine partecipazione deve essere inteso come possibilità per i rappresentanti dei lavoratori di una Società europea di esercitare una influenza sulle attività della Società sia eleggendo o designando un certo numero di membri nell'organo di sorveglianza o nell'organo di amministrazione (Consiglio di amministrazione), o esercitando il diritto di raccomandare l'elezione di tutti o parte dei membri dell'organo di sorveglianza o di amministrazione.

i negoziati

Il coinvolgimento dei lavoratori, vale a dire l'informazione, la consultazione e la partecipazione dei lavoratori nella SE, sono oggetto di negoziazione. Le parti negoziali sono i dirigenti delle imprese coinvolte nella costituzione della SE ed uno speciale gruppo di contrattazione che rappresenta i lavoratori.

Non appena il piano per la costituzione di una SE (attraverso fusione, conversione o altro) viene reso noto, gli organi competenti delle imprese interessate devono compiere i passi necessari per aprire la contrattazione con i rappresentanti dei lavoratori relativamente al coinvolgimento dei lavoratori stessi .

In questo caso la procedura è diversa da quella del Consiglio aziendale europeo (CAE). La Direttiva sui CAE prevede che i lavoratori presentino una domanda per la costituzione di uno speciale corpo di negoziazione. La Direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE prevede invece che siano i dirigenti delle imprese fondatrici a prendere le misure necessarie per iniziare la contrattazione.

Lo speciale organismo negoziale è costituito in conformità ad una procedura predeterminata. Ogni 10% della (futura) forza lavoro della SE ha diritto ad un posto in questo organismo. Una regola speciale è stata definita per le fusioni. Ogni impresa partecipante nella creazione di una SE attraverso una fusione ha diritto come minimo ad un rappresentante nello speciale organismo negoziale.

I rappresentanti dei sindacati possono essere membri dello speciale organismo negoziale sia che siano o non siano dipendenti dell'impresa.

Le decisioni sono adottate a maggioranza assoluta dei membri che rappresentano la maggioranza dei lavoratori della (programmata) SE.

Qualora un accordo per il coinvolgimento dei lavoratori stipulato dallo speciale organismo negoziale comporti un indebolimento degli esistenti diritti di partecipazione, è necessaria una votazione a maggioranza qualificata. Tale accordo deve essere approvato da una maggioranza di 2/3 dell'organismo negoziale, che rappresenti come minimo 2/3 dei dipendenti situati in almeno due diversi Stati membri.

La Direttiva definisce chiaramente cosa si intende per indebolimento dei diritti di partecipazione: quando i rappresentanti dei lavoratori hanno diritto a meno posti nell'organismo di sorveglianza o di amministrazione della SE rispetto a quelli che precedentemente avevano nell'organismo di sorveglianza o di amministrazione di una delle imprese fondatrici.

Per esempio: tre imprese, Alfa, Beta e Gamma, decidono di unirsi per costituire una SE. Ogni impresa ha un Consiglio di sorveglianza. I rappresentanti dei lavoratori hanno due posti nei Consigli di sorveglianza delle imprese Alfa e Beta, mentre hanno 6 posti nel Consiglio di sorveglianza dell'impresa Gamma. Lo speciale organismo negoziale definisce un accordo che riconosce ai rappresentanti dei lavoratori 5 posti nel Consiglio di sorveglianza della SE, cioè un posto in meno rispetto al Consiglio dell'impresa Gamma. Quell'accordo, quindi, indebolisce gli esistenti diritti di partecipazione ed è soggetto all'approvazione di una maggioranza qualificata dei 2/3 dei componenti dello speciale organismo negoziale.

L'organismo speciale di negoziazione può consultare esperti di sua scelta per essere sostenuto nel suo lavoro. Rappresentanti delle organizzazioni dei lavoratori a livello europeo (cioè le Federazioni industriali europee) possono anche essere considerati esperti. L'organismo speciale di negoziazione può decidere di consentire agli esperti di partecipare alle negoziazioni con l'organo competente della SE.

L'organismo speciale di negoziazione può decidere di interrompere le negoziazioni sulla partecipazione, o di non iniziarle affatto. Tali decisioni sono sottoposte ad una maggioranza dei 2/3 (maggioranza di 2/3 dello speciale organismo negoziale che rappresenta 2/3 dei lavoratori situati in almeno due differenti Stati membri).

Le aziende fondatrici della SE devono sostenere i costi dell'organismo speciale di negoziazione. La contrattazione deve essere guidata dalla volontà di raggiungere un accordo. La contrattazione dura sei mesi e può essere prorogata, con mutuo accordo di entrambe le parti, per un ulteriore periodo di sei mesi.

norme di riferimento

Se i negoziati falliscono o non producono risultati si applicano le norme di riferimento. Le norme di riferimento disciplinano l'informazione, la consultazione e la partecipazione. Le norme di riferimento non possono essere respinte dagli organi esecutivi delle aziende fondatrici della Società europea che devono accettarle o fare a meno anche della Società europea.

Le norme di riferimento prevedono una serie di eccezioni per quanto riguarda la partecipazione. Nel caso di un'impresa che si trasforma in SE, qualora la contrattazione sulla partecipazione fallisca, si applicano le norme di riferimento solo se l'impresa interessata era soggetta a norme nazionali sulla partecipazione prima di essere convertita in SE.

Per SE nate da fusioni, le norme di riferimento sono applicate automaticamente se almeno il 25% dei lavoratori era precedentemente coperto da un sistema di partecipazione. Se meno del 25% dei lavoratori era coperto da un sistema di partecipazione, l'organismo speciale di negoziazione deve decidere di applicare le norme di riferimento con una votazione straordinaria.

Per una SE costituita come holding, il limite corrispondente è del 50%.

Le norme di riferimento prevedono quanto segue:

Una rappresentanza dei lavoratori sarà creata ai fini dell'informazione e consultazione. Non viene definito un numero massimo o minimo di membri, vi è solo una chiave per la rappresentanza: un rappresentante ogni 10% della forza lavoro.

Nel realizzare la Direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori, gli Stati membri devono adottare le norme per adeguare la composizione della rappresentanza dei lavoratori ai cambiamenti nella struttura della SE.

La rappresentanza dei lavoratori nella SE è responsabile di tutte le questioni che attengono la SE nel suo complesso, per le questioni relative alle società consociate della SE in altri Paesi ("altri", cioè, rispetto al Paese sede della Società) e per le questioni poste al di fuori dei poteri dell'organismo nazionale di gestione.

La rappresentanza dei lavoratori della SE riceve rapporti regolari sugli sviluppi della SE dall'organo competente ed ha il diritto di incontrarsi con questo organismo almeno una volta l'anno per informazione e consultazioni. La rappresentanza dei lavoratori della SE riceve copie della documentazione esaminata nelle riunioni del Consiglio di sorveglianza o del Consiglio di amministrazione.

Le questioni soggette ad informazione e consultazione sono le stesse previste dalle norme di riferimento per l'informazione e la consultazione nella Direttiva CAE.

Inoltre, l'organismo competente della SE è tenuto ad informare e consultare la rappresentanza dei lavoratori della SE ogniqualvolta si presentino circostanze straordinarie che toccano in modo significativo gli interessi dei lavoratori. Se l'organo competente della SE decide di non prendere in considerazione la posizione dei rappresentanti dei lavoratori, la rappresentanza dei lavoratori ha diritto ad un ulteriore incontro con l'organismo competente. Le parti devono sforzarsi di raggiungere un accordo in questa riunione.

La rappresentanza dei lavoratori ha diritto ad una riunione preparatoria prima di ogni incontro con la direzione della SE.

norme di riferimento sulla partecipazione

Per quanto riguarda la partecipazione, le norme di riferimento sono le seguenti:

In una SE creata attraverso la trasformazione di una Società esistente, si applicano tutte le norme sulla partecipazione in vigore prima della trasformazione in Società europea.

In una SE creata in altro modo dalla trasformazione, i lavoratori hanno diritto ad un numero di posti nel Consiglio di sorveglianza o nel Consiglio di amministrazione della SE pari al numero più alto cui avrebbero diritto in base alle norme nazionale più favorevoli.

Gli Stati membri possono decidere di non applicare le norme di riferimento sulla partecipazione ad una SE costituita attraverso una fusione. Questa parziale rinuncia si applica solo a SE creata per fusione e non a SE costituita in altro modo; ha anche un prezzo speciale: una SE costituita come risultato di una fusione non può essere registrata in uno Stato membro nel quale non sono attuate le norme di riferimento per tali SE, a meno che, naturalmente, la rappresentanza dei lavoratori non abbia deciso, con le maggioranze prima indicate, di interrompere le negoziazioni sulla partecipazione. *

Confederazione europea dei sindacati (CES) - documento di lavoro n. 1


la negoziazione sul coinvolgimento dei lavoratori

L'art. 3 comma 6 della Direttiva del Consiglio relativa allo statuto della Società europea sul coinvolgimento dei lavoratori (in seguito chiamata: Direttiva del Consiglio sul coinvolgimento dei lavoratori o Dir/SE ) spiega le procedure da seguire durante la negoziazione sul coinvolgimento dei lavoratori nella Società europea: chi è responsabile dell'inizio della negoziazione, chi negozia nei due schieramenti, com'è composto l'organismo speciale di negoziazione, quali sono le scadenze della negoziazione, qual è l'agenda della negoziazione e quali sono le norme di riferimento nei casi in cui la negoziazione non riesca a produrre risultati.

chi è responsabile per l'inizio della negoziazione?

L'art.3.1 definisce che spetta al «management o agli organi amministrativi delle società fondatrici (...) intraprendere i passi necessari (...) per iniziare la negoziazione con i rappresentanti dei lavoratori». Non è necessario che i rappresentanti dei lavoratori avanzino richieste particolari per l'apertura dei negoziati. La responsabilità è tutta del management delle società fondatrici della Società europea. Il management è obbligato ad assumere l'iniziativa e a prendere contatti con i rappresentanti dei lavoratori. Il management non ha possibilità di procrastinare l'avvio delle trattative.

L'art. 3.1 della Dir/SE stabilisce chiaramente in quale momento il management deve assumere l'iniziativa: «prima possibile dopo la pubblicazione del progetto di fusione o creazione di una holding o dopo l'approvazione di un progetto di costituzione di un'affiliata o di trasformazione in una SE» il management intraprenderà i passi necessari.

Quanto prima possibile dopo la pubblicazione del progetto di creazione di una Società europea, il management deve prendere i contatti con i rappresentanti dei lavoratori.

Il management delle società fondatrici della Società europea non ha nessun interesse a procrastinare l'inizio delle negoziazioni. Nessuna Società europea può essere registrata senza che sia trovata soluzione al coinvolgimento dei lavoratori (attraverso la negoziazione o attraverso l'applicazione delle norme di riferimento).

Per maggiori dettagli riguardanti la pubblicazione dei progetti di riferimento per la costituzione di una Società europea, si deve consultare il Regolamento del Consiglio relativo allo Statuto di Società Europea (RE/SE), artt. 20 e 21 (condizioni per la fusione), artt. 32.2 e 32.3 (condizioni per la formazione della holding SE), art. 37.5 (condizioni per la conversione). Questi articoli indicano i dettagli che ogni progetto dovrà includere e dove il progetto deve essere pubblicato.

Il progetto di fusione deve essere pubblicato nella Gazzetta Ufficiale di tutti gli Stati Membri in cui sono registrate le Società partecipanti alla fusione. Le condizioni per la formazione della holding SE e per la trasformazione «saranno pubblicate nelle forme stabilite dalla legge dei rispettivi Stati Membri» (artt. 32.3 e 37.5 RE/SE ). Non viene data nessuna indicazione sulla pubblicazione delle condizioni per la SE affiliata.

il management deve intraprendere i passi necessari

Quindi spetta al management o all'organo amministrativo delle società fondatrici «intraprendere i passi necessari (...) per iniziare le negoziazioni (art.3.1 Dir/SE)». Quali sono i passi necessari? Il primo passo è quello di informare i rappresentanti dei lavoratori delle società fondatrici. Ogni management informa i rappresentanti dei lavoratori della propria impresa sui progetti per la costituzione di una Società europea e chiede la nomina dei membri dell'Organismo speciale di negoziazione. Questa prima informazione deve essere accompagnata da «informazioni sulla identità delle società partecipanti, le affiliate o gli stabilimenti coinvolti e il numero dei dipendenti» (art. 3.1 Dir/SE). Questa informazione è diversa da quella contenuta nei requisiti per la fusione/società holding/affiliata e deve essere fornita in ogni caso per consentire ai rappresentanti dei lavoratori di acquisire una chiara immagine della futura Società europea e per costituire l'Organismo speciale di negoziazione. L'informazione contenuta nell'art. 3.1 deve essere precisa e completa, altrimenti potrebbe essere impossibile costituire l'Organismo speciale di negoziazione.

L'art. 3.1 Dir/SE obbliga il management delle società partecipanti ad intraprendere i passi necessari con i rappresentanti dei lavoratori delle società, ma non dice qual è il soggetto che il management deve contattare per intraprendere i passi necessari.

esempio

Le società A, B e C decidono di fondersi in una Società europea. Tutte e tre le società hanno un Comitato aziendale europeo (CAE), le società A e B hanno un CAE a livello di Gruppo, la società C ha le rappresentanze sindacali in tre dei suoi stabilimenti e nessun rappresentante dei lavoratori nel suo quarto stabilimento.

La direttiva lascia aperto alla legge nazionale di trasposizione il compito di definire quale livello di rappresentanza dei lavoratori debba essere informato dal management. L'approccio più logico dovrebbe essere quello di intraprendere i passi necessari, cioè informare il Comitato aziendale europeo (CAE) al più alto livello di rappresentanza dei lavoratori (nel nostro esempio il Comitato aziendale europeo a livello di Gruppo). Se non c'è una rappresentanza dei lavoratori a livello centrale, devono essere informate tutte le rappresentanze dei lavoratori. Se manca del tutto una rappresentanza dei lavoratori, gli stessi lavoratori devono essere informati.

E' sufficiente prendere contatti con il solo Comitato aziendale europeo (CAE)? No, dal momento che la Direttiva enfatizza il bisogno di avere, nella Delegazione speciale di negoziazione, almeno un rappresentante dei lavoratori da tutti i Paesi dove sono presenti le società partecipanti alla SE. Non sempre tutti i Paesi sono presenti nel CAE.

la Delegazione speciale di negoziazione

Il passo successivo dopo la comunicazione iniziale da parte del management è la creazione della Delegazione speciale di negoziazione, già menzionata nella Direttiva CAE. La composizione della Delegazione speciale di negoziazione, che ha il compito di negoziare il coinvolgimento dei lavoratori nella SE, è differente.

L'art. 3, paragrafo 2, lett. a) e b), della Dir/SE fornisce i particolari. C'è un rappresentante per ogni Paese nel quale le società partecipanti alla SE hanno dipendenti, vi sono poi rappresentanti ulteriori in ragione del numero complessivo dei lavoratori e vi sono alcune disposizioni speciali in caso di SE creata attraverso una fusione.

composizione della Delegazione

Il primo principio da prendere in considerazione è questo: ogni Paese in cui sono presenti dipendenti delle società partecipanti alla SE è autorizzato ad inviare almeno un rappresentante nella Delegazione speciale di negoziazione. Il linguaggio della Direttiva è in qualche modo complicato, ma questo è il messaggio di fondo. L'art. 3, paragr. 2, lett. a.i), della Dir/SE afferma che i membri della Delegazione speciale di negoziazione sono designati o eletti «assegnando a ciascun Stato membro un seggio per ogni quota pari al 10% o sua frazione del numero dei lavoratori impiegati in quello Stato membro».

Il primo e più importante passo per calcolare quanti membri possono essere nella Delegazione speciale di negoziazione è quindi quello di calcolare il numero complessivo dei lavoratori della futura SE. Il compito dovrebbe essere piuttosto semplice, dal momento che il management delle società partecipanti è obbligato a fornire le informazioni relative alle loro società. Sommando i dati i rappresentanti dei lavoratori ottengono la forza lavoro complessiva della futura SE. Per ogni 10% o sua frazione può essere inviato un rappresentante nella Delegazione speciale di negoziazione.

esempio

La società A e B decidono di costituire una SE - holding. La società A ha 3000 dipendenti, la società B ne ha 4000, con un totale di 7000 dipendenti della SE. Ad ogni 10% (700) o sua frazione viene assegnato un posto, per Paese, nella Delegazione speciale di negoziazione.

se la SE è creata attraverso una fusione

Vi sono delle disposizioni speciali nel caso di una Società europea creata attraverso una fusione. Membri aggiuntivi da ciascuno degli Stati membri possono essere designati nella Delegazione speciale di negoziazione per fare in modo che la Delegazione comprenda, per ogni Stato membro, almeno un rappresentante delle società partecipanti alla fusione con dipendenti nei rispettivi Paesi (art. 3.2. a.ii Dir/SE ). C'è comunque un tetto per tali membri aggiuntivi. Il loro numero non potrà superare il 20% dei membri «ordinari» della Delegazione speciale di negoziazione.

Prendiamo l'esempio che abbiamo visto prima ed immaginiamo le società A e B che si fondono in una Società europea. Il primo passo per la composizione dell'Organismo speciale di negoziazione è allora la stessa procedura illustrata prima, con gli stessi risultati.

esempio

* Primo passo: le Società A e B decidono di fondersi in una SE. La società A ha 3000 dipendenti, la società B ne ha 4000, con un totale di 7000 dipendenti per la SE. A ogni 10% (700) o sua frazione, per ogni Paese, è assegnato un posto nell'Organismo speciale di negoziazione.

 

Paese società A società B Totale per Paese n. posti nella D.S.N. (1)

Belgio

1000

500

1500

21%=3 posti

Francia

30

90

120

1,7%=1

Spagna

5000

320

5320

76%=8

Lussemburgo

40

20

60

0,85%=1

Totale        13

(1) D.S.N. : Delegazione speciale di negoziazione

* Secondo passo: nella Delegazione speciale di negoziazione sono rappresentate tutte le società? I dipendenti del Belgio hanno il diritto di designare tre rappresentanti nella Delegazione; non c'è nessun problema ad avere rappresentanti dalla società A e B: la Francia tuttavia ha diritto ad un posto nella Delegazione. In base all'art. 3.2. a.ii, la Francia otterrà un secondo seggio per fare in modo che i rappresentanti di entrambe le società, A e B, avranno un posto nella Delegazione. La Spagna ha diritto a 8 posti, non c'è problema a considerare entrambe le società. Il Lussemburgo ha diritto ad un solo posto; in base all'art 3.2. a.ii, al Lussemburgo viene riconosciuto un posto aggiuntivo.

* Terzo passo: ci sono quindi 13 posti e due posti aggiuntivi. Il numero dei posti aggiuntivi non supera il 20% (= 2.6) dei membri "ordinari". La Delegazione speciale di negoziazione ha in totale 15 membri.

     

A B  

 nella D.S.N.*

Paese società A società B Totale per Paese n. posti nella D.S.N.(1) n. posti aggiuntivi

Belgio

1000

500

1500

21%=3

Nessuno

Francia

30

90

120

1,7%=1

1 posto aggiuntivo

Spagna

5000

320

5320

76%=8

Nessuno

Lussemburgo

40

20

60

0,85%=1

1 posto aggiuntivo

Totale       13 2

(1) Delegazione speciale di negoziazione

Cosa succede se il numero dei membri aggiuntivi supera il 20% del totale dei membri "ordinari" della Delegazione speciale di negoziazione? Bisogna fare una scelta. Non tutte le società potranno inviare rappresentanti nella Delegazione. La scelta va fatta secondo il seguente principio: i posti aggiuntivi saranno assegnati nell'ordine decrescente dei lavoratori occupati.

esempio

Le società A, B, C, D, E ed F decidono di fondersi per creare una Società europea. La distribuzione dei dipendenti è la seguente:

societÓ

lavoratori in Germania

lavoratori in Francia

lavoratori in Gran Bretagna

Totale

A

1000

10.000

4000

15.000

B

900

900

3000

4800

C

800

800

2000

3600

D

600

7000

1000

8600

E

500

6000

5000

11.500

F

500

5000

9000

14.500

Totale lavoratori 4300 29.700  24.000 58.000
n. posti nel D.S.N.(1) 7,4% di lavorat.=1 posto 51,2% di lavorat.=6 posto 41,37% di lavorat.=5 posto 12
n. posti aggiuntivi nella D.S.N.(1) in base all'art. 3.2 a.ii - Dir/SE(2) 1 nessuno 1 2
n. totale posti nella D.S.N.(1) 2 6 6 14

(1) D.S.N. - Delegazione speciale di negoziazione
(2) Direttiva Società europea

Nella Delegazione speciale di negoziazione sono rappresentate tutte le società partecipanti alla fusione? Ci sono complessivamente 6 società. I lavoratori della Francia hanno 6 posti nella Delegazione; non ci dovrebbe quindi essere nessun bisogno di rappresentanti aggiuntivi. I lavoratori della Gran Bretagna hanno cinque posti; hanno bisogno di un posto aggiuntivo per coprire tutte e 6 le società. Il rappresentante aggiuntivo attribuito a loro non supera il 20% del totale dei dipendenti. I lavoratori della Germania hanno un posto nella Delegazione speciale di negoziazione. Per coprire tutte le società avrebbero bisogno di cinque rappresentanti aggiuntivi. Questi supererebbero il totale del 20%. E' possibile attribuire un solo posto aggiuntivo. Questo posto aggiuntivo sarà attribuito alla società che impiega il più alto numero di lavoratori a meno che non ci sia già un rappresentante proveniente da questa società, nel qual caso la società con il secondo numero più alto di lavoratori occupati avrà il diritto di designare un rappresentante aggiuntivo.

Si potrebbe obiettare che i rappresentanti di Francia e Gran Bretagna dominano pesantemente la Delegazione speciale di negoziazione. La composizione della Delegazione, tuttavia, corrisponde alla composizione della forza lavoro. I lavoratori della Germania rappresentano il 7,4% dei dipendenti, i due posti nella Delegazione corrispondono a questa quota.

elezione o designazione dei componenti la Delegazione

Gli Stati membri determinano il metodo che deve essere adottato per l'elezione o la designazione dei membri della Delegazione speciale di negoziazione. Gli Stati membri «possono prevedere che tali membri possano comprendere rappresentanti dei sindacati indipendentemente dal fatto che siano o non siano lavoratori di una società partecipante» (art. 3.2. b Dir/SE).

I rappresentanti delle Organizzazioni sindacali possono quindi essere membri della Delegazione speciale di negoziazione, se tale disposizione è recepita nella legge nazionale di trasposizione della Direttiva sul coinvolgimento dei lavoratori nella SE.

compiti della Delegazione

Il compito della Delegazione speciale di negoziazione è quello di negoziare con i competenti organi delle società partecipanti e di determinare «tramite accordo scritto, le modalità del coinvolgimento dei lavoratori nella SE». (art. 3.3. Dir/SE).

Le modalità definite dalla Delegazione sono quelle che riguardano: l'informazione, la consultazione e la partecipazione.

esperti che assistono la Delegazione

Ai fini dei negoziati, la Delegazione speciale di negoziazione «può chiedere esperti di sua scelta», per esempio i rappresentanti delle appropriate organizzazioni di lavoratori (art. 3.5 Dir/SE). Il diritto di chiamare esperti è un diritto di cui dispone qualsiasi Delegazione speciale di negoziazione. Questo diritto deve essere menzionato in ogni legge nazionale di trasposizione. Sta naturalmente alla decisione di ciascuna Delegazione usare o non usare questo diritto (per questa ragione la direttiva prevede che «la Delegazione speciale di negoziazione può chiedere» esperti). Questi esperti possono, su richiesta della Delegazione, essere presenti al tavolo negoziale. La decisione di portare o non portare al tavolo negoziale l'esperto spetta alla Delegazione.

La Delegazione, inoltre, può decidere di informare dell'inizio dei negoziati le appropriate Organizzazioni di lavoratori di livello comunitario (art.3.5 Dir/SE).

obblighi degli organismi competenti

Gli organi competenti delle società partecipanti hanno una serie di obblighi nei confronti della Delegazione speciale di negoziazione. Essi «informano la Delegazione speciale di negoziazione del progetto e dello svolgimento del processo di costituzione della SE, sino all'iscrizione di quest'ultima» (art.3.3 Dir/SE) e essi «negoziano con spirito di cooperazione per raggiungere un accordo sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori nella SE» (art. 4.1 Dir/SE).

durata della negoziazione

I negoziati «iniziano subito dopo la costituzione della Delegazione speciale di negoziazione» (art. 5.1 Dir/SE). Non appena vengono resi noti tutti i membri della Delegazione, i negoziati possono iniziare. Possono durare sei mesi: la Delegazione e gli organismi competenti delle Società partecipanti alla SE possono decidere congiuntamente di prolungare i negoziati per altri sei mesi (art. 5.2 Dir/SE).

l'accordo

L'accordo deve essere concluso in forma scritta e deve specificare una serie di punti:

Lo scopo: per ragioni di chiarezza, dovrebbe essere menzionato lo scopo dell'accordo. Non c'è scelta relativamente allo scopo, deve riguardare tutti i lavoratori della futura SE.

Composizione, numero dei membri e assegnazione dei posti nell'Organo di rappresentanza dei lavoratori: l'Organo di rappresentanza è l'organo per l'informazione e la consultazione dei lavoratori. La sua composizione, il numero dei suoi membri e l'assegnazione dei posti devono essere menzionati in ogni accordo. La Delegazione speciale di negoziazione è libera di scegliere la composizione, il numero dei membri e la distribuzione dei seggi.

Le attribuzioni e la procedura prevista per l'informazione e la consultazione dell'Organo di rappresentanza.
Le risorse finanziarie e materiali da attribuire all'Organo di rappresentanza.
Le modalità della partecipazione, compresi il numero dei membri nel Consiglio di amministrazione o nel Consiglio di vigilanza della SE.
Le procedure per la rinegoziazione dell'accordo (art. 4.2 Dir/SE).
La legislazione applicabile alla negoziazione è la legislazione dello Stato membro in cui deve situarsi la sede sociale della SE.

negoziazione su informazione e consultazione

Questa negoziazione non sarà molto diversa da quella che si verifica per la creazione di un Comitato aziendale europeo (CAE). Anche qui le principali questioni cui dare soluzione sono: composizione dell'organo di rappresentanza, i suoi diritti, le materie oggetto di informazione e consultazione, i rapporti con le rappresentanze nazionali, il ruolo degli esperti, condizioni e mezzi di lavoro dei membri dell'organo di rappresentanza, frequenza degli incontri con la dirigenza competente della SE, frequenza degli incontri tra i rappresentanti dei lavoratori. Tuttavia la Delegazione speciale di negoziazione in una Società europea deve essere più attenta rispetto alla Delegazione che negozia la creazione di un Comitato aziendale europeo (CAE). Un CAE può svolgere la sua attività con tre incontri annuali; una rappresentanza dei lavoratori all'interno della SE certamente ha bisogno di più di questo.

negoziazione sulla partecipazione

L'art. 4.2. g della Dir/SE stabilisce che «se durante i negoziati le parti decidano di stabilire modalità per la partecipazione», tali modalità comprenderanno «il numero di membri dell'organo di amministrazione o di vigilanza della SE che i lavoratori saranno autorizzati ad eleggere, designare, raccomandare o alla cui designazione potranno opporsi, le procedure per tale elezione, designazione, raccomandazione o opposizione da parte dei lavoratori, nonché i loro diritti».

La decisione sulla struttura della SE, se essa debba avere una struttura monistica con un Consiglio di amministrazione o una struttura dualistica, con un Consiglio di amministrazione e un Consiglio di vigilanza, è assunta dagli organismi dirigenti competenti delle società partecipanti. La struttura della SE non è oggetto di trattativa tra la Delegazione speciale di negoziazione e la Dirigenza competente. Quello che la Delegazione deve negoziare è il numero dei rappresentanti dei lavoratori all'interno della struttura data. La Delegazione deve inoltre negoziare e definire in un accordo la procedura con la quale i rappresentanti dei lavoratori sono eletti nel Consiglio di vigilanza. L'organo di rappresentanza dei lavoratori potrebbe, ad esempio, designarli. Ed essi potrebbero essere eletti in un'elezione generale di tutti i lavoratori (procedura molto costosa!). Una volta che la Delegazione speciale di negoziazione ha raggiunto l'accordo con gli organi dirigenti competenti su quanti membri i lavoratori sono autorizzati ad eleggere nel Consiglio di Vigilanza, questi membri hanno gli stessi diritti degli altri membri eletti dagli azionisti. *

Confederazione europea dei sindacati (CES) - documento di lavoro n. 3


le disposizioni di riferimento per la Società europea

Una delle principali questioni che potrebbero essere oggetto di disposizioni legislative di trasposizione per la Direttiva Società europea è quella che riguarda le disposizioni di riferimento.

Nella Direttiva sulla Società europea, è bene ricordarlo, sono le disposizioni che attengono la realizzazione dei diritti di informazione, consultazione e partecipazione dei lavoratori della Società europea e la costituzione dell'Organo di rappresentanza dei lavoratori titolare dei diritti di informazione e consultazione. Va notato che il termine di partecipazione differisce sostanzialmente dal significato tradizionalmente inteso nella nostra prassi contrattuale e si identifica, in questo contesto, con l'elezione o raccomandazione di membri nell'Organo di vigilanza o amministrazione delle società che adottano lo Statuto di SE.

quando vengono adottate le disposizioni di riferimento

Le disposizioni di riferimento vengono adottate quando:

In particolare le disposizioni di riferimento sulla partecipazione si applicano:

cosa prevedono le disposizioni di riferimento

Le disposizioni di riferimento in merito alla informazione e consultazione prevedono:

 

Più precisamente, le disposizioni di riferimento in merito alla costituzione dell'Organo di rappresentanza dei lavoratori titolare dei diritti di informazione e consultazione prevedono:

Le disposizioni di riferimento sulla partecipazione prevedono:

In definitiva le disposizioni di riferimento garantiscono in ogni caso i diritti di informazione e consultazione con la relativa costituzione dell'organismo di rappresentanza dei lavoratori e non i diritti di partecipazione che sono garantiti dalle clausole di riferimento solo se forme di partecipazioni erano già presenti in almeno una delle società partecipanti alla SE prime della registrazione della SE stessa.

L'art. 7 della Direttiva afferma che «le disposizioni di riferimento sono previste dalla legge dello Stato membro in cui deve situarsi la sede sociale della SE». 

Tratto da: "Appunti per il recepimento delle direttive europee Società europea - Informazione e Consultazione".

A cura di Emanuela Di Filippo