Agevolare l’acceso al lavoro dei migranti

giugno 2017

Una nuova piattaforma web europea per l’inserimento di profili e competenze

L’integrazione nel mercato del lavoro europeo dei cittadini provenienti da Paesi terzi è una delle sfide più importanti per l’Unione europea, per almeno due ragioni: la prima attiene agli ingenti flussi di migranti, soprattutto richiedenti protezione internazionale, verificatisi negli ultimi anni verso l’Ue e che non sembrano diminuire, quanto meno nel breve periodo; la seconda riguarda la necessità di immigrazione per l’Ue derivante dal costante invecchiamento della popolazione e dalla crescente digitalizzazione del lavoro, per cui l’Europa ha interesse a diventare una destinazione attraente per le persone di cui le economie europee hanno bisogno.

«Il fallimento dell’integrazione avrebbe nel lungo periodo costi molto superiori a quelli di politiche di integrazione efficaci» sostiene la Commissione europea, che ha da poco presentato una nuova iniziativa finalizzata a valorizzare il capitale umano e le competenze all’interno dell’Ue e che rientra tra le dieci azioni principali annunciate nell’Agenda per le competenze un anno fa. Si tratta di una piattaforma web, in fase di definizione e utilizzabile on line e off line, creata per incrociare domanda e offerta di lavoro e che permetterà ai cittadini stranieri giunti nell’Ue di presentare le proprie competenze, qualifiche ed esperienze in modo da renderle immediatamente comprensibili ai datori di lavoro, agli erogatori di istruzione e formazione e alle organizzazioni che si occupano di migranti in tutta l’Unione europea.

Circa un quarto dei cittadini non comunitari residenti nell’Ue ha un livello di istruzione elevato, inferiore però a quello dei cittadini europei, mentre due terzi circa dei non comunitari altamente qualificati sono inattivi, disoccupati o troppo qualificati per il lavoro che stanno svolgendo. È evidente dunque la necessità di un’azione a diversi livelli, osserva la Commissione europea, al fine di «supportare sia i cittadini extracomunitari altamente qualificati nella ricerca di un lavoro pertinente alle loro competenze sia i cittadini non specializzati che necessitano di formazione per accedere al mercato del lavoro».

Uno strumento aperto e flessibile

Lo strumento di determinazione delle competenze intende essere uno dei primi ausili per i centri di accoglienza, i servizi di integrazione, i servizi pubblici per l’impiego e le altre organizzazioni che offrono servizi a cittadini di Paesi terzi, al fine di far valere le loro competenze pregresse e gli studi fatti, oltre che instradarli verso un percorso di istruzione o formazione professionale o un’occupazione. Oltre a fornire una panoramica delle competenze dei cittadini di Paesi terzi (tipo curriculum), lo strumento aiuterà le organizzazioni che si occupano di migrazione a determinare ciò di cui ciascun individuo ha bisogno per potersi integrare nel mercato del lavoro. Infine semplificherà l’abbinamento tra chi cerca un lavoro e i posti di lavoro disponibili.

Data la vasta gamma di soggetti interessati, lo strumento è stato reso aperto e flessibile, in modo da poter essere adattato in base alle diverse esigenze e circostanze degli utenti.

Disponibile in tutte le lingue ufficiali dell’Ue, nonché in arabo, farsi, pashto, sorani, somali e tigrinya, la piattaforma permetterà la visualizzazione contemporanea sullo schermo di due lingue, mentre l’utilizzo di terminologie standardizzate in tutta l’Unione europea ne renderà più facile l’utilizzo in tutti gli Stati membri.

«Nel mondo del lavoro attuale è indispensabile che tutti possano mettere a frutto le proprie competenze. Non possiamo sprecare i talenti di coloro che non sono cittadini dell’Ue» ha dichiarato Marianne Thyssen, commissaria europea per l’Occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità dei lavoratori, aggiungendo che lo strumento di determinazione delle competenze aiuterà queste persone ad avvicinarsi al mondo del lavoro e permetterà alle amministrazioni nazionali di comprendere le competenze e qualifiche di cui dispongono, «in modo da poter risolvere le difficoltà e cogliere le opportunità poste dall’integrazione dei rifugiati, dei richiedenti asilo e di altri migranti sul mercato del lavoro».

Come funziona la piattaforma

L’intervistatore (ad esempio un operatore sociale) e l’intervistato (un cittadino non comunitario) possono rispondere insieme a una serie di domande riguardanti le competenze, l’istruzione e la formazione, il lavoro, le esperienze e le aspettative dei cittadini di Paesi terzi che vivono negli Stati membri dell’Ue. Ciò è reso possibile dal fatto che lo strumento è multilingue e che l’utente può sceglierne due da far comparire contemporaneamente sullo schermo, cosa che consente a un consulente e ad un cittadino di Paesi terzi di compilare insieme il modulo anche se non hanno una lingua comune. La compilazione del modulo fornisce all’utente il proprio profilo di competenza, mentre la sezione finale dello strumento mette a disposizione uno spazio in cui i consulenti possono formulare raccomandazioni al cittadino straniero sui passi da seguire successivamente, ad esempio: rivolgersi ad un organismo ufficiale di accreditamento per ottenere una qualifica riconosciuta, un suggerimento su dove iscriversi per un corso di lingua, un appuntamento con un servizio pubblico di collocamento a cui portare il proprio profilo di competenze.

Inoltre, spiega la Commissione, l’“Eu Skills Profile Tool” può essere adattato in base alle esigenze nazionali o locali: i vari soggetti interessati degli Stati membri, quali i centri di accoglienza, le autorità di migrazione, i servizi di integrazione, i servizi pubblici di collocamento e le Ong possono compilare le sezioni più rilevanti per loro.

«I migranti apportano esperienze, talenti e competenze specifiche che possono rivelarsi preziosi per le nostre economie e le nostre società. È pertanto di capitale importanza investire nella loro rapida integrazione nel mercato del lavoro. Integrarli con successo è indispensabile per trasformare la migrazione in un’opportunità positiva per tutti» ha commentato Dimitris Avramopoulos, commissario per la Migrazione, gli affari interni e la cittadinanza.

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