Tutelare i minori migranti

aprile 2017

La Commissione europea esorta ad affrontare un delicato fenomeno in aumento

Negli ultimi anni il numero dei minori migranti giunti nell’Unione europea è aumentato drammaticamente: nel 2015 e nel 2016 circa il 30% dei richiedenti asilo nell’Ue erano minori e negli ultimi sei anni è stato registrato un aumento di sei volte del numero totale di minori richiedenti protezione internazionale nei Paesi dell’Ue. Tra loro, moltissimi viaggiano e arrivano nell’Ue soli: oltre 96.000 i minori non accompagnati che hanno chiesto asilo nell’Ue nel 2015 e oltre 56.000 nel 2016. Centinaia di minori perdono la vita ogni anno nel tentativo di raggiungere l’Ue e quando la raggiungono spesso si perdono le loro tracce: si stimano almeno 10.000 minori stranieri “scomparsi” nel 2016 dopo essere giunti nei Paesi dell’Ue. I minori migranti sono infatti particolarmente vulnerabili, perché maggiormente esposti ai rischi di violenze, abusi, sfruttamento e traffico. Ancor più se non accompagnati o se vengono separati dalle loro famiglie durante il viaggio di migrazione.

Così, la Commissione europea ha illustrato il 12 aprile scorso alcune azioni prioritarie per garantire la protezione dei minori immigrati nell’Ue in tutte le fasi del processo. Secondo questa comunicazione è necessario garantire che i minori migranti siano rapidamente identificati al loro arrivo in territorio europeo e che ricevano un trattamento adeguato alla loro condizione. Per questo serve personale appositamente formato, mentre i minori immigrati dovrebbero essere dotati di prospettive sostenibili a lungo termine attraverso un migliore accesso all’istruzione e all’assistenza sanitaria. La protezione dei minori è una priorità centrale nell’Agenda europea sulla migrazione, spiega la Commissione che si impegna a sostenere gli Stati membri in formazione, orientamento, supporto operativo e finanziario.

Tutele indipendenti dallo status dei minori

La Commissione propone agli Stati membri di concentrarsi su una serie di settori prioritari per tutelare i minori migranti. Per l’identificazione e la protezione all’arrivo, ad esempio, si ritiene importante la presenza di personale specializzato dalla fase iniziale di registrazione fino alle strutture di accoglienza che ospitano i minori, mentre deve essere evitata la loro detenzione amministrativa. I bisogni di ogni minore migrante, sostiene la Commissione, devono essere valutati al momento dell’arrivo e tutti i minori devono avere accesso all’assistenza legale, sanitaria, al sostegno psicosociale e alla formazione, indipendentemente dal loro status. Per i minori non accompagnati, poi, è opportuno prevedere la possibilità di accoglienza in famiglie e il rafforzamento del ruolo dei tutori. Sforzi concertati dovrebbero essere fatti anche per accelerare il rintracciamento delle famiglie e le procedure di ricongiungimento familiare, all’interno o al di fuori dell’Ue. In tutte le procedure relative al processo di migrazione, sottolinea la Commissione, ai casi con minori dovrebbe sempre essere data priorità, questo anche per quanto concerne la ricollocazione e il reinsediamento.

La Commissione intende inoltre promuovere l’integrazione dei minori immigrati attraverso il finanziamento e lo scambio di buone prassi, così come ritiene necessari ulteriori sforzi per sostenere i Paesi di origine e transito nel rafforzamento dei sistemi di protezione dei minori e nella prevenzione del traffico. L’efficacia di questa iniziativa è tale, sostiene la Commissione, solo con azioni concertate e coordinate a livello comunitario, nazionale, regionale e locale, anche in collaborazione con le organizzazioni della società civile, per questo il processo sarà seguito e monitorato attraverso relazioni periodiche al Consiglio e al Parlamento europeo.

Reazioni positive di agenzie e organizzazioni per la tutela dei minori

In un comunicato congiunto Unicef e Unhcr considerano l’iniziativa della Commissione «un’importante pietra miliare» nella protezione dei minori migranti e rifugiati: «È la prima politica europea che si rivolge alla condizione e ai diritti di tutti i minori nei percorsi migratori, collegando migrazione, asilo e protezione dei bambini» ha dichiarato Noala Skinner, direttrice dell’ufficio Unicef di Bruxelles, mentre secondo Diane Goodman, vicedirettrice dell’ufficio Unhcr per l’Europa, «queste importanti linee guida aiuteranno gli Stati dell’Ue a rispondere meglio ai bisogni dei minori rifugiati e migranti». Unhcr e Unicef accolgono con favore l’invito della Commissione di dare priorità al finanziamento di progetti rivolti all’infanzia, astenendosi da metodi per l’accertamento dell’età invasivi e non necessari, di aumentare i programmi di reinsediamento e altre vie legali per permettere ai bambini di raggiungere l’Europa in modo sicuro. L’impegno da parte della Commissione di investire nella formazione, nell’orientamento e in misure per la protezione dei minori «è un ulteriore passo avanti che contribuirà a garantire che il superiore interesse del minore sia adeguatamente preso in considerazione in tutte le decisioni» osservano le due agenzie Onu.

«Attraverso il nostro lavoro sul campo assistiamo alle terribili condizioni che i bambini migranti e rifugiati sono costretti ad affrontare dal momento in cui arrivano in Europa. La mancanza di strutture di accoglienza adeguate in molti casi spinge i minori nelle mani dei trafficanti di esseri umani. Sulle isole greche, dove migliaia di bambini sono trattenuti in condizioni di detenzione da quando è stato implementato l’accordo Ue-Turchia, abbiamo assistito ad un aumento di atti di autolesionismo, abuso di sostanze, ansia e depressione tra i minori. La comunicazione dell’Ue promette investimenti, di cui c’è grande bisogno, per assumere e formare il personale dedicato alla protezione dei minori. Esortiamo quindi l’Ue a garantire che tali misure abbiano un impatto immediato sui minori che stanno perdendo ogni speranza per il loro futuro» ha dichiarato Ester Asin, direttrice dell’ufficio di Bruxelles di Save the Children.

«Siamo molto soddisfatti che nonostante il clima politico attuale l’Ue stia finalmente affrontando i bisogni di tutti i minori vulnerabili. Auspichiamo che questa comunicazione si trasformi al più presto in azioni e risultati sul campo e siamo pronti a supportare gli Stati membri dell’Ue nell’adozione di tali misure» ha dichiarato Ignacio Packer, segretario generale di Terre des Hommes.

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