Salute e sicurezza sul lavoro: nuova iniziativa dell’Ue

gennaio 2017

Sono state aggiornate le misure esistenti e introdotti nuovi limiti di esposizione

«Presentiamo un piano d’azione per una politica solida in materia di salute e sicurezza sul lavoro, che sia in linea con il XXI secolo e dotata di norme chiare, aggiornate e di efficace applicazione. Manteniamo il nostro impegno per creare un ambiente di lavoro sano e sicuro per tutti». Con queste parole la commissaria europea Marianne Thyssen, responsabile per l’Occupazione, gli Affari sociali, le Competenze e la Mobilità dei lavoratori, ha presentato lo scorso 10 gennaio una nuova iniziativa della Commissione europea per promuovere la salute e la sicurezza sul lavoro nell’Ue. Un’iniziativa, ha spiegato la commissaria, che si pone l’obiettivo di proteggere più efficacemente i lavoratori contro i tumori professionali, vuole assistere le aziende, in particolare le Pmi e le microimprese, negli sforzi necessari per conformarsi al quadro legislativo esistente e intende porre maggiormente l’accento sui risultati anziché sugli aspetti burocratici.
Dal 1989, con l’adozione della prima direttiva quadro sulla sicurezza e la salute dei lavoratori (n. 89/391), l’Ue ha cercato di mantenere standard elevati di protezione dei lavoratori contro i rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro. I risultati sono evidenziati da alcuni dati, ad esempio dal 2008 il numero di lavoratori deceduti in seguito a un infortunio sul lavoro è calato di quasi un quarto, mentre è diminuita di circa il 10% la percentuale di lavoratori dell’Ue che hanno denunciato almeno un problema di salute causato o aggravato dall’attività lavorativa. Tuttavia si stima che circa 160.000 cittadini muoiano ogni anno nell’Ue per malattie collegate al proprio lavoro e che quasi l’8% dei lavoratori sia affetto da problemi di salute correlati al lavoro, in particolare il cancro resta la prima causa di morte in questo ambito.

Lotta ai tumori professionali, una priorità per l’Ue

Nel 2012 la Commissione ha avviato una valutazione complessiva della normativa dell’Ue in materia di salute e sicurezza sul lavoro (la direttiva quadro e le 23 direttive a essa correlate). Valutazione che rientrava nel programma di controllo dell’adeguatezza e dell’efficacia della regolamentazione (Refit) della Commissione e mirava a rendere la normativa europea più semplice ed efficace.
La lotta contro il cancro, prima causa di mortalità professionale nell’Ue, è una priorità in materia di salute e sicurezza sul lavoro per la Commissione, che nel maggio 2016 ha presentato alcune misure per ridurre l’esposizione dei lavoratori europei a tredici agenti chimici cancerogeni, attraverso una proposta di modifica della direttiva sugli agenti cancerogeni o mutageni (2004/37/CE). Ora la Commissione intende confermare il proprio impegno politico con una nuova proposta riguardante l’esposizione ad altri sette agenti chimici prioritari e si impegna a proseguire l’analisi di altri agenti cancerogeni al fine di migliorare le condizioni di lavoro nell’Ue.

Le azioni previste con la nuova iniziativa

La Commissione europea ha definito una serie di azioni chiave che caratterizzano la sua iniziativa per la salute e la sicurezza sul lavoro, che consistono in:
• definizione di limiti di esposizione o di altre misure per altri sette agenti chimici cancerogeni. Questa proposta intende migliorare la salute dei lavoratori e fissare un obiettivo chiaro per datori di lavoro e autorità preposte all’applicazione delle norme, così da evitare l’esposizione;
• assistenza alle aziende, in particolare alle piccole e microimprese, negli sforzi necessari per conformarsi alle norme d’igiene e di sicurezza. È dimostrato che almeno una microimpresa su tre non procede ad una valutazione dei rischi sul luogo di lavoro. Per questo è stato pubblicato un documento orientativo con consigli pratici ai datori di lavoro, in modo da agevolare e rendere più efficace la loro valutazione dei rischi, contenente suggerimenti su come affrontare l’aumento dei rischi per la salute e la sicurezza sul lavoro, quali i rischi psicosociali, ergonomici o legati all’invecchiamento. La Commissione intende anche aumentare la disponibilità di strumenti online gratuiti che assistano le piccole e microimprese nelle valutazioni del rischio;
• collaborazione con gli Stati membri e le parti sociali al fine di eliminare o aggiornare le norme obsolete entro i prossimi due anni. L’obiettivo è semplificare e ridurre gli oneri amministrativi, continuando allo stesso tempo a tutelare i lavoratori. Una modernizzazione che, secondo la Commissione, dovrebbe anche coadiuvare una migliore applicazione delle norme nella pratica.

Ces: «Bene, ma serve una strategia più ambiziosa»

L’introduzione di nuovi limiti di esposizione ad agenti cancerogeni sui luoghi di lavoro è stata accolta con favore dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), che da tempo sollecitava una simile iniziativa. Infatti, ha osservato la segretaria confederale Ester Lynch, «i limiti di esposizione correnti si basano su dati molto vecchi, a volte risalenti a oltre 40 anni fa, e dato l’elevato numero annuale di decessi per cancro sul lavoro questi limiti sono manifestamente inefficaci per salvare vite umane». Serve una strategia più ambiziosa per eliminare i tumori professionali, sostiene la Ces, sottolineando come alcuni agenti cancerogeni importanti siano ancora esclusi dai limiti definiti dalla Commissione: è il caso dei fumi diesel, ad esempio, a cui sono esposti oltre 3 milioni di lavoratori nell’Ue.
Secondo la Ces «la portata del problema richiede misure più estese e più veloci. L’Ue ha bisogno di adottare un piano d’azione per la prevenzione dei tumori professionali e integrarlo nel prossimo pilastro europeo dei diritti sociali».
I sindacati europei intendono poi studiare la guida alle piccole e medie imprese che sarà pubblicata dalla Commissione, per assicurarsi che non introduca alcuna riduzione degli obblighi di prevenzione: «Se un processo chimico o una pratica non sono sicuri per i lavoratori di una grande azienda, non lo sono neanche in una piccola azienda. L’Ue deve tornare a promuovere il lavoro di qualità e questo significa posti di lavoro sicuri e salubri, indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda» ha concluso Lynch.

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