Benefici dell’efficienza energetica

dicembre 2016

Proposte misure che dovrebbero portare vantaggi economici, sociali e ambientali

A livello globale è in corso una transizione energetica irreversibile verso la cosiddetta “energia pulita”, dimostrata dal fatto che gli investimenti in questo settore sono sestuplicati in dieci anni fino a superare i 300 miliardi di euro nel 2015. Una transizione in cui l’Unione europea non deve semplicemente adattarsi ma deve invece assumere un ruolo guida, secondo la Commissione europea che in questa ottica ha presentato il 30 novembre scorso un pacchetto di misure per «liberare il potenziale di crescita» dell’Ue.

Le proposte legislative del pacchetto Energia pulita per tutti gli europei riguardano l’efficienza energetica, le energie rinnovabili, l’assetto del mercato dell’energia elettrica, la sicurezza dell’approvvigionamento elettrico e le norme sulla governance per l’Unione dell’energia. Il pacchetto comprende anche azioni per accelerare l’innovazione dell’energia pulita e favorire le ristrutturazioni edilizie in Europa; contiene misure per incoraggiare gli investimenti pubblici e privati, per promuovere la competitività delle imprese europee e per ridurre l’impatto della transizione all’energia pulita.

Nel 2014 il Consiglio europeo aveva approvato il quadro per le politiche dell’energia e del clima per l’Ue, fissando l’obiettivo di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra di almeno il 40% entro il 2030. Le proposte del pacchetto servono appunto per l’attuazione del quadro 2030 su clima ed energia, in particolare sulle energie rinnovabili e l’efficienza energetica.

Secondo la Commissione «l’Ue è nella posizione ideale per sfruttare le sue politiche di ricerca, sviluppo e innovazione per trasformare la transizione in una reale opportunità industriale». Si stima che, mobilitando fino a 177 miliardi di euro di investimenti pubblici e privati ogni anno a partire dal 2021, questo pacchetto possa produrre un aumento dell’1% del Pil nell’arco del prossimo decennio e favorire la creazione di 900.000 nuovi posti di lavoro. Il solo obiettivo di efficienza energetica del 30% può creare benefici per l’economia reale fino a ulteriori 70 miliardi di euro e 400.000 posti di lavoro rispetto a un obiettivo del 27%. Inoltre, la creazione di occupazione derivante da investimenti in efficienza energetica è 2,5-4 volte più grande rispetto a quella collegata a investimenti in petrolio e gas.

Vantaggi dell’efficienza energetica per i consumatori

L’efficienza energetica ha un impatto diretto sulla riduzione della bolletta. Modifiche su misurazione e fatturazione per riscaldamento, raffreddamento e acqua calda darebbero ai consumatori informazioni più chiare sui consumi di energia, cosa che si stima potrebbe innescare un risparmio energetico di circa 8 milioni di tonnellate equivalenti di petrolio (Mtoe) nel 2030, che equivale al consumo di energia primaria di un Paese come la Croazia nel 2013.

L’efficienza energetica riguarda anche gli squilibri sociali nell’accesso all’energia: le prestazioni degli edifici hanno infatti un impatto importante sull’accessibilità degli alloggi e sulla povertà energetica. Il miglioramento dell’efficienza del patrimonio immobiliare, osserva la Commissione europea, consentirebbe a molte famiglie di sfuggire alla povertà energetica. Su un totale di 23,3 milioni di famiglie che vivono in povertà energetica nell’Ue, si stima che la proposta sull’efficienza energetica contenuta nel pacchetto della Commissione potrebbe contribuire a togliere da tale condizione tra le 515.000 e i 3,2 milioni di famiglie.

L’efficienza energetica ha anche un impatto positivo sulla salute ed i relativi costi: gli impianti di riscaldamento moderni ed efficienti bruciano meno combustibile fossile ed emettono meno sostanze inquinanti, migliorando così la qualità dell’aria e riducendo le emissioni di gas serra. Abitazioni adeguatamente riscaldate e ventilate alleviano gli impatti negativi sulla salute causati dall’umidità, in particolare tra i gruppi vulnerabili come i bambini e gli anziani e quelli con malattie pre-esistenti.

Un contributo al contrasto della povertà energetica

La povertà energetica, che deriva dal duplice effetto di bassi redditi e di abitazioni inefficienti dal punto di vista energetico, rappresenta una sfida importante in tutta l’Ue. Nel 2014, ad esempio, le famiglie a più basso reddito nell’Ue hanno dedicato all’energia il 9% della loro spesa totale. Il pacchetto proposto dalla Commissione definisce un nuovo approccio per proteggere i consumatori vulnerabili, anche sostenendo gli investimenti nell’efficienza energetica. La Commissione chiede agli Stati membri di prendere in considerazione la povertà energetica, introducendo misure di efficienza energetica da attuare in via prioritaria negli alloggi sociali e nelle famiglie colpite dalla povertà energetica e adottando strategie di ristrutturazione edilizia a lungo termine che contribuiscano ad alleviare questa condizione.

Inoltre, come parte del processo di governance dell’Unione dell’energia, gli Stati membri dovranno monitorare e riferire sulla povertà energetica, mentre la Commissione faciliterà lo scambio delle migliori pratiche e allestirà un Osservatorio europeo sulla povertà energetica per fornire migliori dati e soluzioni al problema.

Ces: «Un passo nella giusta direzione»

Il pacchetto sull’energia pulita proposto dalla Commissione è stato accolto favorevolmente dalla Confederazione europea dei sindacati (Ces), che lo considera un «insieme di iniziative che rendono più solida e credibile la politica climatica ed energetica europea», nonostante qualche dubbio espresso sulla sua attuazione ed efficacia dal momento che si basa su obiettivi non vincolanti. La Ces sostiene l’attenzione rivolta alle esigenze specifiche dei lavoratori di regioni basate sull’industria del carbone e impiegati in attività ad alta intensità di carbonio, così come la proposta di istituire piattaforme per discutere con gli attori locali tabelle di marcia su bisogni e competenze industriali. Accolte con favore dai sindacati europei anche le misure per affrontare la povertà energetica e il tentativo di costruire un sistema di governo energetico lungimirante e globale, mentre si invitano gli Stati membri a includere valutazioni di impatto sociale e a coinvolgere i sindacati e i datori di lavoro nei loro piani energetici e climatici.

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