L’impegno della Ces per il futuro dell’Ue

novembre 2016

Una Piattaforma dei sindacati europei su come rilanciare il progetto di Unione

Il momento è difficile per l’Unione europea e le sue istituzioni. I postumi economici e sociali della crisi, la continua emergenza profughi, la Brexit, la minaccia terroristica, il livello intergovernativo che spesso scavalca quello comunitario, la crescente sfiducia dei cittadini sono tutti problemi che stanno mettendo in profonda crisi il progetto europeo. Ad essi si aggiungerà probabilmente la difficoltà nei rapporti con la neo eletta amministrazione statunitense, sia nelle relazioni bilaterali sia soprattutto nella necessaria collaborazione sullo scenario globale. Servono dunque una profonda analisi della situazione e un conseguente rilancio del progetto per affrontare questa profonda crisi d’identità dell’Ue.

Per riflettere sul futuro dell’Europa, nelle ultime settimane la Confederazione europea dei sindacati (Ces) ha adottato con il suo Comitato esecutivo una risoluzione e il 7 novembre scorso ha incontrato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker. I leader sindacali europei e i responsabili della Ces hanno ammonito che l’Ue deve diventare più equa e sociale altrimenti rischia il collasso, rivolgendosi a un presidente della Commissione che nel suo intervento si è detto d’accordo e secondo il quale «la dimensione sociale deve essere presa in considerazione in modo molto più serio di quanto fatto finora» perché, ha aggiunto Juncker rivolgendosi ai sindacati europei, «se noi, come Ue, perdiamo il sostegno dei lavoratori, allora siamo perduti».

Ces attiva per il cambiamento

Negli ultimi mesi, per sollecitare un cambio di marcia da parte dell’Ue e delle sue istituzioni, la Ces ha prima sostenuto un appello in occasione del 9 maggio per un Nuovo rinascimento europeo, poi in settembre ha contribuito all’elaborazione di una dichiarazione firmata da 177 organizzazioni sociali e sindacali europee per Una nuova Europa, a metà ottobre ha sottoscritto una dichiarazione congiunta con i partner sociali europei nell’ambito del Vertice sociale tripartito e a fine ottobre ha adottato una risoluzione con il suo Comitato esecutivo intitolata Piattaforma per il futuro dell’Europa. In questa risoluzione, la Ces chiede un’Unione e un mercato unico basati sulla cooperazione, la solidarietà e la giustizia sociale, in grado di competere nel mondo con un modello economico e sociale sostenibile: «L’Ue non può raggiungere standard di vita più elevati per tutti senza una giusta integrazione e una convergenza verso l’alto. Meritiamo una migliore Ue per i cittadini e i lavoratori».

L’Ue deve reagire alla sua crisi

Secondo la Ces, crisi economica, elevata disoccupazione, esclusione sociale e malcontento, insieme a emergenza profughi, Brexit e terrorismo, hanno creato tra i cittadini una crisi di fiducia nell’Ue, incolpata per tutto anche se le responsabilità sono perlopiù nazionali.

Il processo decisionale dell’Ue è stato indebolito, i meccanismi intergovernativi hanno spesso sostituito il metodo comunitario privando i cittadini di controllo democratico.

Fino a quando continueranno austerità e politiche neoliberiste e finché non saranno affrontate la disoccupazione, la povertà e la frammentazione sociale, tra i cittadini paura, incertezza e rabbia non saranno sostituite dalla speranza per un futuro migliore, osserva la Ces.

Le principali realizzazioni politiche, sociali ed economiche del processo di integrazione europea costituiscono un’eredità che non deve essere compromessa. Per questo è urgente un cambiamento, cui il movimento sindacale europeo intende contribuire insieme a tutti coloro che hanno a cuore il futuro dell’Europa.

Rilancio dell’Ue: la piattaforma sindacale

La Ces propone «un nuovo patto per il futuro dell’Europa», sulla base di prosperità, giustizia sociale e democrazia, crescita economica sostenibile e migliori condizioni di lavoro. Le riforme strutturali per una maggiore flessibilità del lavoro, i tagli alla spesa pubblica, ai servizi e alla protezione sociale, la depressione dei salari e lo smantellamento della contrattazione collettiva non hanno risolto i problemi, ma invece generato stagnazione e deflazione, disoccupazione e precarietà, povertà ed esclusione sociale. «È giunto il momento per una crescita sostenibile» sostiene la Ces, indicando misure urgenti:

• Un piano straordinario per gli investimenti e la creazione di lavoro di qualità.

• Riformare il Patto di stabilità e di crescita, introducendo flessibilità ed escludendo dagli obiettivi di disavanzo e di debito gli investimenti produttivi per le infrastrutture, la green economy, l’innovazione e la ricerca, l’istruzione e la formazione, le infrastrutture sociali e i servizi pubblici.

• All’Ue deve essere consentito di mobilitare gli investimenti pubblici per i progetti transnazionali, attraverso la Banca europea per gli investimenti e l’emissione di obbligazioni di investimento.

• Coordinamento fiscale e lotta all’evasione fiscale, garantendo una tassazione equa e progressiva per le persone e le imprese.

• Riconoscere il ruolo essenziale di servizi pubblici efficienti e inclusivi.

• Maggior coordinamento per l’Unione economica e monetaria (Uem), inclusione della piena occupazione fra gli obiettivi della Bce, creazione di Eurogruppo con i ministri del Lavoro.

• Una strategia di «giusta transizione», che assicuri la creazione di posti di lavoro di qualità, affronti le sfide poste dai cambiamenti climatici, l’approvvigionamento energetico sostenibile, la digitalizzazione, i processi di automazione e la ristrutturazione innescati dalla globalizzazione.

• Potenziare la domanda interna europea, anche con un aumento dei salari per i lavoratori dell’Ue, rafforzando la contrattazione collettiva e riconoscendo il ruolo delle parti sociali e dei quadri giuridici nazionali.

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