Micro 9 imprese su 10 nell’Ue

novembre 2015

Insieme alle Pmi sono considerate centrali per l’economia europea

Secondo uno studio pubblicato da Eurostat in occasione della Settimana europea delle piccole e medie imprese (Pmi), tra le 22,3 milioni di imprese impegnate nel 2012 nel settore economico commerciale non finanziario dell’Ue, la stragrande maggioranza (92,7%) erano microimprese, cioè con meno di 10 occupati, per un’incidenza del 29,2% sul totale dell’occupazione; il 7,1% erano invece Pmi (10-249 persone occupate) pari al 38% dell’occupazione, mentre lo 0,2% erano grandi imprese (con 250 o più addetti) che davano lavoro al 33% delle persone occupate nell’Ue. Nello stesso anno sono state create 2,3 milioni di imprese nell’Ue, la maggior parte delle quali (70,8%) senza dipendenti. Questi imprenditori individuali rappresentavano il 46,9% di tutte le persone occupate in imprese neonate.

Le percentuali più elevate di microimprese sono state rilevate in Grecia (96,7%), Slovacchia (96,5%), Repubblica Ceca (96%), Polonia e Portogallo (entrambi 95,2%), Italia (94,9%) e Francia (94,8%); nella maggior parte degli Stati membri le microimprese hanno rappresentato la più grande quota di persone occupate, con quote superiori al 40% in Stati membri meridionali quali Grecia (58,6%), Italia (46,4%), Portogallo (42,3%) e Spagna (40,8%).

La quota di piccole imprese è stata invece inferiore al 10% in tutti gli Stati membri tranne Germania (14,7%), Austria (10,9%), Lussemburgo (10,6%) e Romania (10,2%), mentre per le grandi imprese la percentuale è stata dello 0,5% o meno in tutti gli Stati membri.

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