Cambiamenti climatici: i progressi dell’UE

novembre 2015

Emissioni in calo e rinnovabili in aumento, secondo i dati Eurostat

In occasione della Conferenza delle Nazioni Unite sul cambiamento climatico (COP21), che si terrà a Parigi dal 30 novembre all’11 dicembre prossimi, Eurostat ha pubblicato uno studio contenente una selezione di dati in materia di energia, trasporti e ambiente nell’Unione europea in relazione al cambiamento climatico. Questi dati dimostrano che mentre il consumo di energia primaria nel 2013 si attestava ai livelli dei primi anni Novanta, le energie rinnovabili hanno aumentato la loro quota nel consumo finale di energia e le emissioni di gas serra sono diminuite rispetto allo stesso periodo di tempo. È nota l’interconnessione tra la sicurezza energetica, la sostenibilità dei trasporti e i cambiamenti climatici, per questo l’Unione europea sta perseguendo attivamente i suoi obiettivi fissati per il 2020: riduzione delle emissioni di gas serra del 20% (del 30% se le condizioni lo permettono) rispetto al 1990; 20% del fabbisogno di energia ricavato da fonti rinnovabili; aumento del 20% dell’efficienza energetica.

Riduzioni significative delle emissioni

Rispetto al 1990 la maggior parte degli Stati membri dell’Ue ha ridotto le proprie emissioni di gas serra. Le emissioni sono state più che dimezzate in Lettonia (-57,1%), Lituania (-55,6%), Estonia (-52,6%) e Romania (-52%), seguiti da Bulgaria (-44,1%), Slovacchia (-41,3%), Ungheria (-36,3%) e Repubblica Ceca (-32,7%). Al contrario, sono stati registrati aumenti significativi a Malta (+57,3%), a Cipro (+47,7%), in Spagna (+22,5%) e Portogallo (+14,9%), più lievi in Irlanda (+7%), Grecia (+5,7%), Austria (+4%) e Slovenia (+2,7%).

A livello di Unione europea, le emissioni sono diminuite del 17,9% rispetto al livello del 1990. Mentre l’Ue è ormai certa di raggiungere il suo obiettivo di ridurre le emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 del 20% rispetto al 1990, recentemente ha raddoppiato il suo obiettivo nel contesto della COP21, con una riduzione di almeno il 40% da raggiungere entro il 2030.

Le emissioni di gas serra dell’Ue nel 2012 sono state complessivamente 4683 milioni di tonnellate di CO2 equivalenti, con al primo posto la Germania (965 milioni), seguita dal Regno Unito (615 milioni), Francia (507 milioni), Italia (471 milioni), Polonia (401 milioni) e Spagna (354 milioni). Insieme, questi sei Stati membri hanno generato circa il 70% di tutte le emissioni di gas a effetto serra dell’Ue nell’anno considerato.

Trasporti: passaggio da strada a rotaia ancora lento

Il settore dei trasporti è il secondo per quantità di emissioni di gas serra nell’Ue. Più di due terzi delle emissioni di gas serra connesse ai trasporti sono da trasporto su strada. Per questo motivo, osserva Eurostat,  lo spostamento dei viaggi interni dalla strada alla ferrovia è parte della strategia europea per ridurre le emissioni di gas serra. Tra il 2003 e il 2013, la quota del trasporto ferroviario passeggeri è aumentata nella maggior parte degli Stati membri, con gli incrementi più elevati registrati in Austria (dal 9,5% del 2003 al 12,7% nel 2013, cioè 3,2 punti percentuali di incremento) e nel Regno Unito (+3 pp). Al contrario, i decrementi maggiori hanno riguardato la Romania (-7 pp), l’Ungheria (-3,2 pp), la Polonia (-3,0 pp) e la Bulgaria (-2,6 pp).

Per quanto riguarda il trasporto ferroviario merci, invece, la tendenza è opposta: la maggior parte degli Stati membri ha avuto tra il 2003 e il 2013 una diminuzione nella quota di trasporto merci su rotaia. Calo registrato soprattutto nella parte orientale dell’Ue, in particolare in Estonia (-26,8 pp), Bulgaria (-25,2 pp), Polonia (-18,5 pp), Lituania (-16,4 pp) e Slovacchia (-16,1pp), mentre gli aumenti più elevati sono stati registrati in Austria (13,4 pp), Danimarca (+5,3 pp) e Germania (5,1 Pp).

A livello comunitario, la quota del trasporto ferroviario di passeggeri è salita dal 6,7% del 2003 al 7,6% del 2013, mentre per il trasporto merci è scesa dal 18,3% al 17,8%.

Diminuito il consumo di energia primaria

Dal 1995 il consumo di energia primaria nell’Ue è aumentato fino a toccare un picco nel 2006, dopodiché si è avuto un calo che ha riportato questo consumo ai livelli dei primi anni Novanta. Rispetto al 2005, tutti gli Stati membri dell’Ue hanno registrato nel 2013 una diminuzione del loro consumo di energia primaria, tranne Estonia e Polonia. Le principali riduzioni hanno riguardato Lituania (-27,9%), Grecia (-22,6%) e Malta (-20%), seguiti da Ungheria (-17,3%), Spagna (-16,4%), Romania (-15,8%), Portogallo (-14,5%), Italia (-14,1%), Bulgaria (-13,8%), Regno Unito (-12,7%) e Cipro (-12,0%). Venti Stati membri hanno già raggiunto nel 2013 il livello richiesto per soddisfare i loro obiettivi nazionali per il 2020, mentre non l’hanno ancora fatto Belgio, Bulgaria, Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia e Regno Unito.

Gas-serra-96-2015

EMISSIONI DI GAS SERRA IN MILIONI DI TONNELLATE DI CO2
EQUIVALENTE – CAMBIAMENTO 2012/1990

In milioni di tonnellate di CO2 equivalente

Variazione 2012/1990

1990

2005

2012

UE

5.702,02

5.321,17

4.682,94

-17.9%

Belgio

146,05

145,61

120,58

-17,4%

Bulgaria

110,54

64,43

61,76

-44,1%

Rep. Ceca

196,71

147,03

132,43

-32,7%

Danimarca

70,42

66,68

54,17

-23,1%

Germania

1.260,19

1.017,77

964,63

-23,5%

Estonia

40,73

18,57

19,30

-52,6%

Irlanda

56,33

72,18

60,29

7,0%

Grecia

107,40

137,72

113,53

5,7%

Spagna

289,37

443,42

354,43

22,5%

Francia

566,10

574,65

506,62

-10,5%

Croazia

32,32

30,95

26,71

-17,4%

Italia

523,25

583,44

470,58

-10,1%

Cipro

6,82

10,78

10,07

47,7%

Lettonia

26,44

11,24

11,35

-57,1%

Lituania

49,12

23,46

21,81

-55,6%

Lussemburgo

13,30

14,41

12,96

-2,6%

Ungheria

98,08

79,16

62,48

-36,3%

Malta

2,20

3,26

3,46

57,3%

Paesi Bassi

216,41

220,36

201,82

-6,7%

Austria

78,98

94,56

82,15

4,0%

Polonia

467,02

399,77

400,94

-14,1%

Portogallo

62,34

90,08

71,60

14,9%

Romania

248,49

141,73

119,19

-52,0%

Slovenia

18,49

20,38

18,98

2,7%

Slovacchia

73,67

50,55

43,21

-41,3%

Finlandia

71,35

69,93

62,88

-11,9%

Svezia

74,09

68,87

59,80

-19,3%

Regno Unito

795,8

720,17

615,20

-22,7%

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