Uno su quattro a rischio di povertà nell’Ue

ottobre 2015

Sono 122 milioni di persone, in aumento nella maggior parte degli Stati membri

Nel 2014, all’interno dell’Ue erano a rischio di povertà o esclusione sociale 122 milioni di persone, cioè il 24,4% della popolazione. Ciò significa che si trovavano in almeno una delle seguenti tre condizioni: a rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali (reddito di povertà), gravemente deprivate materialmente o membri di famiglie con intensità di lavoro molto bassa. Una percentuale rimasta stabile rispetto all’anno precedente, dopo tre anni consecutivi di aumento, ma comunque superiore al livello del 2008 (23,8%). È quanto rileva un Rapporto pubblicato da Eurostat in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà (17 ottobre).

In tre Stati membri addirittura oltre un terzo della popolazione era a rischio di povertà o di esclusione sociale: Romania (40,2%), Bulgaria (40,1%) e Grecia (36,0%). Viceversa, le percentuali più basse di persone a rischio di povertà o esclusione sociale sono state registrate in Repubblica Ceca (14,8%), Svezia (16,9%), Paesi Bassi (17,1%), Finlandia (17,3%) e Danimarca (17,8%).

L’indicatore del rischio di povertà o di esclusione sociale è aumentato nel periodo 2008-2014 in 14 Stati membri, con i maggiori aumenti rilevati in Grecia (dal 28,1% del 2008 al 36% del 2014, ovvero 7,9 punti percentuali), Spagna (+4,7%), Cipro (+4,1%), Malta (+3,7%), Ungheria (+2,9%) e Italia (+2,8%). Al contrario, le diminuzioni più rilevanti sono state osservate in Polonia (dal 30,5% al ​​24,7%, o -5,8%), Romania (-4%) e Slovacchia (-2,2%).

Considerando i tre elementi che costituiscono il rischio di povertà o di esclusione sociale, mediamente il 17,2% della popolazione dell’Ue nel 2014 era a rischio di povertà dopo i trasferimenti sociali. Questa percentuale di persone è aumentata sia rispetto al 2013 che al 2008 (+16,6%), con le percentuali più elevate registrate in Romania (25,4%), Spagna (22,2%), Grecia (22,1%), Bulgaria (21,8%) e Lettonia (21,2%). Rispetto al 2008, la percentuale di persone a rischio di povertà di reddito è aumentata in 18 Stati membri e diminuita in 5.

Quasi il 9% della popolazione dell’Ue nel 2014 risultava invece in condizioni di grave deprivazione materiale, questo soprattutto in Bulgaria (33,1%), Romania (26,3%), Ungheria (23,9%) e Grecia (21,5%). Rispetto al 2008, la percentuale di persone in queste condizioni è aumentata in 11 Stati membri e diminuita in 12. Così come è aumentata in quasi tutti gli Stati membri, tranne che in Germania, Polonia e Romania, la percentuale di coloro che vivono in famiglie con un’intensità lavorativa molto bassa, condizione che riguarda l’11,1% della popolazione di età 0-59 anni.

http://ec.europa.eu/eurostat

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