Popolazione dell’Ue in aumento

luglio 2015

A gennaio 2015 ha raggiunto i 508,2 milioni di abitanti

Tra il 2014 e il 2015 la popolazione dell’Ue è aumentata di circa un milione di abitanti, raggiungendo la quota di 508,2 milioni rispetto ai 506,9 dell’anno precedente.

Parte dell’incremento della popolazione è dovuto al saldo naturale, dato che nel corso del 2014 a fronte di 4,9 milioni di decessi si sono registrate 5,1 milioni di nascite, il che significa per l’Ue un cambiamento naturale positivo della popolazione di 0,2 milioni, il doppio rispetto al 2013. La restante parte della variazione è determinata essenzialmente dalla migrazione netta.

La Germania (81,2 milioni di abitanti), la Francia (66,4 milioni), il Regno Unito (64,8 milioni) e l’Italia (60,8 milioni) sono gli Stati membri più popolati dell’Ue: insieme, essi ospitano oltre la metà della popolazione dell’Unione europea.

Aumento in 16 Stati membri

Durante il 2014 la popolazione è aumentata in 16 Stati membri e diminuita in 12. Il maggiore incremento è stato osservato in Lussemburgo (23,9 per 1.000 abitanti), seguito a distanza da Svezia (+10,6‰), Malta (+9,3‰), Austria (+9,1‰) e Danimarca (+7,5‰). Al contrario, i cali più consistenti hanno riguardato Cipro (-12,9‰), Grecia (-8,4‰), Lettonia (-7,7‰) e Lituania (-7,6‰). Complessivamente si è registrato un aumento del 2,2‰ (poco oltre un milione di persone).

Con il 16% della popolazione totale dell’Ue, la Germania continua a essere lo Stato membro più popolato, davanti a Francia (13,1%), Regno Unito (12,9%), Italia (12%), Spagna (9,1%) e Polonia (7,5%).

Negli ultimi 20 anni, cioè rispetto ai dati relativi al 1995, gli Stati membri che hanno più aumentato il loro “peso” rispetto alla popolazione totale dell’Ue sono stati la Spagna (dall’8,2% del 1995 al 9,1% del 2015, cioè +0,9%), la Francia (+0,8%) e il Regno Unito (+0,7%), mentre le maggiori riduzioni relative si sono registrate in Germania (-0,9%), Romania (-0,8%) e Polonia (-0,5%).

Irlanda al primo posto per saldo naturale positivo

I tassi di natalità più alti nel 2014 sono stati registrati in Irlanda (14,4 per 1.000 abitanti), Francia (12,4‰), Regno Unito (12‰) e Svezia (11,9‰), i più bassi invece in Portogallo (7,9‰), Italia (8,3‰), Grecia (8,5‰) e Germania (8,6‰).

A livello comunitario, il tasso di natalità è stato di 10,1 per 1.000 residenti, mentre il tasso di mortalità grezzo è stato del 9,7‰.

La massima variazione positiva naturale della popolazione (differenza tra nascite e decessi espressa per 1.000 abitanti) è stata registrata in Irlanda (+8,1‰), con un saldo positivo rilevante anche a Cipro (+4,7‰), in Francia e Lussemburgo (entrambi +4‰) e nel Regno Unito (+3,2‰).

Tra gli 11 Stati membri che hanno registrato un saldo naturale negativo nel 2014, ai primi posti si trovano Bulgaria (-5,7‰), Romania (-3,5‰), Lettonia e Lituania (entrambi -3,4‰) e Ungheria (-3,3‰).

Eurostat osserva poi che in Germania e Italia la popolazione totale è aumentata tra il 2014 e il 2015 a fronte di un saldo naturale negativo, il che significa che la crescita della popolazione è dovuta essenzialmente al saldo migratorio.

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