Il costo del lavoro nell’Ue

aprile 2015

Si registrano ancora forti differenze tra gli Stati membri

Il costo orario del lavoro nei Paesi dell’Unione europea varia da un minimo di 3,8 euro a un massimo di 40,3 euro, secondo quanto evidenziato da uno studio pubblicato da Eurostat e basato su rilevazioni effettuate nel 2014. Mediamente, il costo del lavoro relativo a tutta l’economia, esclusi i settori agricolo e della pubblica amministrazione, si è attestato nel 2014 intorno ai 29,2 euro/ora nella zona euro e ai 24,6 euro/ora nell’intera Ue. Una media che nasconde però le enormi differenze esistenti tra i vari Stati membri, con i più bassi costi orari del lavoro registrati in Bulgaria (3,8 euro), Romania (4,6 euro), Lituania (6,5 euro) e Lettonia (6,6 euro), mentre i più elevati sono stati registrati in Danimarca (40,3 euro), Belgio (39,1 euro), Svezia (37,4 euro) e Lussemburgo (35,9 euro).

Tra i settori economico-produttivi, i costi orari del lavoro più elevati hanno riguardato l’industria (25,5 euro nell’Ue e 32 euro nella zona dell’euro), seguita rispettivamente dai servizi (24,3 euro e 28,2 euro) e dalle costruzioni (22 euro e 25,8 euro). Nei settori economici cosiddetti “non-business” (cioè istruzione, attività sociali e di cura, attività artistiche, di intrattenimento e ricreative, esclusa la pubblica amministrazione), il costo del lavoro per ora è stato nel 2014 di 24,7 euro nell’Ue e di 29,1 euro nell’area dell’euro.

Il costo del lavoro è costituito da salari e stipendi e dai costi non salariali, come i contributi sociali dei datori di lavoro. La quota di questi costi non salariali in tutta l’economia è stata del 24,4% nell’Ue e 26,1% nell’area dell’euro, con le percentuali più basse a Malta (6,9%) e in Danimarca (13,1%), le più alte in Svezia (31,6%) e Francia (33,1%).

Tra il 2013 e il 2014 il costo orario del lavoro medio di tutta l’economia è aumentato dell’1,4% nell’Ue e dell’1,1% nell’area dell’euro, con i maggiori incrementi registrati in Estonia (+ 6,6%), Lettonia (+ 6%) e Slovacchia (+ 5,2%) e alcune diminuzioni osservate a Cipro (-2,8%), in Portogallo (-0,8%) e in Irlanda (-0,2%).

Per quanto concerne gli Stati membri al di fuori della zona euro, nel 2014 gli incrementi maggiori del costo orario del lavoro in tutta l’economia tra il 2013 e il 2014 sono stati registrati in Romania (+ 6%), Lituania e Polonia (entrambi + 3,5%) e Ungheria (+ 3,3%), i meno rilevanti in Danimarca (+ 0,9%) e Regno Unito (+ 1,3%), mentre una diminuzione è stata registrata in Croazia (-0,8%).

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