Europa in lieve ripresa

aprile 2015

Miglioramenti economici e occupazionali sono segnalati dalla Commissione europea

Nell’Unione europea è in corso un lieve ma costante miglioramento della situazione economica e occupazionale, anche se ciò non coinvolge in modo omogeneo tutti gli Stati membri e neanche tutta la popolazione. In estrema sintesi è quanto emerge dall’ultima Rassegna trimestrale su Occupazione e situazione sociale pubblicata dalla Commissione europea.

Secondo l’analisi della Commissione, infatti, la situazione economica nell’Ue «è migliorata costantemente negli ultimi due anni», con un Pil che sta tornando verso i livelli pre-crisi e una ripresa che si estende alla maggior parte dei Paesi. L’occupazione continua a migliorare, riguarda quasi tutti i settori e segnala una crescita dei posti di lavoro permanenti e a tempo pieno.

Tuttavia, osserva la Commissione europea, «nonostante gli sviluppi positivi del mercato economico e del lavoro, restano da affrontare alcune sfide e le differenze tra gli Stati membri sono ancora significative»: nel 2014 il Pil della zona euro era ancora inferiore dell’1,4% rispetto al livello pre-crisi del 2008; il tasso di disoccupazione resta elevato e diminuisce a un ritmo molto lento; una grande percentuale di disoccupazione è ora composta da disoccupazione di lunga durata e il tasso di disoccupazione tra i giovani rimane molto alto, soprattutto in alcuni Stati membri.

Economia verso i livelli pre-crisi

«L’economia europea ha ormai raggiunto livelli pre-crisi e la ripresa si è ampliata negli Stati membri» sostiene la Commissione, secondo cui il quarto trimestre del 2014 ha mostrato un ulteriore miglioramento della situazione economica, con l’aumento del Pil reale dello 0,4% nell’Ue e dello 0,3% nell’area dell’euro. Quasi tutti gli Stati membri hanno mostrato miglioramenti, anche se la crescita è rimasta debole in alcuni. In questo stesso periodo il Pil reale è cresciuto dell’1,3% nell’Ue e dello 0,9% nella zona euro. Per il periodo 2015-2016 le prospettive di crescita economica sono migliorate e un moderato miglioramento è previsto dalla Commissione anche per i mercati del lavoro dell’Ue.

Occupazione in miglioramento

L’occupazione in Europa, osserva la Commissione, «continua a migliorare moderatamente ma costantemente», anche se gli sviluppi a livello comunitario nascondono «forti differenze tra gli Stati membri». Nel quarto trimestre del 2014 il tasso di occupazione è aumentato dello 0,2% nell’Ue e dello 0,1% nell’area dell’euro. La maggioranza degli Stati membri ha registrato un aumento, compresi i Paesi con tassi di disoccupazione molto elevati, come la Grecia e la Spagna. Le uniche eccezioni sono il Portogallo, la Croazia e Cipro, che hanno registrato un calo trimestrale.

Per quanto riguarda gli sviluppi dell’intero 2014 è stata rilevata complessivamente una crescita dell’occupazione dell’1%  nell’Ue e dello 0,9% nella zona euro, occupazione aumentata in tutti gli Stati membri tranne che a Cipro, in Finlandia e in Lettonia. E, sottolinea la Commissione europea, anche se l’occupazione nell’Ue è inferiore del 2% rispetto al picco del 2008, ha comunque recuperato 2,7 milioni di posti di lavoro dal livello più basso registrato nel primo trimestre del 2013. Di conseguenza, il tasso di occupazione dell’Ue per la fascia d’età 20-64 anni è aumentato nel 2014 per raggiungere quasi il 70%. Tuttavia, nonostante il miglioramento costante, oltre a rimanere inferiore ai tassi 2008 nella maggior parte degli Stati membri è anche inferiore all’obiettivo del 75% fissato dalla strategia Europa 2020.

In aumento tempo indeterminato e tempo pieno

Nel quarto trimestre del 2014 il miglioramento occupazionale si è esteso a tutti i settori: oltre al settore dei servizi, che ha visto un aumento costante degli occupati nel corso degli anni, l’occupazione si è ampliata negli ultimi mesi anche nell’industria e nelle costruzioni, mentre solo l’agricoltura ha registrato una riduzione dei posti di lavoro.

Rispetto invece alla tipologia dei posti di lavoro, la Commissione segnala come l’aumento dei contratti a tempo indeterminato e tempo pieno sia stato superiore a quello dei contratti a tempo determinato e part-time in termini assoluti, per il terzo trimestre consecutivo. In un raffronto annuale al terzo trimestre del 2014, l’occupazione in posti di lavoro permanenti e in posti di lavoro a tempo pieno è aumentata rispettivamente dello 0,6% e dello 0,8%. Oltre la metà (55%) dell’espansione annuale dell’occupazione è attribuita all’aumento del numero dei dipendenti in possesso di contratti a tempo indeterminato, tuttavia il numero di lavoratori a contratto indeterminato e a tempo pieno è ancora inferiore rispetto al 2008 rispettivamente del 2,3% e del 5,1%.

La Commissione nota poi come il tasso di occupazione sia aumentato in tutti i gruppi di popolazione. Il tasso di occupazione dell’Ue nella fascia d’età 20-64 anni è aumentato di un punto percentuale al terzo trimestre 2014 rispetto all’anno precedente, raggiungendo il 69,8%, mentre nei Paesi dell’euro l’aumento è stato più contenuto (0,6 pp) portando il tasso al 68,6%. Tra i giovani di età 15-24 anni il tasso di occupazione è salito di 0,6 pp, ma del doppio, cioè 1,2 pp, nella fascia 20-24 anni. Di 0,7 pp è aumentato per le persone di 25-54 anni, mentre invece l’aumento è stato molto più significativo per i lavoratori anziani di età 55-64 anni, con un + 1,7 pp.

Le donne hanno visto il loro tasso di occupazione aumentare costantemente dal 2008, tuttavia il divario di genere rimane significativo: oltre 10 pp, 76% il tasso maschile e 64% quello femminile.

Disoccupazione in lenta diminuzione

Complessivamente sono 23,9 milioni le persone disoccupate nell’Ue, tra cui 18,2 milioni risiedono nella zona dell’euro e 4,9 milioni sono giovani under 25.

Il tasso di disoccupazione è stato del 9,8% nel mese di febbraio 2015 nell’Ue, 0,7 punti percentuali in meno rispetto all’anno precedente e il più basso dal 2011, diminuendo nella maggior parte degli Stati membri, fatta eccezione per gli aumenti in Croazia, Cipro, Finlandia e Francia. Permangono però notevoli differenze tra i Paesi dell’Ue: dal 5% circa in Germania e in Austria al 23% in Spagna e il 26% in Grecia.

È calata di 1,8 pp anche la disoccupazione giovanile, per raggiungere in febbraio il 21,1% nell’Ue: «Questo è ancora un livello elevato rispetto al 15,1% del 2008» sottolinea la Commissione. Soprattutto, la disoccupazione colpisce il 50% dei giovani attivi in ​​Grecia e in Spagna e più del 30% a Cipro, in Portogallo, Italia e Croazia.

Per la prima volta dal 2009 si è poi rilevata anche una riduzione della disoccupazione a lungo termine, diminuita su base annua di 0,2 pp al terzo trimestre del 2014 raggiungendo quota 4,9%, rimanendo tuttavia un problema nel mercato del lavoro dell’Ue e in particolare in alcuni Stati membri. Circa la metà dei disoccupati nell’Unione europea, cioè 12,4 milioni di persone, sono stati senza lavoro per più di un anno e oltre 6 milioni di questi lo sono da più di due anni. Inoltre, i tassi di disoccupazione a lungo termine rimangono molto elevati in alcuni Stati membri: Grecia (19%), Spagna (12,6%), Croazia (9,7%), Slovacchia (9%), Portogallo (8%), Italia (7,4% ) e Cipro (7,8%), Paesi gli ultimi due in cui questo tipo di disoccupazione è segnalata in aumento.

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