La lotta al terrorismo deve rispettare i diritti fondamentali

marzo 2015

L’Ue deve cooperare attivamente con la Lega degli Stati Arabi nella lotta al terrorismo, ma ciò deve avvenire senza compromettere lo Stato di diritto e i diritti fondamentali. Lo ha affermato il Parlamento europeo in una risoluzione adottata il 12 marzo scorso, nella quale ha sottolineato come il fenomeno possa essere contrastato solo attraverso un’alleanza globale, nel pieno rispetto del diritto internazionale, dei valori fondamentali e degli standard internazionali sui diritti umani. Secondo i deputati europei, le misure anti-terrorismo non devono mai essere usate e abusate al fine di reprimere il legittimo dissenso o per violare i diritti umani universali delle persone. Gli eurodeputati hanno perciò invitato l’Ue a stabilire tutele chiare nella cooperazione con i Paesi terzi, per assicurarsi che la cooperazione non supporti o legittimi la repressione o la legittimazione delle organizzazioni e degli individui legittimi.

Il terrorismo jihadista è uno dei fenomeni centrali dell’attuale minaccia terroristica nell’Ue e negli Stati Arabi, ha sottolineato il Parlamento europeo, evidenziando la necessità di affrontare i fattori alla radice della radicalizzazione e di adottare un approccio globale alla lotta al terrorismo. «Le misure anti-terrorismo non possono essere efficaci senza la stretta collaborazione dei Paesi d’origine» sostiene l’Europarlamento, che afferma l’importanza della cooperazione tra l’Ue e la Lega degli Stati Arabi al fine di «promuovere, proteggere e difendere i diritti umani di tutti». I Paesi arabi e gli Stati membri dell’Ue sono invitati dall’Europarlamento a proteggere le minoranze religiose nel mondo arabo e a dare piena attuazione alle linee guida dell’Ue sulla promozione e sulla tutela della libertà di religione.

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