Un’Alleanza europea per lo sviluppo

febbraio 2015

Aumentare l’efficacia dell’Anno europeo: l’impegno della società civile

Un’Alleanza di Ong europee come strumento importante per molti settori della società civile verso l’attuazione e la promozione degli obiettivi dell’Anno europeo 2015 per lo sviluppo, al fine di perseguire il concetto di “giustizia globale”. Per questo si è costituita la EYD2015 Civil Society Alliance, formata da decine di organizzazioni e reti europee che si impegnano reciprocamente alla trasparenza, la solidarietà e la partecipazione. In una Carta dei valori redatta appositamente per l’iniziativa, l’Alliance della società civile europea illustra i suoi obiettivi:

• utilizzerà l’Anno europeo 2015 come un’opportunità per promuovere la discussione critica e l’impegno per la giustizia globale tra i cittadini dell’Unione europea, coinvolgendo nel dibattito diversi soggetti e attori anche non direttamente impegnati nel settore dello sviluppo;

• attraverso le Ong e varie organizzazioni della società civile cercherà di coinvolgere gruppi specifici di cittadini, tra cui gli attori politici, in discussioni critiche e in un pubblico impegno a livello nazionale e comunitario;

• organizzerà attività paneuropee di dialogo e concertazione con le istituzioni dell’Unione europea, con l’obiettivo di ottenere adeguati spazio e visibilità per le organizzazioni della società civile come attori chiave nell’aumentare l’efficacia dell’Anno europeo 2015;

• raccoglierà le istanze dei cittadini e proporrà raccomandazioni politiche per le istituzioni europee e nazionali.

L’Alliance è coordinata da Concord, una rete di organizzazioni non governative europee che riunisce 28 associazioni nazionali (una in ogni Paese dell’Ue), 18 reti internazionali e 2 membri associati che rappresentano complessivamente circa 1800 Ong sostenute da milioni di cittadini in tutta Europa. E proprio da Concord nel 2011 partì la proposta di dedicare un Anno europeo al tema dello sviluppo, poi accolta dalle istituzioni europee nel 2014. «Per noi l’Anno europeo per lo sviluppo non deve essere solo “di aiuto”, cioè concentrato su ciò che l’Europa dà, ma invece focalizzato anche su come le nostre scelte di vita in Europa colpiscono altre persone nel mondo» sostengono i responsabili di Concord.

La Carta dei valori indica naturalmente anche quelli che sono i “valori chiave” dell’EYD2015 Civil Society Alliance:

• Universalità: le sfide globali hanno bisogno di risposte globali, in Europa e in tutto il mondo, «dovremmo pensare globalmente agendo a livello locale».

• Centralità delle persone: l’Alleanza riconosce, rispetta e protegge le persone, promuove i diritti e le relazioni basate sui principi della non-violenza, come un valore fondamentale per lo sviluppo delle relazioni sociali.

• Equità: nel senso di una giusta distribuzione della ricchezza e delle risorse, con l’obiettivo di superare le disuguaglianze sociali dannose per la dignità umana e riconoscendo le potenzialità di ogni persona per contribuire al progresso sociale ed economico.

• Responsabilità: costantemente monitorata dall’Alliance, al fine di perseguire la missione di tutti i suoi membri e partner nel rispetto dell’ambiente per il presente e il futuro: deve essere inclusa la riflessione su “come viviamo”.

• Trasparenza: riconoscendo il diritto dei membri di conoscere le informazioni che consentano a tutti di valutare scelte e comportamenti e di decidere in modo libero e pari tra pari.

• Solidarietà: la capacità di entrare in empatia con coloro che si trovano in situazioni di svantaggio e di promuovere un impegno efficace per trovare soluzioni di interesse comune, che aiutano a superare gli svantaggi di coloro che sono in una posizione di maggior necessità.

• Partecipazione: il riconoscimento del diritto di tutti i membri dell’Alleanza a prendere parte al processo decisionale e di svolgere un ruolo attivo nel raggiungimento degli obiettivi dell’EYD2015.

• Efficacia ed efficienza: come miglior utilizzo delle risorse disponibili in modo che il loro uso dia il massimo vantaggio a tutti di perseguire gli obiettivi dichiarati con i mezzi più idonei e concordati.

«Il 2015 è l’anno pietra miliare per le questioni dello sviluppo internazionale, è l’anno della scadenza degli obiettivi di sviluppo del Millennio delle Nazioni Unite e dei negoziati per ciò che li sostituirà» osservano i coordinatori dell’Alliance, sottolineando che l’Anno europeo 2015 «dovrebbe essere usato come una reale opportunità di avere una conversazione sullo sviluppo con un pubblico più ampio», cioè non solo con Ong e istituzioni  che lavorano per lo sviluppo ma anche con soggetti esterni alla cooperazione allo sviluppo europea.

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PARTENARIATO MONDIALE CONTRO LA POVERTà
La Commissione europea ha illustrato la sua visione del partenariato mondiale per l’agenda di sviluppo post-2015, presentando alcune proposte sul modo in cui tutti i Paesi, compresi l’Ue e i suoi Stati membri, potrebbero contribuirvi.
In una comunicazione intitolata Partenariato mondiale per l’eliminazione della povertà e lo sviluppo sostenibile dopo il 2015, la Commissione ha individuato quelli che ritiene dovrebbero essere gli sforzi da compiere a livello mondiale.
Il partenariato tra Stati, società civile e settore privato dovrebbe permettere a tutti di offrire un contributo per il raggiungimento degli obiettivi globali, «l’indispensabile impegno politico al massimo livello dovrà essere affiancato dal coinvolgimento e dalla responsabilizzazione dei Paesi, indipendentemente dal loro stadio di sviluppo, per l’attuazione dell’agenda post 2015» osserva la Commissione. Il partenariato proposto dovrebbe basarsi su valori universali quali i diritti umani, il buon governo e lo Stato di diritto, il sostegno alle istituzioni democratiche, l’inclusività, la non discriminazione e la parità di genere. La Commissione ha indicato anche quali dovrebbero essere le componenti principali del partenariato mondiale: «Contesto strategico favorevole, sviluppo delle capacità, mobilitazione e impiego efficace dei finanziamenti pubblici nazionali e internazionali, massimo ricorso al commercio e alla tecnologia, sfruttamento degli effetti positivi della migrazione e ottimizzazione del settore privato e delle risorse naturali». La comunicazione evidenzia inoltre la necessità di definire un quadro solido per il monitoraggio, la rendicontabilità e le valutazioni a tutti i livelli.
È confermato il sostegno della Commissione affinché tutti i Paesi industrializzati raggiungano il traguardo Onu dello 0,7% per quanto riguarda il rapporto tra Aiuti pubblici allo sviluppo e Pil, «mentre i Paesi a reddito medio-alto e le economie emergenti dovrebbero aumentare il loro contributo nonché fissare obiettivi specifici e un calendario preciso». Tale comunicazione servirà a definire le posizioni dell’Ue durante i preparativi per la terza Conferenza sul finanziamento dello sviluppo (Addis Abeba, luglio 2015) e per il Vertice post-2015 che l’Onu organizzerà a New York (settembre 2015).
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