OCSE: LA DISUGUAGLIANZA FA MALE ALLA CRESCITA ECONOMICA

gennaio 2015

La riduzione delle disuguaglianze di reddito stimola la crescita economica, infatti i Paesi in cui le disparità di reddito sono in diminuzione crescono più velocemente rispetto a quelli dove aumentano le disuguaglianze. È quanto emerge da uno studio pubblicato nel dicembre scorso dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), secondo cui il crescente divario tra la classe media inferiore e le famiglie povere rispetto al resto della società ha un impatto fortemente negativo sulla crescita. L’istruzione è la chiave, sostiene l’Ocse: la mancanza di investimenti nell’istruzione delle fasce più povere è il fattore principale che determina le disuguaglianze e quindi rallenta la crescita.

L’Ocse stima che l’aumento della disuguaglianza abbia inciso per oltre 10 punti percentuali sulla crescita in Messico e Nuova Zelanda negli ultimi due decenni. In Italia, Regno Unito e Stati Uniti, il tasso di crescita sarebbe stato da 6 a 9 punti percentuali superiore se non fossero aumentate le disparità di reddito, mentre una maggiore uguaglianza ha contribuito ad aumentare il Pil pro capite in Spagna, Francia e Irlanda prima della crisi.

Lo studio rileva che il principale meccanismo attraverso cui la disuguaglianza incide sulla crescita è minando le opportunità di istruzione per i minori dei contesti socio-economici più poveri, riducendo la mobilità sociale e ostacolando lo sviluppo delle competenze. Le persone i cui genitori hanno un basso livello di istruzione vedono i loro risultati scolastici deteriorarsi all’aumentare della disparità di reddito, al contrario l’effetto è minimo sulle persone i cui genitori hanno livelli di istruzione medi o elevati.

Secondo l’Ocse, l’impatto della disuguaglianza sulla crescita deriva dalla distanza tra il 40% meno abbiente con il resto della società e non solo del 10% più povero. Per porre rimedio, sostiene l’Ocse, non sono sufficienti programmi contro la povertà, servono invece trasferimenti di denaro per migliorare l’accesso ai servizi pubblici, l’istruzione di qualità, la formazione e l’assistenza sanitaria, investimenti essenziali per creare maggiori parità di opportunità nel lungo periodo.

Il documento, che si inserisce in una riflessione generale dell’Ocse sulle radici e le lezioni da trarre dalla crisi economica globale, rileva inoltre come le politiche redistributive non danneggino affatto la crescita economica se sono progettate, mirate e implementate in modo adeguato.

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