PREVISIONI ECONOMICHE D’AUTUNNO: RIPRESA LENTA

novembre 2014

Crescita e dinamismo economici ancora deboli, scarsi miglioramenti nel mercato del lavoro: l’Ue fatica a uscire dalla crisi

«La situazione economica e occupazionale non sta migliorando con sufficiente rapidità. La Commissione europea si impegna ad avvalersi di tutti gli strumenti e le risorse disponibili per aumentare la crescita e l’occupazione in Europa. Proporremo un piano di investimenti di 300 miliardi di euro per rilanciare e sostenere la ripresa economica». Così i responsabili economici della Commissione europea hanno commentato le previsioni economiche d’autunno presentate il 4 novembre scorso, secondo le quali la crescita economica resterà debole per il resto dell’anno sia nell’Ue che nella zona euro. Infatti, secondo le previsioni dell’esecutivo europeo, nel 2014 la crescita del Pil reale dovrebbe raggiungere l’1,3% nell’Ue e lo 0,8% nella zona euro, per poi salire lentamente nel corso del 2015, rispettivamente all’1,5% e all’1,1%, trainata da una maggiore domanda interna ed estera. Un’accelerazione della crescita è poi pronosticata per il 2016, rispettivamente al 2% e all’1,7%, determinata dal rafforzamento del settore finanziario nonché dai «primi frutti dati dalle recenti riforme strutturali». Secondo il neocommissario europeo per gli Affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, Pierre Moscovici, serve agire su tre fronti: politiche di bilancio credibili, riforme strutturali ambiziose ed investimenti sia pubblici che privati.

Dinamismo economico ancora debole

La ripresa economica iniziata nel secondo trimestre del 2013 rimane fragile e il dinamismo economico in numerosi Stati membri è ancora debole, osserva la Commissione, secondo cui è anche diminuita la fiducia rispetto alla primavera a causa dei rischi geopolitici crescenti e delle prospettive economiche mondiali meno favorevoli. Quindi «nonostante condizioni finanziarie propizie, la ripresa economica nel 2015 sarà lenta», situazione che secondo la Commissione «rispecchia il graduale venir meno delle conseguenze della crisi, con una disoccupazione ancora forte, un debito elevato e una scarsa utilizzazione delle capacità». Nel 2016, poi, il rafforzamento della domanda interna ed estera e la continuazione di una politica monetaria molto accomodante, associata a costi di finanziamento bassi, dovrebbero rafforzare ulteriormente la crescita, prevede la Commissione.

Nel 2014 dovrebbe rimanere ampia la differenza dei tassi di crescita tra gli Stati membri, da -2,8% (Cipro) a +4,6% (Irlanda), ma le differenze in termini di crescita dovrebbero diminuire nei prossimi due anni e nel 2015 e 2016 tutti i Paesi dell’Ue dovrebbero registrare una crescita positiva.

Un lento ritorno ad una crescita economica modesta

La Commissione osserva come anche in confronto ad altre economie avanzate e rispetto agli esempi storici di riprese post crisi finanziarie pur di norma lente e fragili, la ripresa dell’Ue appare debole. Nel corso del periodo oggetto delle previsioni, la domanda interna dovrebbe beneficiare sempre più «della politica monetaria, dei progressi compiuti nel ridurre gli oneri del debito privato e dell’orientamento di bilancio globalmente neutro. Gli investimenti privati dovrebbero recuperare gradualmente, anche grazie al miglioramento delle prospettive sul versante della domanda». La Commissione prevede poi un leggero aumento dei consumi privati nel 2015 e 2016, sostenuti dal basso livello dei prezzi delle materie prime e dall’aumento dei redditi disponibili per il «graduale miglioramento del mercato del lavoro».

Lento anche il miglioramento del mercato del lavoro

«La creazione di posti di lavoro è stata modesta e i tassi di disoccupazione sono leggermente diminuiti partendo tuttavia da livelli alti. Poiché la crescita economica dovrebbe acquisire vigore gradualmente, verso la fine del periodo oggetto delle previsioni dovrebbero verificarsi miglioramenti più significativi del mercato del lavoro» spiega la Commissione. Così è previsto che nel 2016 il tasso di disoccupazione dovrebbe scendere al 9,5% nell’Ue e al 10,8% nella zona euro.

L’inflazione dovrebbe restare ancora molto bassa nel 2014, per poi salire parallelamente al graduale rafforzamento dell’attività economica e all’incremento dei salari: dovrebbe perciò attestarsi nell’Ue allo 0,6% nel 2014, all’1% nel 2015 e all’1,6% nel 2016, mentre nella zona dell’euro è prevista allo 0,5% quest’anno e allo 0,8% nel 2015, per poi salire all’1,5% nel 2016.

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Tabella 1

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