Migrazioni illegali: nuove operazioni europee congiunte

ottobre 2014

È in corso di svolgimento dal 13 al 26 ottobre l’operazione congiunta di polizia lanciata dalla presidenza italiana di turno dell’Ue denominata Mos Maiorum, il cui obiettivo principale è di raccogliere informazioni sui flussi migratori nei Paesi dell’Unione, con particolare riguardo alla pressione nei singoli Stati Membri, sulle principali rotte utilizzate dai trafficanti di esseri umani, sulle principali mete di questi ultimi, i Paesi di origine e transito, i luoghi di rintraccio e i mezzi di trasporto utilizzati. Nel piano operativo di Mos Maiorum, i cui dati ufficiali saranno resi pubblici in ambito europeo l’11 e 12 dicembre prossimi, si legge che l’operazione è inquadrata in una serie di altre operazioni analoghe condotte durante le precedenti presidenze Ue, ma in questo caso l’Italia ha un ruolo preminente sia per quanto riguarda l’area su cui Mos Maiorum svolge le sue ricerche e i suoi controlli, sia per quanto riguarda il coordinamento.

L’operazione ha però sollevato dure critiche da parte di molte Ong europee perché si temono violazioni di diritti umani e l’uso di metodi coercitivi, così è stata lanciata una campagna via web sul diritto di migrare e si è costituita una rete europea per l’assistenza legale gratuita ai migranti. Secondo il Naga, associazione che ha lanciato la campagna in Italia, «mentre inarrestabilmente le persone fuggono dalle zone di guerra, o semplicemente ricercano un nuovo progetto di vita, spostandosi, esercitando la loro libertà di movimento, gli Stati europei attraverso le loro polizie mettono in atto l’unica strategia che sanno elaborare: controllo e repressione. In nome della lotta ai trafficanti, un dispiegamento eccezionale di intelligence e pattugliamenti delle frontiere che raggiungerà il solo vero obiettivo dell’operazione: criminalizzare, ancora una volta, chi varca un confine». Le Ong chiedono al governo italiano di non perseguire coloro che ha salvato dal naufragio con l’operazione Mare Nostrum.

Il 1° novembre prenderà poi il via Triton, l’operazione Frontex di pattugliamento delle coste sud e sud-est dell’Italia fino a un massimo di 30 miglia marine, cioè molto meno di quanto fatto durante l’operazione italiana Mare Nostrum. Oltre all’adesione all’operazione di Spagna, Germania, Francia e Malta, all’Italia dovrebbero aggregarsi anche Svezia e Finlandia in un’operazione congiunta che riducendo l’ambito delle perlustrazioni rispetto a Mare Nostrum dovrebbe, nelle intenzioni di Frontex, scoraggiare i trafficanti di migranti a inviare nel Mediterraneo imbarcazioni improbabili come avvenuto nell’ultimo anno.

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