Juncker nuovo presidente della Commissione

luglio 2014

Confermando l’esito elettorale l’Europarlamento ha eletto alla presidenza della Commissione il candidato dei Popolari europei

Come previsto Jean-Claude Juncker è stato eletto dal Parlamento europeo presidente della nuova Commissione europea, che inizierà il suo mandato il 1° novembre prossimo e resterà in carica 5 anni. Si è trattato della prima volta nella storia dell’Ue che il Parlamento europeo ha eletto e non solo approvato il presidente della Commissione europea, su proposta del Consiglio europeo, secondo le regole sancite nel Trattato di Lisbona (2009). Candidato del Partito Popolare europeo, che ha ottenuto la maggioranza dei seggi nelle elezioni europee del 22-25 maggio, l’ex primo ministro lussemburghese era stato nominato come candidato di maggioranza dal Consiglio europeo il 27 giugno, in seguito a una votazione formale nella quale 26 capi di Stato e di governo avevano votato in suo favore e due contro.

«Voglio lavorare per un’Ue in grado di ottenere risultati» ha detto Juncker all’Aula dell’Europarlamento, sottolineando come la priorità della sua Commissione sarà quella di rilanciare la crescita in Europa e reinserire le persone nel mercato del lavoro. A tal fine, nei primi tre mesi del suo mandato il neopresidente della Commissione intende presentare un pacchetto per l’occupazione, la crescita e gli investimenti per mobilitare altri 300 miliardi di euro di investimenti nell’arco dei prossimi tre anni. Così come cercherà di «sgravare da regolamentazioni onerose» le piccole e medie imprese, che creano l’85% dei nuovi posti di lavoro in Europa.

«Il salvataggio dell’euro era necessario, ma carente dal punto di vista sociale» ha poi dichiarato Juncker, sottolineando di ritenere «inaccettabile che il peso dei programmi di riforma strutturali gravi su lavoratori e pensionati, mentre armatori e speculatori si arricchiscono ancora di più. In futuro dobbiamo poter sostituire la troika con una struttura che abbia maggiore legittimità democratica e garantire una valutazione approfondita dell’impatto sociale per ogni nuovo programma di sostegno».

Altra priorità della nuova Commissione riguarderà la politica migratoria dell’Ue: «La politica europea della migrazione deve essere maggiormente improntata alla solidarietà. Intensificherò la cooperazione con i Paesi terzi perché siano prese misure più energiche nei confronti della migrazione irregolare e promuoverò una nuova politica europea sulla migrazione legale affinché l’Europa diventi una delle destinazioni favorite dei talenti» ha detto Juncker, annunciando di voler istituire la nuova figura di commissario europeo per l’immigrazione.

Il neopresidente non esclude poi un’Unione “a due velocità”: «Sono fermamente convinto che dobbiamo procedere insieme come Unione, ma non dobbiamo necessariamente viaggiare tutti alla stessa velocità. Alcuni di noi potrebbero essere già arrivati a destinazione. Sono sempre stato pronto, e lo rimarrò anche in futuro, ad ascoltare le preoccupazioni dei singoli Stati membri e a contribuire a individuare opportune soluzioni».

Juncker ha ricordato all’Aula europarlamentare il motto scelto dal precedente Parlamento europeo per la campagna elettorale, “Questa volta è diverso”, dichiarando: «Dimostriamo insieme che oggi siamo in grado di far diventare questa promessa una realtà. Dimostriamo al resto del mondo che unendo le nostre forze possiamo far ripartire l’Europa su nuove basi».

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SCHULZ RIELETTO PRESIDENTE DEL PARLAMENTO EUROPEO
Con 409 voti sui 612 espressi gli eurodeputati hanno rieletto al primo scrutinio il 1° luglio scorso Martin Schulz alla presidenza del Parlamento europeo per un altro mandato di due anni e mezzo. Il 58enne tedesco guiderà il Parlamento fino a gennaio 2017. Schulz è così il primo presidente nella storia del Parlamento europeo a essere rieletto per un secondo mandato.
In un breve discorso, subito dopo il voto, il rieletto presidente ha dichiarato che «è uno straordinario onore essere il primo presidente rieletto del Parlamento europeo. Prenderò molto sul serio il mio compito, perché siamo il cuore della democrazia europea, con il compito di adottare la legislazione, sorvegliandone la sua attuazione». Solo se l’Ue protegge i suoi cittadini, ha aggiunto il presidente dell’Europarlamento, «otterremo di nuovo la loro fiducia, indipendentemente dalla loro origine e dal genere. La regola del rispetto e della dignità umana deve essere la linea guida di tutto ciò che facciamo e sono certo che la stragrande maggioranza condividerà questa linea».

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