Un’Europa migliore

aprile 2014

Le più grandi coalizioni e confederazioni di Ong europee hanno costituito un’Alleanza per chiedere un cambiamento radicale nelle politiche dell’Ue

Povertà e disuguaglianze in aumento, circa 27 milioni di disoccupati, potere salariale diminuito in 18 Stati membri su 28, cittadini in difficoltà crescenti: l’Unione europea segna il passo e necessita di un cambio di marcia e direzione, pena il suo fallimento. «Le decisioni economiche producono effetti sociali e ambientali, cosa che non può essere ignorata a lungo. Abbiamo bisogno di coerenza delle politiche in Europa, così come per quanto riguarda il resto del mondo: le politiche economiche, ambientali e sociali devono andare verso la stessa direzione, mettendo al centro le persone e il pianeta». Sono parole di Heather Roy, presidente della Social Platform europea, piattaforma sociale costituita da 47 membri in rappresentanza di oltre 2800 organizzazioni nazionali, associazioni e gruppi di volontariato regionali e locali di tutti gli Stati membri dell’Ue. Social Platform, insieme alla Confederazione europea dei sindacati (Ces), alla confederazione delle Ong europee per l’aiuto allo sviluppo Concord e alla coalizione europea delle Ong ambientaliste European environmental bureau (Eeb) hanno dato vita alla Spring Alliance, cioè un’ampissima alleanza che mette insieme le tematiche sociali, ambientali, del lavoro e dello sviluppo per chiedere nuove modalità nelle politiche e nelle pratiche dell’Ue al fine di trovare un «modo migliore» e «positivo» per risolvere i problemi dell’Europa. «Questo però richiede un allontanamento radicale da parte dei prossimi Parlamento e Commissione europei dalle politiche attuali, che non sono riuscite a risolvere la crisi e hanno portato i cittadini a perdere sempre più la loro fiducia nei leader politici e nel progetto europeo» sostengono i promotori della Spring Alliance, che hanno presentato un manifesto recentemente discusso anche presso il Comitato economico e sociale europeo.

Fallimenti e ritardi europei degli ultimi anni

L’Europa, osserva il manifesto dell’Alleanza europea, «è arretrata in una serie di settori cruciali negli ultimi cinque anni e non è riuscita a fare sufficienti progressi in altri»:

- Democrazia europea: i cittadini dell’Ue stanno volgendo le spalle alle istituzioni europee; le elezioni europee del 2009 hanno avuto un’affluenza del 43% , la più bassa registrata dal 1979 (in attesa di constatare quella delle prossime elezioni di maggio, ndr).

- Povertà: dal 2009 ad oggi , nonostante gli impegni presi per la riduzione di povertà ed esclusione sociale, oltre 10 milioni di europei hanno oltrepassato la soglia di povertà.

- Occupazione: circa 27 milioni di persone in Europa non sono in grado di trovare lavoro.

- Ambiente: le emissioni di gas serra nell’Ue sono state ridotte solo marginalmente e non sufficientemente per evitare livelli pericolosi del cambiamento climatico, mentre è proseguita la perdita di biodiversità.

- Giustizia globale: per ogni euro che l’Europa spende in “aiuti allo sviluppo” circa 13 euro tornano indietro dai riceventi gli aiuti attraverso flussi finanziari illeciti, tutto ciò senza prendere in considerazione l’impatto degli squilibri commerciali.

- Economia: la crescita economica dell’Ue non è equamente condivisa e questo percorso di crescita divergente sta mettendo a repentaglio il progetto europeo.

Le proposte dell’Alleanza di Ong europee

Alla luce di tali considerazioni, sostengono i promotori della Spring Alliance, «abbiamo sviluppato insieme un manifesto politico globale che può mettere l’Europa di nuovo in pista. Questo manifesto propone sei soluzioni per sei sfide chiave»:

1) Democrazia. Garantire la trasparenza e una maggiore responsabilità democratica delle istituzioni comunitarie nei confronti dei cittadini; migliorare il controllo e la sorveglianza democratica, in particolare delle politiche economiche; far rispettare i diritti umani attuando pienamente i pertinenti strumenti internazionali ed europei; assicurarsi che i valori di libertà, democrazia e dello Stato di diritto, compreso l’accesso alla giustizia e il diritto alla privacy, siano garantiti dagli Stati membri; smettere di sostituire normative e processi decisionali democratici con procedure ad hoc; garantire la democrazia paritaria nelle istituzioni dell’Ue; incorporare un dialogo strutturato con la società civile organizzata.

2) Povertà. Garantire una protezione sociale adeguata e l’accesso ai servizi pubblici per tutti; raggiungere l’obiettivo di riduzione della povertà attraverso una strategia europea anti-povertà integrata; promuovere l’uguaglianza per tutti; garantire la protezione contro ogni forma di violenza e discriminazione; ridurre la povertà e garantire la protezione sociale universale.

3) Occupazione. Investire in un piano per la creazione di posti di lavoro di qualità; rafforzare il dialogo sociale e la contrattazione collettiva; promuovere salari dignitosi e protezione sociale; difendere la salute dei lavoratori; investire in posti di lavoro e competenze ecologiche; sviluppare mercati del lavoro inclusivi e di qualità accessibili.

4) Ambiente. Ridurre significativamente l’impatto ambientale in Europa mettendo in atto politiche efficaci in materia di clima, efficienza energetica, energie rinnovabili, biodiversità, qualità dell’aria, prodotti chimici e rifiuti, progettazione dei prodotti; rivedere e rafforzare la strategia dell’Ue sulla biodiversità nel 2015; mettere in atto entro il 2015 una politica dei rifiuti e nuove politiche in grado di ridurre i livelli complessivi di inquinamento atmosferico; adottare nuove e più forti politiche in ambito chimico attraverso una migliore “Reach” (sistema europeo di registrazione, valutazione, autorizzazione e restrizione delle sostanze chimiche, ndr); tenere pienamente conto della dimensione sociale.

5) Sviluppo. Fare della coerenza delle politiche per lo sviluppo sostenibile una realtà; contrastare la disuguaglianza globale; assicurarsi che il commercio dell’Ue e le sue politiche di investimento rispettino gli standard sociali e ambientali; aumentare e migliorare la finanza per lo sviluppo sostenibile; rivedere le politiche migratorie per promuovere la responsabilità condivisa nell’Unione europea.

6) Politiche economiche. Ri-orientare il semestre europeo verso obiettivi sociali e ambientali e andare oltre il Pil come indicatore del successo; adottare politiche fiscali eque e “verdi”; riformare ulteriormente i mercati finanziari; basare il mercato interno sul pieno rispetto dei diritti fondamentali.

Una visione comune

«Questo manifesto rappresenta la nostra visione comune, costruito sulla vasta esperienza di ciascun membro della Spring Alliance in relazione al proprio settore di competenza» spiegano i promotori dell’iniziativa, aggiungendo che «queste sei strategie sono fortemente supportate da tutti i membri dell’Alleanza, anche se ogni membro potrebbe non necessariamente aver preso posizione su tutti i dettagli nelle aree al di fuori del suo mandato. Insieme riconosciamo e sosteniamo le competenze, per cui ciascuno prenderà l’iniziativa nel proprio campo per monitorare l’attuazione del presente manifesto».

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L’EUROPA SONO ANCH’IO: INIZIATIVA DELLE ONG ITALIANE SULLE POLITICHE MIGRATORIE

«Siamo cittadine e cittadini europei che credono nella costruzione di un’Europa democratica, capace di garantire i diritti umani fondamentali e i diritti di cittadinanza a tutte le persone che risiedono sul suo territorio. L’Europa che immaginiamo è uno spazio culturale aperto, con un’identità plurale e dinamica, capace di fondare le relazioni tra gli Stati membri e con i Paesi terzi sul reciproco rispetto, sul riconoscimento delle specifiche diversità culturali, sulla promozione delle libertà e dei diritti fondamentali, sul mantenimento della pace tra i popoli, sulla garanzia del principio di eguaglianza, sul rifiuto di ogni forma di discriminazione, sul ripudio della xenofobia e del razzismo». È quanto si legge nel preambolo del manifesto intitolato L’Europa sono anch’io. 10 richieste ai candidati alle elezioni europee 2014, documento elaborato nell’ambito della campagna per i diritti di cittadinanza L’Italia sono anch’io cui aderiscono alcune delle più grandi organizzazioni sociali italiane, quali Acli, Arci, Asgi, Caritas, Cgil, Legambiente, Libera, Lunaria, Tavola della pace ecc.

I 32,9 milioni di migranti che risiedono nei Paesi dell’Ue rappresentano il 7% della popolazione; i migranti comunitari costituiscono un terzo dei residenti stranieri mentre sono 20,7 milioni i cittadini di Paesi terzi, pari al 4,1% dell’intera popolazione europea, ricorda il manifesto, sottolineando come «a dispetto di un ampio riconoscimento teorico dei benefici delle migrazioni nei suoi documenti ufficiali, l’Ue ha sino ad oggi concentrato la sua attenzione, la sua attività normativa e le sue risorse economiche sulle politiche migratorie, finalizzate a prevenire e a controllare i flussi migratori, lasciando in secondo piano il processo di comunitarizzazione delle politiche di accoglienza, di inclusione sociale dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati, l’attuazione dell’Agenda europea per l’integrazione dei cittadini di Paesi terzi e dell’Agenda su migrazioni e sviluppo». Eppure, osservano le Ong italiane, «il fallimento di un approccio alle migrazioni prevalentemente sicuritario è tragicamente esemplificato dalla morte di migliaia di migranti nel Mediterraneo e dalle numerose violazioni dei diritti umani dei migranti, dei richiedenti asilo e dei rifugiati nelle strutture di detenzione allestite nei diversi Stati membri e in alcuni Paesi confinanti».

Per queste ragioni, le organizzazioni aderenti alla campagna sottopongono ai candidati alle prossime elezioni europee dieci priorità, pratiche e concrete, che riguardano: i diritti dei lavoratori migranti e delle loro famiglie, il voto, la cittadinanza europea, l’ingresso legale, l’inserimento nel mercato del lavoro, la libertà personale, un’accoglienza dignitosa, l’accesso ai sistemi di Welfare, la lotta contro la propaganda xenofoba e razzista, i diritti dei minori.

«All’Europa Fortezza disegnata con la costruzione e il rafforzamento di frontiere e muri materiali, normativi e virtuali che limitano la libertà di circolazione, il diritto a migrare e il diritto di asilo – dichiarano le Ong che aderiscono alla campagna di sensibilizzazione politico-culturale per sollecitare un mutamento degli indirizzi politici europei in materia di immigrazione e asilo – noi preferiamo un’Europa policulturale le cui politiche siano fondate sui principi di giustizia, accoglienza, solidarietà, inclusione sociale, partecipazione e garanzia delle pari opportunità».

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