LAVORO STAGIONALE: NUOVE NORME PER GARANTIRE I DIRITTI DEI LAVORATORI NON COMUNITARI

febbraio 2014

Gli oltre 100.000 lavoratori stagionali di Paesi terzi che ogni anno entrano nell’Ue potranno beneficiare di migliori condizioni di vita e di lavoro – incluso un alloggio adeguato e un limite all’orario lavorativo – grazie a una direttiva approvata il 5 febbraio dal Parlamento europeo. La nuova normativa, la prima a livello Ue per questa categoria di lavoratori, mira a porre fine allo sfruttamento e a impedire che i permessi di soggiorno temporanei diventino permanenti.

Le nuove regole non pregiudicano il diritto degli Stati membri di decidere quanti lavoratori stagionali ammettere sul loro territorio. Ogni Stato membro dovrà fissare una durata massima di permanenza per i lavoratori stagionali, compresa tra i 5 e i 9 mesi su un periodo di 12 mesi; nel rispetto di detto limite temporale i lavoratori stagionali potranno poi estendere i loro contratti o cambiare datore di lavoro.

Ogni richiesta di lavoro stagionale dovrà includere un contratto di lavoro o un’offerta vincolante di lavoro che specifichi, tra l’altro, la retribuzione e l’orario di lavoro, mentre la domanda dovrà essere accompagnata dalla prova che il lavoratore stagionale disporrà di un alloggio adeguato: qualora fosse il datore di lavoro a fornire l’alloggio, l’affitto non potrà essere eccessivo o automaticamente detratto dallo stipendio del lavoratore.

La normativa sancisce che i lavoratori stagionali extracomunitari avranno gli stessi diritti dei cittadini dell’Ue per quanto riguarda età minima lavorativa, retribuzione, licenziamento, orario di lavoro, ferie, copertura sanitaria e requisiti di sicurezza. Godranno inoltre del diritto di iscriversi a un sindacato, all’accesso alla sicurezza sociale, alla pensione, alla formazione, alla consulenza sul lavoro stagionale offerto dagli uffici di collocamento e da altri servizi pubblici, ma non all’edilizia residenziale pubblica. Le nuove norme agevoleranno, inoltre, il reingresso dei cittadini di Paesi terzi nello Stato membro interessato.

I datori di lavoro che non assolvessero ai loro obblighi incorreranno in sanzioni «effettive, proporzionate e dissuasive», incluso un obbligo di risarcimento al lavoratore stagionale in questione. Anche i subappaltatori possono incorrere in dette sanzioni. Ai datori di lavoro, infine, potrebbe essere imposto il divieto nel futuro di impiegare lavoratori stagionali.

Gli Stati membri dell’Ue avranno due anni e mezzo per trasporre le nuove regole nei loro sistemi normativi nazionali.

INFORMAZIONI :
http://www.europarl.europa.eu/sides/getDoc.do?pubRef=-//EP//TEXT+TA+P7-TA-2014-0072+0+DOC+XML+V0//IT&language=IT

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