Affrontare i rischi di povertà nel lavoro

febbraio 2014

«Una delle conseguenze sociali più tangibili della crisi economica è stato il significativo aumento della povertà tra la popolazione in età lavorativa. Una graduale riduzione dei livelli di disoccupazione potrebbe non essere sufficiente per invertire questa situazione, se continua la polarizzazione dei salari in particolare a causa di un aumento del lavoro a tempo parziale». È quanto evidenziato dall’analisi contenuta nella Relazione 2013 sull’occupazione e gli sviluppi sociali in Europa, che esamina anche l’impatto positivo delle prestazioni sociali sul rientro nel mondo del lavoro, le conseguenze di squilibri di genere persistenti e la dimensione sociale dell’Unione economica e monetaria. La disponibilità di un posto di lavoro può aiutare le persone a uscire dalla povertà, osserva la Relazione, ma solo nella metà dei casi: molto dipende infatti dal tipo di lavoro trovato, ma anche dalla composizione del nucleo familiare e dalla situazione del mercato del lavoro del partner.

La Relazione evidenzia che, contrariamente a quanto si crede, le persone che ricevono sussidi di disoccupazione sono più solite a trovare un lavoro rispetto a quelle che non ricevono benefici. In alcuni Paesi (ad esempio Polonia e Bulgaria), molti disoccupati non sono coperti da reti di sicurezza standard (indennità di disoccupazione, assistenza sociale) e tendono così a fare affidamento sulla solidarietà familiare o sul lavoro informale. Inoltre, anche se la crisi ha visto una contrazione di alcuni divari di genere storicamente subiti dalle donne (in gran parte sono stati i settori a prevalenza maschile i più colpiti dalla crisi), le differenze di genere persistono nella partecipazione al mercato del lavoro e questo accresce il rischio di povertà femminile.

La scarsa crescita macroeconomica, la disoccupazione e le divergenze sociali minacciano gli obiettivi fondamentali dell’Ue, conclude la Relazione della Commissione europea, secondo cui è necessario invece promuovere la convergenza economica al fine di migliorare la vita dei cittadini dell’Unione europea.

INFORMAZIONI :
http://ec.europa.eu/social/main.jsp?catId=738&langId=en&pubId=7684

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