Un semestre difficile

gennaio 2014

Con la Grecia alla presidenza di turno l’Ue affronta alcuni delicati passaggi di cambiamento

Con il motto “Europa: la nostra ricerca comune” ha preso il via a inizio anno il turno semestrale della Grecia alla presidenza dell’Unione europea. Se da un lato è noto che tale incarico non riveste un’importanza decisiva per le sorti dell’Unione, dall’altro non si può non osservare come il valore simbolico in questo caso sia più che mai rilevante: a definire l’agenda europea nei primi sei mesi dell’anno sarà un Paese che fino a pochi mesi fa ha rischiato il fallimento economico-finanziario e di segnare l’inglorioso record di essere il primo a essere fatto uscire dalla zona dell’euro. Un Paese in recessione da sei anni, di fatto commissariato dalla troika Ue-Bce-Fmi che gli ha imposto da quattro anni un programma di risanamento durissimo (memorandum), massimo esempio di quelle politiche di austerità tanto criticate per le loro drammatiche ricadute sociali.

Il debole governo di coalizione greco ha iniziato il suo turno alla presidenza dell’Ue esprimendo forte ottimismo (non poteva essere diversamente) sul fatto che il 2014 sarà l’anno delle svolta per la Grecia, del completo risanamento finanziario e dell’inversione di marcia verso una ripresa che condurrà il Paese fuori dalla lunga crisi e dai controlli della troika. Ma restano molte questioni in sospeso da risolvere, dal “buco” nel bilancio del 2013 ai licenziamenti di alcune migliaia di dipendenti statali entro l’anno, dalla privatizzazione dell’industria dei sistemi difensivi alle rigide misure sulla casa e sull’insolvenza dei mutui, dai livelli di disoccupazione insostenibili alla povertà in aumento.

Mentre dunque cercherà di smentire gli scettici che considerano ancora la Grecia “una Nazione senza Stato”, nel suo semestre di presidenza il governo di Atene dovrà condurre l’Ue a una delicata fase di importanti cambiamenti, che prevede il rinnovo del Parlamento europeo con le elezioni del maggio prossimo e la costituzione di una nuova Commissione europea, di fatto il governo dell’Ue.

«Abbiamo dimostrato durante la crisi che l’Europa funziona» ha detto il primo ministro greco, Antonis Samaras, presentando al Parlamento europeo il suo programma di presidenza dell’Ue; ringraziando poi i popoli europei per la loro solidarietà con la Grecia, in riferimento alle prossime elezioni europee ha aggiunto: «Vogliamo fare in modo che i cittadini non votino con il gusto amaro della crisi in bocca».

Il programma della presidenza grecavignetta_77_grecia

Per questo il programma di presidenza greca dell’Ue intende dare priorità assoluta alla questione «crescita, occupazione e coesione». Con l’obiettivo di promuovere tutte le misure in grado di contribuire a eliminare la prospettiva di una «crescita senza creazione di posti di lavoro», la presidenza greca intende perseguire attivamente l’attuazione del Patto per la crescita e l’occupazione, il che implica progredire sull’approfondimento del mercato unico concentrandosi soprattutto sul mercato unico digitale, l’energia, la ricerca, l’innovazione e gli investimenti per la crescita e il commercio estero. «Un’attenzione particolare sarà dedicata all’obiettivo di aumentare i prestiti alle piccole e medie imprese» segnala la presidenza greca, ricordando che il Consiglio europeo di primavera farà il punto sull’attuazione degli obiettivi principali della strategia Europa 2020, affinché il riesame a medio termine della strategia possa essere completato nel corso dell’anno.

Altra priorità individuata dalla presidenza greca riguarda «l’ulteriore approfondimento dell’Unione economica e monetaria per salvaguardare la stabilità della moneta unica». L’intenzione è di progredire nella creazione dell’unione bancaria e di raggiungere un accordo con il Parlamento europeo sul meccanismo unico di risoluzione delle crisi, entro la fine dell’attuale legislatura nell’aprile 2014. Sottolineando l’importanza della dimensione sociale dell’Uem, come sancito dal Consiglio europeo del dicembre 2013, la presidenza greca conta di proseguire le discussioni sui “partenariati per la crescita, l’occupazione e la competitività”, concepiti per promuovere le riforme strutturali e gli investimenti nelle politiche per la crescita e l’occupazione negli Stati membri.

Restano poi due materie considerate prioritarie dalla presidenza greca dell’Ue: la politica migratoria e quella marittima. Rispetto alla prima, il governo di Atene se da un lato intende «favorire la migrazione legale e l’integrazione», dall’altro vuole «dare priorità alle misure destinate a lottare contro l’immigrazione clandestina, concentrandosi sulla riammissione e il rimpatrio, contrastando il traffico di esseri umani e rafforzando le capacità istituzionali in materia di gestione delle frontiere, in cooperazione con i Paesi terzi di origine e di transito dei flussi migratori». In questo ambito non va però dimenticato che le autorità greche sono state recentemente accusate dal Consiglio d’Europa di eseguire espulsioni di massa, violando le norme internazionali.

Infine la presidenza greca intende «ridefinire la politica marittima dell’Ue nel suo insieme», in modo da contemplare un’ampia gamma di aspetti quali l’ambiente, il turismo, la sicurezza, il commercio estero, la migrazione stessa e altre questioni. Secondo le previsioni del governo di Atene la strategia dell’Ue per la sicurezza marittima potrebbe essere adottata dal Consiglio europeo del giugno 2014.

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