Fallimento europeo contro la povertà

novembre 2013

La Rete europea contro la povertà (European Anti-Poverty Network – Eapn), il più grande network europeo di reti regionali e locali che raggruppano le Ong e i gruppi di base che lavorano nel contrasto della povertà e dell’esclusione sociale, ha pubblicato alla fine di settembre un Rapporto di valutazione dei  Programmi nazionali di riforma (Pnr) 2013, da cui emerge un generale ampliamento degli squilibri sociali nei Paesi dell’Ue. Basato sulle informazioni provenienti dalle organizzazioni  nazionali che costituiscono l’Eapn, il Rapporto evidenzia come l’Unione europea sia ancora lontana dalla realizzazione delle sue promesse sull’Europa sociale, in particolare sulla povertà  che è aumentata di 4 milioni dal 2011 mentre l’obiettivo dell’Ue è di ridurla di 20 milioni entro il 2020. Secondo l’Eapn, l’impatto sociale della crisi è aggravato dalle misure di austerità, con disoccupazione, povertà e disuguaglianze che raggiungono livelli insostenibilmente alti.

«È in corso una crisi sociale che i leader europei fingono di ignorare. I tassi di povertà e le disuguaglianze sono aumentati quando invece avrebbero dovuto diminuire. C’è bisogno di cambiamento, con una vera leadership politica e politiche sociali ed economiche coerenti, che diano la priorità agli esseri umani piuttosto che a questa camicia di forza economica neoliberista che sta allargando il divario tra ricchi e poveri, Nord e Sud. L’Unione europea rischia di pagarne il prezzo alle prossime elezioni europee» ha dichiarato Sergio Aires, attuale presidente dell’Eapn, aggiungendo che «la continua mancanza di impegno per la vitale partecipazione dei cittadini interessati alla realizzazione dei Piani nazionali di riforma solleva seri interrogativi sulla democraticità del processo del cosiddetto “semestre”». Il 2013, osserva il Rapporto della Rete europea, ha visto un peggioramento dell’impatto sociale della crisi anche per le misure di austerità attuate, che si riflette in un aumento dei livelli di disoccupazione e di povertà in Europa, con la disoccupazione giovanile al 23,7% e la povertà che colpisce quasi 120 milioni di persone: così l’obiettivo della strategia Europa 2020 di ridurre la povertà di almeno 20 milioni è irraggiungibile e così anche gli obiettivi nazionali fissati dagli Stati membri per contribuire al raggiungimento dell’obiettivo europeo.

«I membri dell’Eapn hanno cercato di avviare un dialogo costruttivo con i governi nazionali, come parte di questo processo di strategia 2020, credendo che sarebbero stati accolti come partner alla pari, ma questo non è accaduto. Così il processo rischia di essere abbandonato dalle parti interessate come un “guscio vuoto”, che volta le spalle a quelle stesse persone che dovrebbe rappresentare» ha osservato Barbara Helfferich, direttrice della Rete europea anti-povetà.

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informazioni:

http://www.eapn.eu/en

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