Europarlamento: serve una svolta nella politica migratoria

novembre 2013

«Almeno 20.000 persone sono morte negli ultimi 20 anni nel tentativo di raggiungere le coste europee. Non possiamo permettere che ne muoiano ancora» ha dichiarato il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, rivolgendosi ai capi di Stato e di governo dell’Ue riuniti nel Consiglio europeo il 25 ottobre scorso. Facendo riferimento al grave naufragio verificatosi il 3 ottobre al largo di Lampedusa che ha causato la morte di circa 350 migranti, ma anche alle altre tragedie delle migrazioni avvenute nel Mediterraneo prima e dopo quel tragico evento, il presidente dell’Europarlamento ha espresso la «delusione» del Parlamento europeo per il «fallimento degli Stati membri nel gestire il flusso e riflusso dei migranti in modo umano ed efficace», osservando amaramente che «Lampedusa è diventata il simbolo della politica migratoria europea» e che «questa tragedia dovrebbe diventare un punto di svolta per questa politica», che dovrebbe prevedere «un maggiore sostegno verso i Paesi del Mediterraneo che ricevono i migranti irregolari, una maggiore cooperazione e solidarietà». «Questa è la solidarietà europea e questo è ciò che deve essere nella nostra agenda odierna» ha aggiunto Schulz, facendo però notare come solo pochi giorni dopo la tragedia di Lampedusa la politica migratoria sia stata relegata ad uno degli ultimi punti dell’agenda del Consiglio europeo.

Qualche giorno prima del Consiglio europeo si era svolta la seconda seduta plenaria di ottobre del Parlamento europeo, nel corso della quale è stato dedicato un ampio dibattito alla politica migratoria dell’Ue. Gli europarlamentari hanno invitato gli Stati membri ad una maggiore solidarietà e ad un miglior coordinamento nella gestione della politica migratoria in Europa. Tragedie come quella avvenuta al largo di Lampedusa devono segnare un punto di svolta per l’Europa, ha affermato l’Europarlamento, sottolineando che simili eventi possono essere evitati solo con sforzi coordinati a livello di Ue, ispirati dalla solidarietà e dalla responsabilità e coadiuvati da strumenti comuni.

L’Ue e i suoi Stati membri devono attivarsi maggiormente per evitare ulteriori perdite di vite umane in mare, hanno dichiarato i deputati europei nella risoluzione adottata, indicando la necessità per gli Stati membri di rispettare i loro obblighi internazionali di soccorso in mare, per salvare la vita a persone in pericolo.

Non punire i soccorritori

L’Europarlamento ha chiesto assistenza umanitaria per i sopravvissuti ed esortato l’Ue e gli Stati membri a modificare o rivedere le normative per garantire che le persone non possano essere punite per aver prestato assistenza a migranti in difficoltà in mare. Ha inoltre invitato la Commissione a rivedere la direttiva 90 del 2002 volta a definire le sanzioni in caso di favoreggiamento dell’ingresso, del transito e del soggiorno illegali, al fine di chiarire che la prestazione di assistenza umanitaria ai migranti che si trovano in pericolo in mare va considerata positivamente e non costituisce in alcun modo un’azione sanzionabile.

I deputati europei hanno poi invitato l’Unione, Frontex e gli Stati membri ad assicurare che l’assistenza ai migranti in difficoltà e il soccorso in mare figurino fra le priorità fondamentali in sede di attuazione del regolamento Eurosur appena adottato, esortando gli Stati membri a esercitare la loro prerogativa di soccorrere vite umane in mare in conformità dei loro obblighi internazionali. L’Europarlamento ha sottolineato la necessità che la solidarietà dell’Unione vada di pari passo con la responsabilità, ricordando che gli Stati membri hanno l’obbligo giuridico di venire in aiuto dei migranti in mare.

Istituire missioni di ricerca e di soccorso

Il Parlamento europeo si è detto favorevole alle proposte della Commissione europea per un’operazione di ricerca e salvataggio che copra l’area marittima che va da Cipro alla Spagna e la sua intenzione di istituire una task-force sui flussi migratori nel Mediterraneo come «un primo passo verso un approccio più ambizioso». I deputati hanno anche chiesto al Consiglio e alla Commissione di considerare la creazione di un corpo di guardia costiera europeo.

L’Europarlamento ha invitato i colegislatori a concordare rapidamente nuove disposizioni vincolanti in materia di intercettazione per quanto riguarda le operazioni in mare svolte sotto il coordinamento di Frontex, in modo da conseguire misure di soccorso efficaci e coordinate a livello di Unione e garantire che le operazioni siano condotte nel pieno rispetto delle pertinenti leggi e norme internazionali in materia di diritti umani e rifugiati, nonché degli obblighi derivanti dal diritto del mare.

Permettere la migrazione legale

Esprimendo preoccupazione per il crescente numero di persone che rischia la vita intraprendendo pericolose traversate del Mediterraneo verso l’Ue, l’Europarlamento ha invitato gli Stati membri ad adottare misure che consentano ai richiedenti asilo di accedere in maniera sicura ed equa al sistema di asilo dell’Unione. La plenaria ha inoltre rilevato che «l’ingresso legale nell’Ue è preferibile all’ingresso irregolare, il quale presenta maggiori rischi, anche con riferimento alla tratta di esseri umani e alla perdita di vite umane». Così, chiedendo che sia adottato «un approccio più olistico alla migrazione», in modo da garantire che le questioni legate a tale fenomeno siano affrontate in maniera globale, ha esortato l’Unione a elaborare una strategia più ampia, soprattutto per il Mediterraneo, che ponga la migrazione dei lavoratori nel contesto dello sviluppo sociale, economico e politico dei Paesi del vicinato. L’Unione e gli Stati membri, secondo gli eurodeputati, dovrebbero poi esaminare gli strumenti disponibili nel quadro della politica dell’Ue in materia di visti e della sua legislazione sulla migrazione dei lavoratori.

Colpire trafficanti e contrabbandieri

Il Parlamento europeo chiede forti sanzioni penali contro chi facilita il traffico di esseri umani in tutto il territorio dell’Ue, un migliore coordinamento dei mezzi e delle risorse dell’Unione europea – compresi quelli a disposizione dell’agenzia per la gestione delle frontiere Frontex (come ad esempio il sistema di sorveglianza delle frontiere Eurosur) e di Europol – per intensificare, insieme con i Paesi terzi, la lotta contro le reti criminali dei trafficanti di esseri umani e i contrabbandieri. L’Ue è inoltre invitata a realizzare ampie campagne di informazione e sensibilizzazione in merito ai rischi che corre chi mette la propria vita nelle mani di trafficanti e favoreggiatori dell’immigrazione clandestina.

Cooperazione con i Paesi terzi

L’Europarlamento ha invitato a una migliore e più efficace collaborazione tra l’Unione e i Paesi terzi per impedire che tragedie come quella avvenuta al largo di Lampedusa continuino a ripetersi. Ritiene che gli accordi sulla gestione della migrazione tra l’Ue e i Paesi di transito verso l’Unione debbano rappresentare una priorità nel prossimo futuro, priorità che comprende il finanziamento delle strutture di polizia e della formazione nell’ambito delle capacità di applicazione della legge nonché l’assistenza a tali Paesi – e ai Paesi di origine dei migranti – finalizzata a diversificarne e migliorarne l’economia. Il Parlamento ha anche sottolineato la necessità che i Paesi terzi rispettino il diritto internazionale per quanto riguarda il salvataggio di vite umane in mare e garantiscano la protezione dei rifugiati nonché il rispetto dei diritti fondamentali. L’Ue, sostiene l’Europarlamento, dovrebbe continuare a offrire assistenza umanitaria, finanziaria e politica nelle aree di crisi dell’Africa settentrionale e del Medio Oriente per affrontare alla radice le cause delle pressioni migratorie e umanitarie. L’Unione europea è quindi invitata dai deputati europei a monitorare la distribuzione di tali finanziamenti e ad accrescerne la responsabilità democratica, affinché le risorse impiegate sortiscano gli effetti positivi che sono finora mancati.

Necessari più fondi

Il Parlamento europeo ha infine richiesto un aumento del bilancio destinato all’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (Easo) e all’Agenzia europea per la gestione della cooperazione operativa alle frontiere esterne (Frontex) al fine di coadiuvare gli Stati membri in circostanze che richiedono una maggiore assistenza tecnica e operativa alle frontiere esterne, incluse le situazioni che comportano emergenze umanitarie e il soccorso in mare: «Un adeguato finanziamento di queste agenzie è fondamentale per poter sviluppare un approccio coordinato». Secondo l’Europarlamento gli Stati membri dovrebbero inoltre intensificare la cooperazione pratica con Easo e Frontex, anche tramite aiuti in natura (personale distaccato, sostegno materiale ecc.), mentre al Consiglio e alla Commissione è chiesto di prendere in considerazione la possibilità di creare una guardia costiera dell’Ue e di istituire un altro ufficio operativo di Frontex nelle zone sottoposte a pressione migratoria, e in particolare nella regione mediterranea, con copertura dei relativi costi da parte degli Stati membri selezionati.

Informazioni: www.europarl.europa.eu

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