Consiglio europeo tra intercettazioni e rinvii

novembre 2013

«La raccolta di intelligence è un elemento essenziale nella lotta contro il terrorismo. Ciò vale per le relazioni tra i Paesi europei oltre che per le relazioni con gli Stati Uniti», tuttavia «una mancanza di fiducia potrebbe pregiudicare la cooperazione necessaria nel settore»: è quanto dichiarato dai capi di Stato e di governo dell’Ue al termine del Consiglio europeo svoltosi nei giorni 24-25 ottobre scorsi, apertosi con le notizie delle intercettazioni (giunte con un tempismo sospetto, certo non casuale) da parte dei servizi segreti statunitensi nei confronti dei leader europei, oltre che di milioni di altri cittadini. Nonostante le posizioni diplomatiche piuttosto formali, alcuni Paesi europei hanno manifestato forte disappunto per quanto emerso (anche se risulta difficile immaginare che i rispettivi servizi segreti fossero all’oscuro di simili pratiche), Germania e Francia su tutti, tanto da far formalizzare nelle dichiarazioni finali l’intenzione di «ottenere colloqui bilaterali con gli Stati Uniti allo scopo di giungere, prima della fine dell’anno, a un’intesa sulle relazioni reciproche in tale ambito».

La questione delle intercettazioni ha oscurato di fatto gli altri punti all’ordine del giorno del Consiglio europeo, tra i quali soprattutto l’immigrazione avrebbe dovuto essere al centro della discussione, dopo i tragici naufragi verificatisi a Lampedusa poche settimane prima (vedi pag. 4-5). Invece, mostrando non poco cinismo, i leader dell’Ue hanno affrontato le questioni dell’immigrazione tra gli ultimi punti del Vertice e in modo non approfondito, rinviando le decisioni importanti.

Immigrazione: tutto rinviato al 2014

Così, in materia di immigrazione e asilo i capi di Stato e di governo dell’Ue si sono limitati a chiedere il rafforzamento delle attività dell’Agenzia europea per la gestione e la cooperazione alle frontiere esterne (Frontex) nel Mediterraneo e lungo i confini a sud-est dell’Unione europea, sottolineando l’importanza di una rapida attuazione da parte degli Stati membri del nuovo Sistema europeo di sorveglianza delle frontiere (Eurosur) per agevolare l’individuazione delle imbarcazioni e degli ingressi illegali.

Il Consiglio europeo ha poi invitato la neo istituita task-force per il Mediterraneo (creata su proposta della delegazione italiana), guidata dalla Commissione europea e comprendente rappresentanti degli Stati membri, delle Agenzie dell’Ue e del Servizio europeo per l’azione esterna, a individuare  –  sulla base dei principi di prevenzione, protezione e solidarietà  –  azioni prioritarie per un uso più efficace a breve termine delle politiche e degli strumenti europei.

I leader politici dell’Ue hanno infine preannunciato che il Consiglio europeo del giugno 2014 sarà dedicato ai temi dell’asilo e dell’immigrazione: in quella sede dovrebbero essere definite le linee guida strategiche per l’ulteriore programmazione legislativa e operativa dell’Unione europea in materia di libertà, sicurezza e giustizia.

Investimenti nell’economia digitale

Il Consiglio europeo, come si legge nel documento conclusivo del Vertice, si è però concentrato sull’economia digitale, l’innovazione e i servizi, «settori che hanno un particolare potenziale di crescita e occupazione che deve essere mobilitato rapidamente».

È stata espressa la necessità di nuovi investimenti per favorire la diffusione della banda larga ad alta velocità e delle tecnologie di quarta generazione. Uno degli obiettivi dell’agenda digitale è infatti di garantire entro il 2020 l’accesso al web a velocità pari o superiori a 30Mbps per tutti i cittadini europei, e lavorare affinché entro la stessa data almeno la metà delle famiglie sia abbonata con connessioni al di sopra di 100 Mbps. Pertanto, il Consiglio ha raccomandato la rapida approvazione della proposta di regolamento recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. Così come ha ribadito l’impegno a completare il mercato unico digitale entro il 2015 come previsto dall’Agenda digitale europea  (Age), una delle sette iniziative faro della strategia Europa 2020.

Disoccupazione giovanile

La lotta alla disoccupazione giovanile, ha sottolineato il Consiglio europeo, «rimane un obiettivo fondamentale della strategia dell’Ue per promuovere la crescita, la competitività e l’occupazione. Agli Stati membri è stato chiesto di adoperarsi con ogni mezzo necessario a rendere pienamente operativa entro gennaio 2014 l’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile, nonché la rapida attuazione della garanzia per i giovani e della dichiarazione del Consiglio sull’Alleanza europea per l’apprendistato (al proposito vedi l’inserto di questo numero). Secondo il Consiglio europeo, gli Stati membri beneficiari dell’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile devono adottare piani che affrontino il problema della disoccupazione giovanile, anche attraverso l’attuazione della garanzia per i giovani entro la fine del 2013 per ottenere in tempi rapidi i vantaggi derivanti dall’iniziativa.

Altre questioni affrontate

I leader dell’Ue hanno preso in esame anche altri settori di intervento di carattere economico e sociale. Dopo aver preso atto dello stato di attuazione del finanziamento dell’economia, soprattutto delle piccole e medie imprese, il Consiglio europeo ha proceduto a un dibattito approfondito sul completamento dell’Unione economica e monetaria (Uem), concentrandosi in particolare sul coordinamento rafforzato delle politiche economiche, sul rafforzamento della dimensione sociale dell’Uem (al proposito vedi pag. 8-9) e sul completamento dell’Unione bancaria. Su tali questioni l’intenzione è di prendere decisioni nel corso del prossimo Consiglio europeo di dicembre.

Ad esempio, per quanto concerne la discussione sulla futura architettura dell’Uem sono state rinviate alla riunione di dicembre le valutazioni finali sulla tabella di marcia varata dal Consiglio europeo del dicembre 2012. In particolare, nella riunione di dicembre il Consiglio europeo procederà a un’analisi della situazione economica degli Stati membri e della zona euro in quanto tale, basata su una valutazione comparativa delle politiche per il potenziamento della crescita e dell’occupazione, compresi i risultati conseguiti dai mercati del lavoro e dei prodotti, l’efficienza della pubblica amministrazione, nonché l’innovazione, l’istruzione e la formazione professionale, l’occupazione e l’inclusione sociale.

Informazioni:

http://www.european-council.europa.eu

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