Amnesty: sulle renditions «non ci sono più scuse»

novembre 2013

L’Ufficio Europa di Amnesty International ha voluto esprimere soddisfazione per la risoluzione votata dal Parlamento europeo in ottobre che chiede «verità e giustizia» per quanto riguarda il coinvolgimento dei Paesi dell’Ue nei programmi di detenzioni segrete e cosiddette “extreaordinary renditions” ideati dalla Cia statunitense negli ultimi 10 anni nell’ambito della lotta al terrorismo.

«Ci congratuliamo con il Parlamento europeo per il mantenimento di una posizione coerente e forte in questa cruciale questione di diritti umani» ha dichiarato Nicolas Beger, direttore dell’Ufficio Europa di Amnesty International, auspicando che ciò faccia segnare «finalmente la fine delle scuse della Commissione e dell’inazione del Consiglio».

Dall’adozione lo scorso anno della risoluzione che documentava la presunta complicità dei Paesi dell’Ue in torture e sparizioni forzate effettuate dalla Cia in Europa, «non è seguita alcuna raccomandazione» osserva Amnesty, definendo «particolarmente sorprendente» il fatto che la Lituania, attualmente alla presidenza di turno dell’Unione, abbia «costantemente omesso di ottemperare alla richiesta di riaprire le indagini sui siti segreti della Cia sul suo territorio».

Ancora oggi stanno emergendo nuove vittime di trasferimenti illegali, torture e detenzioni, anche se non ci sono prove crescenti di complicità dei Paesi dell’Ue: «Confidiamo che, in linea con la risoluzione adottata dal Parlamento europeo, l’Ue continui a lavorare su questo tema, perché con i dibattiti in corso sul rafforzamento dei diritti umani e dello Stato di diritto in Europa non può permettersi di ignorare questo problema urgente».

Informazioni: http://www.amnesty.eu

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