Rischio di povertà più elevato tra i minori

aprile 2013

Nell’Unione europea il rischio di povertà o di esclusione sociale è più elevato tra i minori rispetto al resto della popolazione. Nel 2011, infatti, nei 27 Stati membri il 27% dei bambini e ragazzi di età inferiore a 18 anni era a rischio di povertà o di esclusione sociale, rispetto al 24% degli adulti (cioè persone di età compresa tra 18 e 64 anni) e al 21% degli anziani (65 anni e più).

75_tab5Va ricordato che le persone considerate a rischio di povertà o di esclusione sociale sono quelle che si trovano almeno in una delle seguenti tre condizioni: povertà monetaria, con reddito familiare inferiore al 60% di quello nazionale medio; deprivazione materiale grave; intensità lavorativa familiare molto bassa.

Ebbene, nella maggior parte dei Paesi dell’Ue i bambini sono più colpiti da almeno una delle tre forme di povertà o di esclusione sociale rispetto agli altri due gruppi di età. Le quote più elevate di minori a rischio di povertà o di esclusione sociale sono state rilevate nel 2011 in Bulgaria (52%), Romania (49%), Lettonia (44%), Ungheria (40%) e Irlanda (38% nel 2010), mentre le più basse si sono registrate in Svezia, Danimarca e Finlandia (tutti al 16%), Slovenia (17%), Paesi Bassi (18%) e Austria (19%).

Si tratta di dati contenuti in un Rapporto pubblicato dall’Ufficio statistico europeo Eurostat lo scorso 26 febbraio, che ha esaminato anche i fattori che incidono sulla povertà infantile, quali la composizione del nucleo familiare in cui vivono i minori e la situazione del mercato del lavoro dei loro genitori.

Povertà e livelli di istruzione

Prendendo in considerazione la povertà monetaria, quasi la metà di tutti i minori i cui genitori hanno bassi livelli di istruzione (al massimo istruzione secondaria inferiore) erano a rischio di povertà nell’Ue nel 2011, rispetto al 22% dei minori con genitori che hanno un livello medio di formazione (al massimo istruzione secondaria superiore) e al 7% dei minori con genitori aventi un elevato livello di istruzione (istruzione terziaria).

L’indagine ha osservato che in tutti gli Stati membri, il rischio di povertà per i minori diminuisce quando il livello di istruzione dei genitori è elevato. Le maggiori differenze tra la percentuale di minori a rischio di povertà in relazione ai livelli di istruzione dei genitori sono state rilevate in Romania (78% dei minori a rischio povertà in famiglie a basso livello di istruzione rispetto al 2% in famiglie ad alto livello di istruzione), Repubblica Ceca (76% e 5%), Slovacchia (77% e 7%), Bulgaria (71% e 2%) e Ungheria (68% e 3%), e le più piccole differenze in Danimarca (17% e 5%) e Finlandia (24% e 6%).

Povertà e immigrazione

75_tab6Il Rapporto di Eurostat osserva poi che nell’Ue i minori con un background migrante, cioè con almeno uno dei genitori nato in un Paese diverso da quello di residenza attuale, risultano essere a maggior rischio di povertà monetaria rispetto a quelli con genitori originari del Paese di residenza. I dati 2011 evidenziano infatti un rischio di povertà che colpisce il 32% dei minori che vivono con almeno un genitore nato all’estero, rispetto al 18% dei minori con genitori autoctoni.

Questa situazione è stata rilevata nella maggior parte degli Stati membri, mentre invece in Estonia, Ungheria e Malta i minori con i genitori autoctoni presentano un rischio di povertà più elevato e in Repubblica ceca non vi è praticamente alcuna differenza tra i due gruppi.

Tra i minori che vivono con almeno un genitore nato all’estero, la quota a rischio di povertà nel 2011 variava in modo significativo tra gli Stati membri, dal 15% nella Repubblica Ceca, il 17% in Estonia e il 18% a Malta fino al 46% in Spagna, 43% in Grecia e 39% in Francia. Per quanto riguarda invece i minori che vivono con genitori autoctoni, il rischio di povertà più basso nel 2011 è stato rilevato in Danimarca e Austria (entrambi 8%) e il più elevato in Romania (33%).

Fonte e informazioni:

http://epp.eurostat.ec.europa.eu

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