Il riequilibrio economico rallenta la crescita

aprile 2013

«Il riequilibrio dell’economia europea in corso continua a gravare sulla crescita a breve termine. In sintesi la situazione è questa: deludenti i dati oggettivi di fine 2012, più incoraggianti alcuni dati soggettivi del passato recente, mentre aumenta la fiducia degli investitori per il futuro. I recenti interventi a livello politico stanno spianando la strada verso la ripresa, ma dobbiamo mantenere la rotta delle riforme e non perdere slancio altrimenti la virata di fiducia in corso potrebbe abortire ritardando la necessaria ripresa della crescita e dell’occupazione». È quanto dichiarato dal commissario europeo per gli Affari economici e monetari e l’euro, OlliRehn, in occasione della presentazione delle consuete previsioni economiche invernali, alla fine di febbraio.

Tabella debito pubblicoIn sostanza, nonostante il miglioramento registrato nella situazione dei mercati finanziari dell’Unione europea dall’estate scorsa, l’andamento dell’attività economica è stato deludente nel secondo semestre 2012. Dagli indicatori di tendenza, osserva la Commissione europea, «emerge tuttavia che il Pil dell’Ue sta risalendo la china e si prevede un’accelerazione graduale dell’attività economica». Secondo l’esecutivo europeo, inizialmente la ripresa della crescita sarà trainata dalla domanda esterna, mentre l’aumento degli investimenti e dei consumi interni è atteso più avanti nel corso dell’anno e si prevede che la domanda interna subentri nel 2014 come principale traino del rafforzamento della crescita delPil.

Data però «la debolezza dell’attività economica negli ultimi mesi dello scorso anno», il 2013 è «partito dal basso» e questo, combinato con un ritorno alla crescita più lento del previsto, proietta per l’anno in corso un basso livello di crescita del Pil su base annua nell’Ue, pari allo 0,1%, e una contrazione pari a -0,3% nella zona euro. Su base trimestrale, invece, «l’evoluzione del Pil è leggermente più dinamica di quanto lascino supporre le cifre annuali» osserva la Commissione: le proiezioni indicano per l’ultimo trimestre 2013 un Pil superiore dell’1% al livello raggiunto nel trimestre corrispondente del 2012 nell’Ue e dello 0,7% nella zona euro.

«La dissonanza fra il miglioramento della situazione dei mercati finanziari e le mutate prospettive macroeconomiche per il 2013 trova in gran parte origine nel processo di aggiustamento di bilancio, che continua a pesare sulla crescita a breve termine» spiega la Commissione europea, secondo cui con l’avanzare di tale processo si consoliderà anche la base della crescita nel 2014 che, secondo le proiezioni, sarà dell’1,6% nell’Ue e dell’1,4% nella zona euro.

Prevista ripresa di consumi e investimenti

I provvedimenti politici adottati dall’estate scorsa «hanno mutato la valutazione dei mercati circa la sostenibilità economica dell’Uem e la sostenibilità di bilancio degli Stati membri che ne fanno parte» scrive la Commissione europea, sottolineando come al momento consumi e investimenti interni «sono frenati dalla combinazione, tipica dei periodi successivi a una profonda crisi finanziaria, di debolezza del ciclo, incertezza e protrarsi dell’aggiustamento dei bilanci e della ridistribuzione delle risorse all’interno dell’economia». Secondo l’esecutivo dell’Ue, però, il fatto che famiglie e imprese ritrovino fiducia dovrebbe attutire l’impatto negativo di tali fattori. Se, come si prevede, l’allentarsi delle tensioni sui mercati finanziari si rispecchierà in migliori condizioni di accesso al credito, sarà spianata la via per un ritorno graduale alla crescita dei consumi e degli investimenti nel corso del 2013.

Nelle previsioni della Commissione, l’attuale debolezza dell’attività economica comporterà quest’anno un incremento del tasso di disoccupazione all’11,1% nell’Ue e al 12,2% nella zona euro.

Poiché le previsioni indicano un minore impatto del rincaro dell’energia sull’inflazione, si dovrebbe assistere nell’Ue ad una graduale diminuzione dell’inflazione al consumo nel corso del 2013, con successiva stabilizzazione nel 2014 a circa l’1,7% nell’Ue e all’1,5% nella zona euro.

Continua il risanamento di bilancio

La Commissione europea afferma poi che le «incisive misure di bilancio che gli Stati membri stanno attuando» dovrebbero determinare nel 2013 un’ulteriore riduzione dei disavanzi nominali al 3,4% nell’Ue e al 2,8% nella zona euro. Relativamente al saldo strutturale, si prevede per quest’anno un ritmo di riduzione lievemente più lento di quello del 2012. Il risanamento di bilancio in corso contiene l’aumento del rapporto debito/Pil, che nel 2013 dovrebbe registrare un ulteriore lieve incremento dovuto alla persistente debolezza della crescita del Pil.

Sebbene i rischi che pesano sulle prospettive di crescita indichino ancora un’evoluzione prevalentemente negativa, secondo la Commissione «la distribuzione del rischio è oggi molto più equilibrata». Per arginare il rischio di un ulteriore aggravamento della crisi del debito sovrano, avverte però l’esecutivo dell’Ue, «è essenziale l’attuazione effettiva di politiche di rafforzamento dell’unione economica e monetaria e di promozione degli aggiustamenti necessari».

Tabella variazioniAltri rischi di evoluzione negativa risiedono nella «possibilità che la debolezza del mercato del lavoro incida sulla domanda interna e rallenti lo slancio riformista» e nel «persistere di grandi sfide di bilancio a medio termine negli Stati Uniti e in Giappone». Riguardo alla crescita del Pil, conclude poi la

Commissione, potrebbero materializzarsi i rischi di evoluzione positiva se i progressi nella risoluzione delle crisi e l’andamento delle riforme strutturali fossero più veloci del previsto e/o se la fiducia ritrovata fosse più forte del previsto, mentre invece i rischi che pesano sulle prospettive d’inflazione paiono essere equilibrati.

Fonte e informazioni:

http://ec.europa.eu/economy_finance/eu/forecasts/2013_winter_forecast_en.htm

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