Il punto sull’immigrazione nell’Unione europea

aprile 2013

Nel corso del 2011 almeno 1,7 milioni di persone provenienti da un Paese al di fuori dell’Unione europea sono immigrate in uno dei 27 Stati membri, mentre 1,3 milioni di persone già residenti all’interno di un Paese dell’Ue sono migrate in un altro Stato membro. Complessivamente, circa 3,2 milioni di persone sono immigrate in uno dei 27 Paesi dell’Ue, mentre almeno 2,3 milioni di persone sono emigrate lasciando il territorio dell’Ue.

Il quadro statistico dell’immigrazione all’interno dell’Ue è fornito da uno studio pubblicato da Eurostat nel marzo scorso intitolato Migration and migrantpopulationstatistics, che sottolinea come le cifre presentate non rappresentino solo i flussi migratori da e per l’Ue ma riguardino anche i flussi interni tra i diversi Stati membri dell’UE.

Il Regno Unito è stato nel 2011 il Paese che ha fatto registrare il maggior numero di nuovi immigrati (566.044), seguito da Germania (489.422), Spagna (457.649) e Italia (385.793); questi quattro Stati membri insieme hanno ospitato nel 2011 il 60,3% di tutti gli immigrati nell’Ue.

La Spagna ha invece segnalato il maggior numero di emigrati nel 2011 (507.742), seguita dal Regno Unito (350.703), dalla Germania (249.045) e dalla Francia con (213.367). 16 Stati membri dell’Ue hanno rilevato più immigrazione che emigrazione nel 2011, mentre invece in Bulgaria, Repubblica Ceca, Irlanda, Grecia, Spagna, Polonia, Romania e i tre Stati baltici il numero di emigrati ha superato quello degli immigrati.

Considerando il numero di immigrati in relazione alla dimensione della popolazione residente, al primo posto per l’incidenza dell’immigrazione si trova il Lussemburgo (38 immigrati per 1000 persone), seguito da Cipro (26‰) e Malta (13‰).

L’incidenza dell’emigrazione sulla popolazione residente è invece stata particolarmente elevata in Irlanda (19 emigrati per 1000 persone) e Lituania (18 emigrati per 1000 persone).

Per quanto riguarda la distribuzione per sesso degli immigrati nel 2011, ci sono stati complessivamente più uomini che donne (52,1% rispetto al 47,9%). Il Paese che ha segnalato la percentuale più alta di immigrati maschi è stato la Slovacchia (62,4%), al contrario, la percentuale più alta di donne immigrate è stata segnalata a Cipro (55,2%).

Nel 2011, poi, la quota relativa di espulsioni di cittadini sul numero totale dei nuovi immigrati è stata più elevata in Lituania (89,3% del totale degli immigrati), Portogallo (63,6%), Croazia (55,3%), Estonia (54,8%) e Grecia (54,5%). Questi erano inoltre gli unici Stati membri dell’Ue a segnalare una migrazione di ritorno superiore al 50%, mentre al contrario Lussemburgo, Austria, Italia, Cipro e Spagna hanno segnalato quote relativamente basse di migrazione di ritorno inferiori al 10% degli immigrati.

La Germania al primo posto

75_tab7All’inizio del 2012 la popolazione immigrata straniera all’interno dell’Ue, costituita da persone che risiedono in uno dei 27 Stati membri ma hanno cittadinanza di un Paese non Ue, era di 20,7 milioni pari al 4,1% dell’intera popolazione dell’Ue. Inoltre, vi erano 13,6 milioni di cittadini dell’Ue che vivevano in un Paese diverso da quello di cittadinanza. Tuttavia, poiché la cittadinanza può cambiare nel tempo e quindi può essere acquisita pur essendo nati altrove, per avere un quadro statistico più completo dell’immigrazione può essere utile presentare le informazioni anche per Paese di nascita. Così facendo, sempre a inizio 2012 si contavano circa 33 milioni di persone residenti nell’Ue ma nate in un Paese non Ue e circa 17,2 milioni di persone nate in uno Stato membro dell’Ue diverso da quello di residenza.

Solo in Lussemburgo, Irlanda, Ungheria, Cipro e Malta i nati all’estero in altri Paesi dell’Ue sono più numerosi dei nati al di fuori dell’Ue. Le persone nate all’estero che hanno acquisito la cittadinanza sono in inferiorità numerica rispetto ai cittadini stranieri in tutti gli Stati membri, tranne in Lussemburgo, Lettonia e Repubblica Ceca.

In termini assoluti, i Paesi dell’Ue con il maggior numero di stranieri residenti a inizio 2012 erano la Germania (7,4 milioni di persone), la Spagna (5,5 milioni), l’Italia (4,8 milioni), il Regno Unito (4,8 milioni) e la Francia (3,8 milioni di euro). I cittadini non comunitari in questi cinque Stati membri complessivamente rappresentavano il 77,1% del totale degli stranieri residenti nell’Ue, mentre gli stessi cinque Paesi avevano una quota pari al 62,9% della popolazione dell’Ue. In termini relativi, tra i 27 Stati membri dell’Ue quello con la percentuale più alta di cittadini stranieri è il Lussemburgo, dove rappresentavano il 43,8% della popolazione totale. Un’alta percentuale di stranieri (10% o più della popolazione residente) è stata osservata anche a Cipro, Lettonia, Estonia, Spagna, Austria e Belgio.

Soprattutto immigrati europei

In gran parte degli Stati membri dell’Unione europea la maggior parte dei cittadini stranieri sono cittadini di Paesi terzi. Non è così solo per Lussemburgo, Irlanda, Belgio, Slovacchia, Cipro e Ungheria. Nel caso della Lettonia e dell’Estonia, la percentuale di cittadini provenienti da Paesi terzi è particolarmente grande a causa del numero elevato di cittadinanze non riconosciute: si tratta principalmente di cittadini dell’ex Unione sovietica che risiedono permanentemente in questi Paesi ma che non hanno acquisito la cittadinanza.

Analizzando la distribuzione per continente di cittadini di Paesi terzi che vivevano nell’Unione europea a inizio 2012, la percentuale maggiore (38,5%) è costituita da cittadini di un Paese europeo al di fuori dell’Ue, per un totale di 7,9 milioni di persone di cui oltre la metà erano cittadini di Turchia, Albania e Ucraina. Il secondo più grande gruppo continentale di immigrati proveniva dall’Africa (24,5%), seguito da Asia (22%), Americhe (14,2%) e Oceania (0,8%). Oltre la metà dei cittadini di Paesi africani che vivevano nell’Ue nel 2012 proveniva dal Nord Africa, principalmente da Marocco e Algeria. Per quanto riguarda gli asiatici la provenienza principale è dal Sud o dall’Est asiatico, in particolare dall’India o dalla Cina, mentre i cittadini di Ecuador e Stati Uniti costituivano la quota maggiore di cittadini stranieri provenienti dalle Americhe e residenti nell’Unione europea a inizio 2012.

Rumeni e turchi i più numerosi

La struttura della cittadinanza della popolazione immigrata nell’Unione europea varia notevolmente tra gli Stati membri. È infatti influenzata da fattori quali la migrazione per lavoro, i legami storici esistenti tra Paesi di origine e di destinazione, e le reti consolidate nei Paesi di destinazione.

I cittadini rumeni (che vivono in un altro Stato membro dell’Ue) e turchi costituito i due più grandi gruppi di immigrati che vivevano nell’Ue nel 2012, con circa 2,3 milioni di persone per ciascuno dei due gruppi e un’incidenza del 7% sull’intera popolazione straniera immigrata nell’Ue. Il terzo gruppo più grande era costituito da cittadini marocchini (1,9 milioni di persone, pari al 5,6% di tutti i cittadini stranieri). L’aumento più significativo tra il 2001 e il 2012 tra i gruppi di cittadini immigrati nell’Ue ha riguardato i rumeni che vivono in un altro Stato membro dell’Ue, con un numero cresciuto quasi otto volte passando da 0,3 milioni nel 2001 a 2,4 milioni nel 2012.

L’analisi della distribuzione per età della popolazione immigrata nell’Ue mostra una popolazione più giovane della popolazione nazionale, con una quota maggiore di giovani adulti in età lavorativa. Infatti, mentre nel 2012 l’età media della popolazione nazionale nell’Ue era di 41,9 anni, l’età media della popolazione straniera era di 34,7 anni.

Acquisizione della cittadinanza

Il numero di persone che ha acquisito nel 2011 la cittadinanza di uno dei 27 Stati membri dell’Ue è statodi 782.200, corrispondente ad una diminuzione del 3,5% rispetto al 2010, anno che aveva registrato il maggior numero di persone che acquisivano la cittadinanza di uno Stato membro dell’Unione europea dal 2001 e in cui per la prima volta il numero complessivo aveva superato le 800.000 unità.

Con 177.600 nuovi cittadini (pari al 22,7% del totale Ue-27) il Regno Unito ha fatto registrare il più alto numero di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2011. Hanno seguito Francia (114.599), Spagna (114.584) e Germania (109 594), mentre nessuno degli altri Stati membri ha concesso la cittadinanza a più di 100.000 persone nel 2011.

I decrementi più elevati nella concessione di cittadinanza rispetto all’anno precedente sono stati osservati in termini assoluti in Francia (28.691 persone in meno rispetto al 2010 hanno ottenuto la cittadinanza francese), Regno Unito (17.277), Italia (9785) e Spagna (9122), mentre in termini percentuali i cali più rilevanti hanno riguardato la Lettonia (32,6% in meno di persone che hanno acquisito la cittadinanza nel 2011) e la Bulgaria (meno 31,2%).

Un indicatore comunemente utilizzato per misurare gli effetti delle politiche nazionali in materia di cittadinanza è il tasso di naturalizzazione, cioè il rapporto tra il numero totale di cittadinanze concesse e il numero di stranieri residenti in un Paese: il Paese con il più alto tasso di naturalizzazione nel 2011 è stata l’Ungheria (9,8 acquisizioni per 100 residenti stranieri), seguita da Polonia (6,7%), Svezia (5,8) e poi da Malta, Portogallo e Regno Unito tutti con 4-5 acquisizioni per 100 residenti stranieri.

L’ 86,7% di coloro che hanno acquisito la cittadinanza di un Paese dell’Ue nel 2011 in precedenza erano cittadini di un Paese terzo, per un totale di circa 678.000 persone di origini non comunitarie, con una diminuzione dell’8,2% rispetto al 2010.

Circa 82.000 (10,5% del totale) invece i cittadini comunitari che hanno acquisito la cittadinanza di un altro Stato membro rispetto a quello di origine. In Lussemburgo e Ungheria la maggior parte delle nuove cittadinanze sono state concesse a cittadini di un altro Stato membro dell’Ue.

Come negli anni precedenti, i più grandi gruppi di nuovi cittadini degli Stati membri dell’Ue nel 2011 sono stati i cittadini del Marocco (64.200, corrispondente all’8,2% di tutte le cittadinanze concesse) e della Turchia (48.800, pari al 6,2%). La maggior parte dei marocchini divenuti cittadini dell’Ue nel 2011 ha acquisito la nuova cittadinanza in Francia (32,6%), Spagna (22,4%) e Italia (16,7%), mentre i turchi hanno acquisito la loro nuova cittadinanza soprattutto in Germania (57,5%) e Francia (12,9%).

Informazioni:http://epp.eurostat.ec.europa.eu/statistics_explained/index.php/Migration_and_migrant_population_statistics

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